venerdì 13 marzo 2026

'Armonia’: il festival del benessere a Calenzano

 


La s xsalute è il primo dovere della vita”, scriveva Oscar Wilde.


Per chi è in cerca di un aiuto per migliorare il proprio stato di salute psico-fisico, per chi è appassionato di medicina olistica e cultura alternativa o solo per chi è in cerca di un regalo particolare per la prossima Pasqua, sabato 21 e domenica 22 marzo a Calenzano (palaeventi Start, via Garibaldi 9, a due passi dal Centro) dopo il successo delle precedenti fiere torna la quarta edizione di “ARMONIA”: festival dedicato al mondo olistico e del benessere a 360 gradi con ingresso gratuito e il patrocinio del Comune di Calenzano.


Viste le date prescelte (l’inizio di Primavera), questa 4^ edizione sarà un vero e proprio trionfo di energie positive: la nascita della primavera come rinascita e risveglio interiore per aumentare il proprio benessere grazie a trattamenti energetici di vario tipo. Saranno infatti presenti, nei 400 mq espositivi, ben 25 professionisti del settore provenienti non solo dal territorio locale (Calenzano, Sesto, Campi) e da Firenze ma anche da tutta la Toscana (e non solo), coi quali parlare individualmente nei loro stand, effettuare una seduta di prova o semplicemente prendere tutte le informazioni necessarie per seguire corsi o terapie nei rispettivi studi.



Tra le discipline presenti: massaggi, biloterapia, naturopatia, analisi campo aurico, riequilibrio dei chakra, reiki, percorsi di mindfulness, coaching, meditazione, pranoterapia, thetahealing, regressioni, numerologia, costellazioni familiari, carta del cielo. Non mancherà lo spazio tarocchi e un MERCATINO che proporrà per i prossimi regali di Pasqua originali prodotti regalo quali:

natural pet food cosmetici naturali

prodotti alimentari bio

prodotti naturali per la casa

libri

oggetti da regalo in lavanda naturale

pietre e cristalli candele da regalo

rune e talismani

Da sottolineare infine la consueta partnership coi portali Italia Olistica e Benessere Toscana, la presenza dello spazio ristoro per i pranzi e le merende a cura del forno Ciofi di Prato e lo SPAZIO CONFERENZE (vedi programma a fine comunicato) con seminari, workshop e prove di gruppo gratuite ogni 30 minuti a tema meditazione, massaggi, presentazione libri, etc.

L’organizzazione è a cura di Maurizio Melani, docente universitario ed event planner, e della Azienda Turistica di Calenzano.


ELENCO OPERATORI

Valentina Alessi, Fiammetta Baldassini e Energie consapevoli, Monica Bardelli, Cristina Bencini, Adolfo Bianchi, Serenella Bosco Reitia, Laura Calamari, Roberta Capanni, Marina Cappelli, Edoardo Casadio, Beatrice Cencin, Adriano Croccolo, Susanna Akasha Gherardelli, Elena Giorgetti, Antonella Ieffa, Beatrice Maggini, Gino Merlo, Rosa Pistolesi, Katia Piva, Barbara Sambari, Olga Savashina, Elisa Staderini, Roberto Terrinazzi, Clara Toccafondi.

ORARI

Sabato 21, dalle 14 alle 19 Domenica 22, dalle 10 alle 19


Nicoletta Curradi

giovedì 12 marzo 2026

“L’archetipo dell’albergatore” in un libro di Stefano Wittum


Presentazione sabato 14 marzo all’Hotel Balestri


 


La reception di un hotel come luogo privilegiato per osservare le persone che transitano ogni giorno e cercare di capirne le necessità, fino a creare una relazione e stabilire una sintonia sempre diversa in base alle diverse identità di chi ti sta di fronte. E’ il punto di osservazione speciale che ricostruisce Stefano Wittum nel suo libro “L’archetipo dell’albergatore”, che sarà presentato il 14 marzo alle ore 17.30 presso l’Hotel Balestri, in piazza Mentana 7. Oltre all'autore saranno presenti il presidente Federalberghi Firenze Francesco Bechi; Luigi Adamo filosofo e psicologo; lo scrittore Luca Ravazzi e Gabriella Picerno scrittrice e psicoterapeuta. Condurrà la presentazione Ennio Bazzoni di Nardini Editore.


“Il libro - racconta Stefano Wittum - nasce da una storia familiare. La nostra è una famiglia di albergatori fin dal 1888, quando il bisnonno realizzò la pensione Balestri sul lungarno. La grande protagonista è invece nonna Fede Balestri, che portò avanti l’albergo per oltre 50 anni, e lei è l’archetipo dell’albergatore a cui è dedicato il libro. Racconto la mia esperienza sotto una chiave sottilmente psicologica, dalla parte di chi osserva le persone, nel delicato rapporto tra chi accoglie e l’ospite”.


Uno sguardo anche allo sviluppo del comparto turistico e alla realtà fiorentina. “Improrogabile diventa una correzione degli orientamenti e delle funzioni urbane che salvaguardino residenza, cultura e negozi storici”.

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 11 marzo 2026

Mario Ceroli. Mito e materia alla Galleria Tornabuoni





Tornabuoni Arte inaugura mercoledì 11 marzo 2026 MARIO CEROLI. Mito e materia presso la sede di Firenze (Lungarno Benvenuto Cellini, 3), la prima antologica dedicata al maestro allestita in Italia dalla galleria, dopo l’importante rassegna monografica alla GNAMC a Roma, conclusasi lo scorso gennaio, che ne ha confermato il suo ruolo nel panorama artistico contemporaneo.


 


Il rapporto tra Tornabuoni Arte e Ceroli ha radici consolidate nel tempo: la galleria a Parigi gli ha dedicato due mostre personali nel 2010 e nel 2022. Enrico Crispolti, che aveva curato la retrospettiva del 2010, scriveva: «Ceroli ha presentato un nuovo possibile modo di intendere la scultura, senza rinunciare agli elementi della sua identità storica e sottoponendola al contempo a una trasformazione innovativa sostanziale, e dunque profondamente personale. Ceroli ha sviluppato gradualmente le modalità di un linguaggio plastico che rifiuta sia la continuità strutturale e rappresentativa della scultura tradizionale, sia il conseguente peso e l’unicità avvolgente dell’evento collocato nello spazio.»


 


Partendo da questo assunto, l’esposizione a Firenze ripercorre le tappe principali della carriera di Ceroli, protagonista della scena artistica romana, dagli anni Sessanta al 2000. La mostra riunisce quaranta opere - tra sculture e installazioni, insieme alle classiche silhouettes in legno, materiale prediletto dall’artista - significative del suo percorso, caratterizzato da una grande libertà immaginativa e dalla sua ricerca creativa. All’interno della mostra Squilibrio, del 1988, in una versione più piccola in bronzo, ispirata al celebre disegno dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, una delle invenzioni più emblematiche di Ceroli, quasi un suo “logo”, esplicita dichiarazione di tridimensionalità. Realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, si trovano una serie di opere in tavolato ligneo (pino di Russia), protagonisti delle quali sono gli eroi del mito greco e i guerrieri, in particolare i cicli ispirati ai celebri Bronzi di Riace, emersi dal mare della Calabria nel 1972, come il bellissimo Interno tempio (I Bronzi di Riace), 1981, o dello stesso anno, Ritratto di guerriero, tecnica mista e foglia d’oro su legno, che conferma il suo costante riferimento all’antichità e alla grande tradizione classica.


 


Due sculture in legno, Le talebane - più recenti, del 2002, una bianca e l’altra azzurra, di circa due metri ciascuna - si stagliano con la loro presenza mutam: simulacri misteriosi e raffinati, originati da suggestioni di cronaca politica che l’artista ha rielaborato con grande forza evocativa, un omaggio alle ricercate tradizioni d’Oriente. Del 1972 è il monumentale retablo in legno e bronzo intitolato Gloria eterna ai caduti per la pittura, che contiene epigraficamente i nomi di critici d’arte, collezionisti e mercanti, con un intento ironicamente commemorativo. Sono gli anni, tra il 1972 e il 1975, in cui la ‘scrittura’ diventa elemento ricorrente nel lavoro di Ceroli.


Nel percorso espositivo figura anche Eleusi, del 1979, immagine di forte suggestione che evoca i Grandi Misteri Eleusini, riti agrari esoterici: raffigurazione di un campo di frumento maturo che testimonia l’interesse dell’artista verso la natura vegetale, attraverso l’utilizzo di rami, paglie o spighe, come in questo caso, inseriti all’interno dei fondi delle consuete tavole. L’interesse per la natura trova le sue radici nell’Arte Povera, movimento con il quale Ceroli ha condiviso, soprattutto all’inizio, alcuni ideali poetici, mantenendo tuttavia una posizione distante dalle declinazioni di area torinese, rappresentate da artisti quali Merz o Penone, sviluppando un suo personalissimo linguaggio.


 




Mario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) il 17 maggio 1938. A dieci anni si trasferisce a Roma, dove il suo destino artistico prende forma quasi per caso. I genitori lo immaginavano impiegato dello Stato e lo iscrissero alla Scuola Galileo Galilei, che comprendeva Istituto Tecnico, Istituto Tecnico Industriale e Istituto d’Arte. Come lui stesso racconta, la madre, stanca di salire le scale per evitare l’ascensore, si fermò al primo piano e lo iscrisse all’Istituto d’Arte. Un gesto di serendipità che avrebbe segnato la storia dell’arte italiana del secondo Novecento.


 


All’Istituto d’Arte studia sotto la guida di maestri come Leoncillo Leonardi, Pericle Fazzini ed Ettore Colla, sperimentando inizialmente la ceramica. Nel 1958 tiene la sua prima mostra di ceramiche e nello stesso anno vince il Premio per la Giovane Scultura della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea sotto la direzione di Palma Bucarelli. Nonostante sia spesso definito “scultore del legno”, Ceroli ha sempre rivendicato la molteplicità delle sue esperienze: marmo, bronzo, ghiaccio, acqua, carta, stoffa. La materia, per lui, è linguaggio aperto e mai definitivo.


 


Un viaggio ad Assisi nel 1957 e la scoperta di Giotto lo conducono verso le prime sagome lignee, segnando l’inizio di una ricerca che lo renderà protagonista della Pop Art e dell’Arte Povera. Negli anni Sessanta il legno grezzo diventa materiale emblematico: figure umane, numeri, lettere, oggetti quotidiani prendono forma in composizioni seriali, talvolta policrome, dove la scultura si intreccia con pittura, design e installazione. Le sue opere non sono semplicemente plasmate: sono costruite. Le forme appaiono come concetti tangibili, stratificazioni di piani consequenziali che mantengono armonia pur evitando l’uniformità plastica.


 


Il 1965 segna una svolta con Cassa Sistina, ambiente totale e ironico, insieme mistificazione e riflessione sul sistema dell’arte, che gli vale il Premio Gollin e un riconoscimento alla Biennale di Venezia del 1966. Nello stesso anno espone alla Galleria La Tartaruga di Roma opere come L’ultima cena, oggi conservata alla GNAM. Con La Cina (1966) anticipa l’arte immersiva, coinvolgendo lo spettatore in uno spazio totalizzante.


 


Tra il 1966 e il 1967 si trasferisce negli Stati Uniti e tiene una personale alla Bonino Gallery di New York, presentando Farfalle. L’interesse per lo spazio culmina nel 1969 con Io, piramide di ghiaccio: una struttura di mattoni di ghiaccio sormontata da una sfera d’acciaio contenente carbone ardente, potente allegoria di precarietà e tensione.


 


Parallelamente, Ceroli sviluppa un’intensa attività teatrale: collabora con il Teatro Stabile di Torino, il Teatro alla Scala e il Teatro La Fenice, fondendo scultura e scenografia in palcoscenici monumentali. Per Ceroli, teatro e arte visiva condividono la stessa vocazione ambientale.


 


Negli anni Ottanta e Novanta emergono temi ricorrenti come porte, scale e strutture architettoniche. Opere come La Porta (1981), Il Cenacolo (1981), Uomo Vitruviano (1987), Casa di Nettuno (1988), Maestrale (1992) e Applausi (1992) approfondiscono la ricerca sul “tuttotondo” e sulla matericità sferica, in dialogo costante con l’ambiente. In questi decenni sperimenta anche marmo policromo, vetro, polveri e bronzo, reinterpretando suggestioni rinascimentali, da Leonardo ai maestri del passato.


Importante è anche il suo intervento in spazi pubblici e sacri, come la chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo (1968), quella di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (1987) quella di San Carlo Borromeo a Napoli (1990), dove arte e architettura si integrano. Da menzionare anche l’intervento alla Scuola Superiore di Polizia di Roma, dove ha realizzato il sacrario e la cappella.


 


Negli anni Duemila continua a mescolare legno, cenere e lamine d’oro. Opere come La nuda verità e Guerriero Frentano (2007) presentano figure lignee cosparse di cenere, simbolo della fusione tra uomo e natura.  Nel dicembre del 2024 ha inaugurato l’apertura di Palazzo Citterio a Milano con una sua mostra ambientale nello spazio Sterling dal nome ‘Mario Ceroli. La forza di sognare ancora’, e nell’ottobre del 2025 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha inaugurato la mostra ‘Ceroli Totale’ che ripercorre i suoi 70 anni di carriera. Artista poliedrico e mercuriale, Ceroli ha superato i confini tradizionali dell’opera d’arte, esplorando l’interazione tra scultura, pittura, architettura e teatro.


 


Vive e lavora a Roma, dove ha creato un vasto spazio-museo che raccoglie oltre cinquecento opere, concepito come ambiente in continua evoluzione, destinato a dialogare con il pubblico e a ispirare le nuove generazioni.



Info: Tornabuoni Arte

Firenze�, Lungarno Benvenuto Cellini, 3

Tel. +39 055 6812697 | info@tornabuoniarte.it – www.tornabuoniart.com


Fabrizio Del Bimbo 


sabato 7 marzo 2026

La terza edizione del Premio “David Rivelazioni Italiane - Italian Rising Stars”

 



Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Ludovica Nasti, Emanuele Maria Di Stefano, Alma Noce, Gianmarco Franchini sono i vincitori della terza edizione del premio  “David Rivelazioni Italiane - Italian Rising Stars”


La premiazione si è tenuta la sera del  6 marzo a Palazzo Medici Riccardi alla presenza delle istituzioni e di Piera Detassis, la presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello


Firenze è tornata ad essere la capitale del cinema italiano, con la terza edizione dei “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars”, riconoscimento ideato e proposto da Fondazione Sistema Toscana con l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, la cui cerimonia di consegna si è svolta la sera del 6 marzo, a Palazzo Medici Riccardi.


Il riconoscimento cinematografico è volto alla valorizzazione di sei giovani attori, under 28, selezionati per diventare i nuovi ambasciatori - in ambito nazionale e internazionale - del cinema italiano. I vincitori della terza edizione dei “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars” sono Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Ludovica Nasti, Emanuele Maria Di Stefano, Alma Noce, Gianmarco Franchini: nelle loro mani sono stati consegnati gli speciali “Davidini”, riproduzioni in scala dell’originale statuetta del Premio David di Donatello.


La cerimonia di premiazione si è tenuta alla presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, della sindaca del Comune di Firenze, Sara Funaro, dell’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini e della presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Piera Detassis.

 

I vincitori dell’edizione 2026 dei “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars”, sono stati scelti per la qualità del loro lavoro  da Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il Consiglio Direttivo composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Francesca Cima, Edoardo De Angelis, Giuliana Fantoni, Francesco Giambrone, Valeria Golino, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Francesco Ranieri Martinotti e Alessandro Usai.


La  preselezione è stata realizzata dall’Unione Italiana Casting Director U.I.C.D. in dialogo con le associazioni di agenti A.S.A. e L.A.R.A. “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars” è pertanto frutto della collaborazione tra le varie e importanti professioni dell’industria del cinema.

Il premio è organizzato da Fondazione Sistema Toscana con l’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, sotto l’egida del Ministero della Cultura e con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

 

Le tre attrici e i tre attori vincitori stanno partecipando in questi giorni alla residency a loro riservata, a Firenze, seguendo un percorso di alta formazione accompagnati da una serie di mentori che hanno messo loro a disposizione l’esperienza e la professionalità maturate in diversi ambiti professionali e artistici: fra questi, la nota attrice Paola Minaccioni; Paolo Mereghetti, critico del Corriere della Sera e autore del celebre “Dizionario dei film”; Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca; Francesca Medolago Albani, segretaria generale di Anica Academy; Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, creatore del Centro Nazionale di Produzione a lui intitolato. 


«L'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello è particolarmente onorata della prestigiosa collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana, la Regione Toscana e  tutte le istituzioni», dichiara Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello. «È da sempre un nostro sogno quello di poter consegnare i premi nei luoghi originali del capolavoro di Donatello, ed è particolarmente significativo che questa possibilità si realizzi con il riconoscimento “David Rivelazioni Italiane - Italian Rising Stars” dedicato ai nuovi talenti del cinema italiano. L'Accademia sposta così, sempre di più,  il proprio focus sui talenti futuri e sui nuovi pubblici e questo riconoscimento, simboleggiato dagli ormai celebri “Davidini", riproduzioni in scala del premio principale, ne è il segno tangibile.  Un grazie particolare, infine, al Ministero della Cultura per il costante sostegno e a tutto il Consiglio Direttivo del David».

 

«Sono orgoglioso che proprio qui in Toscana questi giovani talenti del cinema nazionale ricevano, magari per la prima volta, un riconoscimento del loro valore artistico e del loro lavoro», ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani. «La Regione Toscana infatti crede fortemente nel potenziale dei giovani e nella necessità di incoraggiarli, con strumenti concreti, a coltivare le loro capacità. Così come crede nel cinema come veicolo di cultura e settore strategico, in grado di esprimere sul nostro territorio realtà e professionalità di alto livello, da valorizzare con risorse ed interventi, come dimostrano l’impegno in progetti come Manifatture Digitali Cinema e le sovvenzioni alle produzioni. Ecco perché sosteniamo con entusiasmo il premio “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars”, che mette insieme l’attenzione per il settore audiovisivo e quella per i giovani. Con l’augurio ai nuovi talenti premiati oggi che la Toscana rappresenti per loro un trampolino di lancio per una carriera ricca di successi in Italia e oltre».


«La Toscana», ha detto l’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, «continua a investire con convinzione sui giovani talenti e sulla valorizzazione del cinema italiano. Il premio David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars giunto quest’anno alla terza edizione, rappresenta un’occasione preziosa per sostenere nuove generazioni di attori e attrici e per rafforzare il ruolo di Firenze e della Toscana come luoghi di produzione culturale, creatività e formazione. Iniziative come questa dimostrano quanto sia importante fare sistema tra istituzioni e realtà del settore per promuovere il nostro cinema anche a livello internazionale- La Toscana ancora una volta è protagonista e vuole giocare un suo ruolo nel cinema».


«Con questa iniziativa, che sosteniamo con convinzione, Firenze si conferma una città che crede nei giovani talenti e nella cultura come leva di crescita collettiva», ha detto la sindaca di Firenze, Sara Funaro. «La terza edizione dei ‘David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars’, organizzata da Fondazione Sistema Toscana e Accademia del Cinema Italiano, è un’occasione unica per valorizzare le nuove generazioni del cinema e rafforzare il legame tra la nostra città e il mondo dell’audiovisivo. Firenze grazie alla sua storia, ai grandi festival, alla sua tradizione dimostra ancora di essere un punto di riferimento per il cinema italiano ma anche un luogo dove creatività e formazione possono incontrarsi e crescere insieme».


«Firenze torna a essere, con orgoglio, la capitale italiana del cinema. Come Amministrazione comunale abbiamo voluto dare seguito a una tradizione che da tre anni ha ritrovato la sua casa naturale nella nostra città, grazie a un progetto dedicato alle nuove generazioni», ha detto l'assessore alla cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini. «Il legame tra Firenze e i Premi David di Donatello ha radici profonde e, attraverso l’iniziativa ‘Italian Rising Stars’, si rinnova: il nostro sostegno a questo riconoscimento, promosso insieme alla Fondazione Sistema Toscana e all’Accademia del Cinema Italiano, testimonia la volontà di Firenze di essere custode di una grande storia cinematografica e contemporaneamente laboratorio attivo per i nuovi talenti. Ai sei giovani vincitori va il nostro augurio affinché questa tappa fiorentina sia il trampolino di lancio per una carriera straordinaria».


Nicoletta Curradi 

martedì 3 marzo 2026

Firenze celebra i 130 anni della nascita del Mice:

 


Dalle origini del turismo congressuale al futuro dell’industria degli eventi


 

  Una giornata celebrativa per ripercorrere le origini e tracciare il futuro del sistema congressuale internazionale. Si è svolto oggi al Palazzo degli Affari di Firenze l’evento organizzato da Firenze Fiera e Fondazione Destination Florence, in collaborazione con Federcongressi e Convention Bureau Italia, per celebrare i 130 anni dal primo congresso della storia contemporanea, svoltosi a Detroit il 19 febbraio 1896.


La storia del turismo congressuale moderno affonda le sue radici proprio in quell'anno, quando nacquero il primo congresso, che si tenne all’Hotel Cadillac di Detroit, e il primo Convention Bureau del mondo, la Detroit Convention and Businessmen’s League, esperienza pionieristica che segnò l’avvio di un modello organizzato di attrazione e gestione dei grandi eventi congressuali. Da allora il settore della meeting industry è cresciuto fino a diventare uno dei motori più dinamici dell’economia globale, capace di offrire grandi opportunità strategiche nel campo economico e culturale, generare relazioni internazionali e contribuire allo sviluppo delle città e dei territori.


 


Firenze è oggi una delle destinazioni congressuali più importanti e richieste in Italia e nel mondo, grazie al lavoro sinergico fra le varie istituzioni e alla esclusività delle sedi del suo quartiere fieristico-congressuale: la Fortezza da Basso, Villa Vittoria (sede del Palazzo dei Congressi fino dal 1969) e il ristrutturato Palazzo degli Affari, strutture gestite da Firenze Fiera che coniugano la bellezza di un patrimonio immobiliare unico al mondo con un’ottima logistica e infrastrutture tecnologiche d’avanguardia. Il settore congressuale è in crescita e rappresenta un turismo di qualità, programmabile con largo anticipo, di cui è quindi facile prevedere i flussi. Firenze è particolarmente attrattiva: è stato stimato che in media nei congressi ospitati nel territorio arrivi circa il 20% in più di delegati.


 


All’evento celebrativo hanno partecipato il presidente di Firenze Fiera Lorenzo Becattini, Laura Masi, presidente Fondazione Destination Florence, Carlotta Ferrari, Direttore Fondazione Destination Florence, Gabriella Gentile, presidente Federcongressi, Tobia Salvadori, Direttore Convention Bureau.


 


Sono intervenuti per un saluto istituzionale anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ha sottolineato l’importanza del settore congressuale come uno degli asset strategici più rilevanti per la Toscana e l’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo, Fiere e congressi del Comune di Firenze, Jacopo Vicini.


 


Durante l’evento celebrativo sono state premiate due figure fiorentine di spicco del sistema congressuale italiano ed internazionale fin dalla nascita del Palazzo dei Congressi: Anna Rita Bonamici e Maria Cristina Dalla Villa, fondatrici rispettivamente di OIC Group ed Enic, due delle principali agenzie di organizzazione eventi insieme a Andrea Torricelli, figlio dell’Avv. Raffaello Torricelli, primo presidente dell’Azienda Autonoma per il Turismo di Firenze che acquistò Villa Vittoria per trasformarla nel Palazzo dei Congressi.


 


“Fu Milton J. Carmichael, giornalista del Detroit Journal, il primo a scrivere, nel febbraio 1896, un articolo sul valore strategico dei congressi per la promozione business della città, ha dichiarato Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera. “Celebrare nei nostri spazi a 130 anni di distanza la nascita del Mice significa dunque riconoscere la forza di un comparto che ha saputo evolversi insieme alla società. Firenze è stata e vuole continuare ad essere un laboratorio di innovazione nel sistema congressuale. Questa giornata rappresenta non solo un momento celebrativo ma anche un’occasione di confronto tra istituzioni, operatori, accademici e stakeholder per costruire una visione condivisa del congressuale dei prossimi decenni”.


“Firenze Fiera – ha concluso Becattini - con Federcongressi, Fondazione Destination Florence e Convention Bureau Italia si conferma protagonista di una storia lunga 130 e pronta a scrivere il prossimo capitolo dell’industria congressuale internazionale”.


 


“Il settore congressuale – ha aggiunto Laura Masi, presidente di Fondazione Destination Florence – ha la capacità di mettere in circolo conoscenze, competenze e relazioni che vanno ben oltre la durata di ogni singolo evento: è un’infrastruttura immateriale che rafforza la vocazione internazionale di un territorio e ne alimenta il posizionamento nei circuiti scientifici, accademici e imprenditoriali. Ma c’è di più. In un’epoca in cui le destinazioni sono chiamate a governare con attenzione i flussi turistici per far sì che convivano al meglio con la vita di residenti e city users, il comparto congressuale rappresenta uno strumento di equilibrio: programmabile, distribuito nel corso dell’anno, capace di attivare filiere qualificate e di dialogare con il sistema universitario e produttivo locale”.


Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 2 marzo 2026

Dal 5 marzo la nuova stagione di BREVISSIME

 BREVISSIME

Lezioni di storia delle arti 

a cura di Centro Di Edizioni


Al Museo Bardini dal 5 marzo 2026 parte

la  stagione primaverile delle Brevissime


ROTTURA.

MOMENTI, FIGURE E MATERIALI 

CHE HANNO DEVIATO IL CORSO DELLA STORIA


5 marzo - 21 maggio 2025

il Museo Stefano Bardini

(piazza de’ Mozzi 1, Firenze). 


La stagione primaverile 2026 di Brevissime. Lezioni di storia delle arti si terrà, come la precedente, al Museo Stefano Bardini, in collaborazione con i Musei Civici Fiorentini.


Il titolo di quest’anno, Rottura. Momenti, figure e materiali che hanno deviato il corso della storia, attraversa l’intero programma: dai libri che cambiano l’immagine del cosmo alle opere trasformazioni del passato. Ringrazio l’associazione ‘Brevissime Ets’ e i Musei Civici per questa proposta che conferma Firenze come laboratorio pulsante di divulgazione culturale di alto livello." 


Si apre con Michele Dantini - Non rottura. Controstoria dell’arte italiana del secondo Novecento (5 marzo), ordinario di Storia dell’arte contemporanea all'Università per Stranieri di Perugia, che esordisce con una “non rottura”, interrogando il rapporto tra discontinuità politiche e persistenze della memoria, nel secondo Novecento italiano, in particolare nelle opere di Fontana e Burri.


Filippo Camerota - La fine del mondo antico: Galileo e il nuovo mondo celeste (12 marzo), direttore scientifico del Museo Galileo di Firenze, racconta la frattura introdotta dal Sidereus Nuncius di Galileo, libro che nel 1610 infranse l’antica immagine del cielo.


Aldo Galli - Terracotta. Tra memoria dell’antico e ornamento domestico (26 marzo), ordinario di Storia dell’arte moderna dell'Università di Trento, affronta la rinascita quattrocentesca della terracotta, materiale che contribuì a una “democratizzazione” della scultura.


Thomas C. Salomon - Bernini e la rivoluzione del Barocco (2 aprile), direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, dedica la lezione al genio innovatore di Bernini e al suo sodalizio con il Pontefice Urbano VIII che portò lo scultore a divenire architetto, pittore, artista universale e regista di quel linguaggio figurativo passato alla storia come Barocco.


Claudio Paolini - In “toletta di guerra”. Firenze 1940-1943 (16 aprile), direttore scientifico della Fondazione Roberto Longhi, ricostruisce la Firenze durante la Seconda Guerra Mondiale e le strategie adottate per salvaguardare il patrimonio artistico, smentendo definitivamente la diffusa convinzione fiorentina di essere al riparo dalle devastazioni del conflitto.


Camilla Pietrabissa - Il paesaggio, un genere moderno (23 aprile), storica dell’arte e docente all’Università IUAV di Venezia, indaga le implicazioni culturali e politiche del paesaggio come genere moderno.


L’avvocatessa e storica americana Michèle K. Spike - Tre donne per Firenze (7 maggio) racconta il ruolo decisivo di tre donne nella storia di Firenze: Matilde di Canossa, Maria di Nazareth e Anna Maria Luisa de’ Medici.


L’archeologo, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo - Uno squarcio di luce nuova: Fidia e l’arte partenonica - la nascita del “classico” (14 maggio) conduce alla nascita del “classico” con Fidia e il Partenone.


Chiude Alessandro Morandotti - Caravaggio e la nascita di una nuova tradizione figurativa (21 maggio), docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Torino, con Caravaggio e la fondazione di un nuovo linguaggio figurativo.



 

Brevissime è un’iniziativa della casa editrice Centro Di focalizzata sulla divulgazione di argomenti che riguardano le arti ‒ pittura, scultura, architettura, arti decorative, design, fotografia, storia del paesaggio, musica, costume e moda.

Lo scopo principale è quello di divulgare la conoscenza delle arti a un pubblico di non addetti ai lavori, veicolando contenuti di alto livello con un linguaggio accessibile: un modo fuori dal mondo strettamente accademico e istituzionale specializzato nella formazione, ma a esso collegato anche attraverso gli eccezionali docenti invitati a partecipare.


L’Associazione Brevissime ETS nasce nel 2023 per trasformare il progetto lanciato nel marzo 2022 in una missione senza scopo di lucro: quella di creare una comunità nazionale e internazionale, con persone di ogni genere e identità che condividano l’interesse per la storia del patrimonio culturale come veicolo di crescita personale e sociale diventandone, a loro volta, ambasciatori appassionati.



I biglietti sono acquistabili SOLO online a questo link:

https://www.eventbrite.it/o/brevissime-lezioni-di-storia-delle-arti-71203569263

 


Per maggiori informazioni sulle lezioni:

https://www.brevissime.org/stagione-primavera-2026


Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 27 febbraio 2026

Presentato il progetto di ExCelle San Gimignano

 



Regione Toscana, Comune di San Gimignano e Opera Laboratori presentano il progetto di rigenerazione dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico e la nuova identità visiva


Nel centro storico di San Gimignano prende forma uno dei più ambiziosi progetti di rigenerazione urbana e culturale in Italia: ExCelle San Gimignano, il nuovo nome che accompagnerà la rinascita dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico, uno dei complessi architettonici più rilevanti all’interno delle mura storiche della “città delle torri”, Patrimonio Mondiale UNESCO. 

Il progetto, guidato e finanziato da Opera Laboratori, rappresenta il primo project financing italiano nel settore culturale, un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato che vede protagonisti la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, proprietari del complesso.  

«Si tratta – spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - di un’area molto vasta, che con i suoi circa 13.000 metri quadrati di superficie interessa un decimo di tutto il centro storico. In questo ex convento di San Domenico è passata la storia. Qui venivano Girolamo Savonarola e Dante, poi è stato un carcere e infine a lungo abbandonato. Poi, grazie al progetto voluto dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Marrucci e finanziato molto volentieri anche dalla Regione Toscana, entro la primavera del prossimo anno sorgeranno un museo, uno spazio espositivo e altro ancora. Insomma, a San Gimignano verrà realizzato un complesso polifunzionale che avrà una capacità di attrazione pari a quella delle torri che l’hanno resa famosa nel mondo. E come Regione contribuiamo volentieri alla realizzazione di questa nuova eccellenza toscana». 

Con un investimento complessivo di 25 milioni di euro e una concessione della durata di 69 anni, l’intervento mira ad andare oltre la semplice conservazione del bene: ExCelle San Gimignano diventerà una “città nella città”, uno spazio aperto, permeabile e vivo, dove cultura, arte, spiritualità, ospitalità ed enogastronomia convivono in un’esperienza immersiva e contemporanea. 

«ExCelle – spiega Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano - è un progetto di grande importanza per la nostra comunità, ma direi per tutta la Val d’Elsa e per la Toscana. Dopo decenni di chiusura, il Complesso di San Domenico torna ad aprirsi a cittadini e visitatori: non recuperiamo solo un edificio, ma restituiamo alla città una parte fondamentale della sua anima. Parliamo di circa il 10% dell’edificato del centro storico UNESCO: un patrimonio immenso che torna fruibile e che amplia il centro storico come luogo fisico e come spazio di relazioni e di confronto. È un progetto culturale, urbanistico e sociale insieme, realizzato con la Regione Toscana e valorizzato dal partenariato pubblico-privato grazie all'investimento di Opera Laboratori. Da luogo chiuso ExCelle diventerà spazio aperto di incontro, memoria e socialità affacciato sulle torri simbolo della città e sulla Val d'Elsa». 

Il 29 gennaio 2024 ha segnato l’avvio ufficiale del cantiere, che restituirà alla collettività oltre 13.000 mq, pari a circa il 10% del centro storico cittadino. La riapertura è prevista per la primavera del 2027. 

«La sfida è enorme – precisa Beppe Costa presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori - trasformare un luogo complesso, stratificato e carico di memoria in uno spazio contemporaneo, accessibile e funzionale, senza tradirne l’identità. ExCelle nasce da un lavoro profondo di ascolto dell’architettura e della storia, traducendo il passato in un’esperienza attuale, capace di parlare a pubblici diversi, italiani e internazionali. Con ExCelle, San Gimignano amplia il proprio centro storico, creando una nuova polarità culturale che rafforza il dialogo tra patrimonio, innovazione e comunità. Ogni gesto che stiamo facendo prepara uno spazio nuovo: dal silenzio nascerà un museo di visioni; dove c’era chiusura abiterà la cultura».

ExCelle: un nome che racconta una trasformazione

Il nuovo nome ExCelle non sostituisce la storica denominazione di San Domenico, ma lo trasforma fino a farlo diventare strumento di comunicazione internazionale. Un nome potente che racchiude in sé la memoria del luogo e la sua evoluzione: dall’ex convento, all’ex carcere, ciò che in passato è stata la struttura con le sue “celle” monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza. ExCelle rappresenta la rinascita, l’eccellenza, l’esperienza ma anche l’apertura al resto della città e al turismo internazionale che vive ogni giorno la Toscana e San Gimignano. Un gioco fonetico e concettuale che restituisce identità a un luogo un tempo chiuso, oggi pronto ad aprirsi al mondo come hub culturale contemporaneo, capace di dialogare con il pubblico italiano e internazionale. Il passato non viene cancellato: viene reinterpretato, reso vivo, accessibile in uno spazio dove convivono arte, ospitalità e territorio.

Il progetto: ambienti e visione

Gli spazi storici – celle monastiche, ambienti carcerari, chiostro, camminamento di ronda e ipogei – vengono reinterpretati in chiave moderna, nel rispetto dell’identità architettonica e materica del complesso nel progetto a cura dello studio ArDeMo e realizzato da Setten Genesio. 

Tra le principali funzioni previste:

spazi museali e un Digital Art Museum ipogeo con installazioni immersive temporanee

un’area eventi all’aperto nell’ex ora d’aria, con una capienza fino a 2000 posti

spazi per convegni, mostre e associazioni

percorsi panoramici e nuovi spazi pubblici di relazione

una struttura ricettiva esperienziale con 70 posti letto, ricavati nelle ex celle del convento

una residenza d’epoca con suite

botteghe artigianali e libreria

aree dedicate ad AgriFood, AgriBar e ristorazione, con prodotti a filiera corta

Il progetto architettonico e di interior design si fonda su una ricerca di semplicità come chiave di autenticità: superfici in calce, velature pigmentate, materiali naturali come cocciopesto, quercia antica, resina, sisal e corten dialogano con arredi d’epoca e creazioni contemporanee, in un equilibrio che lascia spazio anche al vuoto, alla luce e al silenzio.

Un nuovo spazio urbano aperto al futuro

ExCelle San Gimignano si configura come un nuovo quartiere culturale, capace di ampliare simbolicamente la città e di offrire nuove occasioni di fruizione, incontro e produzione culturale, attivando un turismo più consapevole e qualificato. Un luogo che non cancella il passato, ma lo rende vivo, accessibile e condiviso.

Un ex luogo chiuso, ora aperto al mondo.

IL PROGETTO

ExCelle San Gimignano è il progetto di rigenerazione urbana e culturale che restituirà nuova vita all’ex convento ed ex carcere di San Domenico, nel cuore del centro storico di San Gimignano, Patrimonio Mondiale UNESCO. Guidato da Opera Laboratori, il progetto rappresenta il primo project financing italiano nel settore culturale, un modello innovativo di collaborazione pubblico-privato che coinvolge la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, proprietari del complesso. L’intervento interessa oltre 13.000 mq, pari a circa il 10% del centro storico cittadino.

Avvio lavori: 29 gennaio 2024

Investimento complessivo: 25 milioni di euro

Riapertura prevista: Primavera 2027

Durata concessione: 69 anni

IL LUOGO

Se esiste un luogo che racconta l’anima più profonda di San Gimignano, è il complesso di San Domenico. Le prime frequentazioni del colle risalgono all’età etrusca. Nel Medioevo qui si insedia il potere vescovile, con la chiesa di Santo Stefano in Canova e una residenza fortificata. Dopo la sottomissione di San Gimignano a Firenze nel 1353, l’area viene destinata alla costruzione del convento domenicano. Nasce così un complesso articolato attorno a un grande chiostro, progressivamente ampliato tra XIV e XVI secolo, arricchito da opere pittoriche legate alle scuole senese e fiorentina. Nel 1787 il convento viene soppresso. Dal 1833 il complesso diventa carcere, funzione mantenuta fino al 1995. Le celle monastiche si trasformano in spazi di detenzione; il camminamento di ronda diventa presidio di controllo. Nel 1990 il centro storico di San Gimignano entra nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Dal 1995 il complesso resta silenzioso. Oggi, dopo decenni di abbandono, il San Domenico con il nome di ExCelle San Gimignano torna a essere spazio pubblico, culturale e produttivo.

LA NUOVA IDENTITÀ VISIVA

ExCelle è il nome che accompagna la rinascita contemporanea del San Domenico senza sostituirne l’identità storica. 

EX l’ex convento, l’ex carcere, il passato

CELLE le celle monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza

ExCelle la rinascita: eccellenza, esperienza, apertura

Un luogo un tempo chiuso che oggi si apre al mondo come hub culturale contemporaneo.


SCHEDA TECNICA

DATI GENERALI

Superficie complessiva: 13.000 mq

Posti letto totali: 70

Camere: 25

Capienza area eventi esterna: fino a 2.000 persone

CONCEDENTE

Regione Toscana

Comune di San Gimignano

CONCESSIONARIO

Opera Laboratori

PARTNER

Progettazione Architettonica: Studio ArDeMo

Impresa Esecutrice: Setten Genesio

SITO WEB

excellesangimignano.it


Nicoletta Curradi