Vuol dire ribaltare, capovolgersi, m anche perdere la testa.
Esempio: "E tu hai preso la 'urva a tutto spiano e tu gl'hai da'o di barta!"
Traduzione: Hai preso la curva a tutta velocità e ti sei ribaltato!
Altro significato è metaforico...
Esempio: "Ma te t'ha da'o di barta?"
Traduzione: Hai proprio perso la testa?
Visualizzazione post con etichetta Modi di dire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Modi di dire. Mostra tutti i post
venerdì 19 dicembre 2008
Oh come tu' rimbrodoli?!?
Se vi sentite fare questa domanda da un fiorentino pensateci bene...
Vi sta dicendo, senza tanti giri di parole che state parlando confusamente, state argomentando con scarsa lucidità o quanto meno non riuscite a farvi capire...
Ma oltre al parlare si applica anche all'agire. State facendo un azione senza pensarci e solo perchè deve essere fatta noncuranti del suo risultato e che sicuramente non andrà a buon fine...
Vi sta dicendo, senza tanti giri di parole che state parlando confusamente, state argomentando con scarsa lucidità o quanto meno non riuscite a farvi capire...
Ma oltre al parlare si applica anche all'agire. State facendo un azione senza pensarci e solo perchè deve essere fatta noncuranti del suo risultato e che sicuramente non andrà a buon fine...
Tu sei proprio....un impiastro
E' definito così a Firenze e dintorni una persona uggiosa, importuna ed antipatica.
Il senso è tratto direttamente dal significato della parola in italiano dove l'impiastro è : "preparato medicamentoso per uso esterno, emolliente, consistente in un miscuglio di sostanze che si applica sulla parte malata e applicato per estensione".
Il senso è tratto direttamente dal significato della parola in italiano dove l'impiastro è : "preparato medicamentoso per uso esterno, emolliente, consistente in un miscuglio di sostanze che si applica sulla parte malata e applicato per estensione".
giovedì 31 luglio 2008
Attenzione alle... Labbrate!
Se sentite qualcuno che vi dice: attento che ti do una labbrata... anche se non ne sapete il significato scansatevi....
Ebbene sì, eviterete così un bel manrovescio diritto in faccia, di quelli mirati sulla bocca che fanno un male da morire.
Labbrata significa infatti: colpo inferto sulle labbra con il dorso della mano. E' un modo di dire un po' desueto, ma i nonni fiorentini è possibile ancora sentirli dire:
"Se un tu sta' fermo ti do una labbra'a tu vedi!"
Traduzione
"Se non stai fermo ti do un ceffone e poi vedrai
Ebbene sì, eviterete così un bel manrovescio diritto in faccia, di quelli mirati sulla bocca che fanno un male da morire.
Labbrata significa infatti: colpo inferto sulle labbra con il dorso della mano. E' un modo di dire un po' desueto, ma i nonni fiorentini è possibile ancora sentirli dire:
"Se un tu sta' fermo ti do una labbra'a tu vedi!"
Traduzione
"Se non stai fermo ti do un ceffone e poi vedrai
giovedì 17 luglio 2008
Ceccotoccami
Per un non toscano quasi uno scioglilingua, ma non è niente, c'è di peggio....
Il Ceccotoccami è una persona molto, molto fastidiosa. E' uno di quei tipi che giocano con i tuoi nervi continuamente che fanno dispetti con il preciso scopo di provocare e farseli rifare.
Dire tu sei un ceccotoccami lo si dice sopratutto ai bambini dato che questo modo di agire è una caratteristica dell'età dell'infanzia è tipico infatti il dirsi:
"L'ha fatto proprio bene a rendirtele, così tu' impari a fare i'ceccotoccami!" Tradotto vuol dire: ha fatto proprio bene a rendertele no fai che provocare.
Da questo modo di dire nasce una tipica frase che è : "Cecco toccami, che la mamma un' vede!"
Il Ceccotoccami è una persona molto, molto fastidiosa. E' uno di quei tipi che giocano con i tuoi nervi continuamente che fanno dispetti con il preciso scopo di provocare e farseli rifare.
Dire tu sei un ceccotoccami lo si dice sopratutto ai bambini dato che questo modo di agire è una caratteristica dell'età dell'infanzia è tipico infatti il dirsi:
"L'ha fatto proprio bene a rendirtele, così tu' impari a fare i'ceccotoccami!" Tradotto vuol dire: ha fatto proprio bene a rendertele no fai che provocare.
Da questo modo di dire nasce una tipica frase che è : "Cecco toccami, che la mamma un' vede!"
martedì 8 luglio 2008
Fare i salamelecchi...
E' un modo di dire tipicamente fiorentino. Fare i salamelecchi vuol dire avere la brutta abitudine di rivolgersi agli altri in maniera eccessiva, usando un ridicolo cerimoniale enfatico di saluti, gentilezze, adulazioni ed inchini...
Attenzione, quando i fiorentini però fanno "i'salamelecchi" spesso lo fanno per prendere in giro..
L'espressione viene direttamente dalla religione islamica dove "Salam alait" significa, la pace sopra di te.
Attenzione, quando i fiorentini però fanno "i'salamelecchi" spesso lo fanno per prendere in giro..
L'espressione viene direttamente dalla religione islamica dove "Salam alait" significa, la pace sopra di te.
lunedì 26 maggio 2008
Bucaiole c'è le paste!
Non è un offesa, ma un antico modo di dire fiorentinissimo.
Il bucaiolo era l'antico negoziante delle "buche", ovvero quei negozi del mercato di San Lorenzo che erano posti al di sotto del livello stradale, di fatto....in "buca".
All'ora di pranzo quando passavano i carri con le vivande erano soliti chiamare a raccolta i negozianti con questo grido:
"Bucaioli...c'è le paste!"
Il bucaiolo era l'antico negoziante delle "buche", ovvero quei negozi del mercato di San Lorenzo che erano posti al di sotto del livello stradale, di fatto....in "buca".
All'ora di pranzo quando passavano i carri con le vivande erano soliti chiamare a raccolta i negozianti con questo grido:
"Bucaioli...c'è le paste!"
mercoledì 2 gennaio 2008
A Ufo
E' un termine tutto toscano che significa "gratuitamente", "alle spalle degli altri"; lo si usa generalmente per dire "mangiare a ufo","bere a ufo", "vivere a ufo", ecc..
Niente ha a che fare con gli alieni degli altri pianeti...
Questa toscanissima espressione risale al 1300 ed ha avuto origine con la costruzione del Duomo di Firenze.
Per la sua realizzazione erano necessarie materie prime, come il legno, il marmo, il ferro, ecc., in grande quantità, e tutto ciò che era destinato all'opera di Santa Maria del Fiore era esente da tasse.
Per questo motivo sopra i materiali, destinati ad un'opera così grandiosa, veniva riportata la scritta "Ad Usum Florentinae Operae".
Da qui nacque l'abbreviazione "a U.F.O.".
Niente ha a che fare con gli alieni degli altri pianeti...
Questa toscanissima espressione risale al 1300 ed ha avuto origine con la costruzione del Duomo di Firenze.
Per la sua realizzazione erano necessarie materie prime, come il legno, il marmo, il ferro, ecc., in grande quantità, e tutto ciò che era destinato all'opera di Santa Maria del Fiore era esente da tasse.
Per questo motivo sopra i materiali, destinati ad un'opera così grandiosa, veniva riportata la scritta "Ad Usum Florentinae Operae".
Da qui nacque l'abbreviazione "a U.F.O.".
venerdì 21 dicembre 2007
"Siamo alle porte coi sassi"
E' questo uno dei più antichi modi di dire fiorentini.
Il suo significato è: "ci siamo quasi", "il tempo stringe".
Ma da dove e come nasce un così curioso modo di dire? Cosa c'entrano i sassi e le porte?
Per spiegarlo bisogna partire da lontano ed immergersi nella Firenze senz'altro risalire medievale, quando ancora non esistevano gli orologi.
Il ritmo delle giornate era allora scandito solo dal rintocco delle campane cittadine, che indicavano col loro suono al tramonto, l'approssimarsi della chiusura delle porte cittadine.
Chi era giunto per lavoro in città doveva così affrettarsi per non correre il rischio di rimanere chiuso in città per tutta la notte.
Allo stesso modo, chi si stava avvicinando a Firenze, capiva che era il momento di accellerare il passo o il galoppo del proprio cavallo, per non restare chiuso fuori le mura fino all'indomani mattina.
I soliti ritardatari - che non mancano mai in ogni epoca - giungendo in vista della città, quando le guardie cominciavano a chiudere i grandi battenti in legno delle antiche porte cosa facevano?
Non si scoraggiavano certo; ma prendevano in mano qualche grosso sasso e lo lanciavano verso le porte per segnalare il loro arrivo ed indurre così i custodi ad aspettarli.
Da qui il detto secondo una delle due versioni esistenti...
L'altra invece (che però è meno accreditata) sostiene invece che le guardie, bloccavano le porte con dei grossi macigni e che le sentinelle avessero l'abitudine di gridare ai ritardatari - sia in entrata che in uscita- :
"Correte. Siamo alle porte coi sassi!"
per indicare appunto che stavano per essere tolti i macigni che temporaneamente fermavano la chiusura delle porte.
Il suo significato è: "ci siamo quasi", "il tempo stringe".
Ma da dove e come nasce un così curioso modo di dire? Cosa c'entrano i sassi e le porte?
Per spiegarlo bisogna partire da lontano ed immergersi nella Firenze senz'altro risalire medievale, quando ancora non esistevano gli orologi.
Il ritmo delle giornate era allora scandito solo dal rintocco delle campane cittadine, che indicavano col loro suono al tramonto, l'approssimarsi della chiusura delle porte cittadine.
Chi era giunto per lavoro in città doveva così affrettarsi per non correre il rischio di rimanere chiuso in città per tutta la notte.
Allo stesso modo, chi si stava avvicinando a Firenze, capiva che era il momento di accellerare il passo o il galoppo del proprio cavallo, per non restare chiuso fuori le mura fino all'indomani mattina.
I soliti ritardatari - che non mancano mai in ogni epoca - giungendo in vista della città, quando le guardie cominciavano a chiudere i grandi battenti in legno delle antiche porte cosa facevano?
Non si scoraggiavano certo; ma prendevano in mano qualche grosso sasso e lo lanciavano verso le porte per segnalare il loro arrivo ed indurre così i custodi ad aspettarli.
Da qui il detto secondo una delle due versioni esistenti...
L'altra invece (che però è meno accreditata) sostiene invece che le guardie, bloccavano le porte con dei grossi macigni e che le sentinelle avessero l'abitudine di gridare ai ritardatari - sia in entrata che in uscita- :
"Correte. Siamo alle porte coi sassi!"
per indicare appunto che stavano per essere tolti i macigni che temporaneamente fermavano la chiusura delle porte.
Iscriviti a:
Post (Atom)