mercoledì 22 aprile 2026

Presenta MIDA90, la 90esima edizione della Mostra Internazionale dell’Artigianato, dal 25 aprile al 3 maggio alla Fortezza da Basso di Firenze

 



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Circa 500 espositori dall’Italia e dal mondo, panel sulla formazione per la ‘staffetta’ generazionale delle competenze, sul sistema di protezione

 per le Indicazioni geografiche e sul ruolo dell’artigianato per il benessere individuale e collettivo.


Un caleidoscopio di eventi immersivi fra officine esperienziali, visite guidate e tante novità

per tracciare insieme la ‘mappa’ dell’artigianato del futuro


 


  È stata presentata il 22 aprile .al Teatrino Lorenese della Fortezza da Basso MIDA90, la 90esima edizione della Mostra Internazionale dell’Artigianato che, organizzata da Firenze Fiera in collaborazioni con le principali istituzioni e associazioni di categoria, aprirà i battenti sabato 25 aprile e proseguirà fino a domenica 3 maggio.


 


Alla presentazione hanno partecipato, a fianco del presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini, Andrea Cavani, referente delle Case del Made in Italy di Firenze di Firenze del MIMIT con competenze sulla Toscana, la sindaca di Firenze, Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze, Serena Vavolo, presidente di Confartigianato Imprese Firenze, Francesco Amerighi, presidente di CNA Firenze Metropolitana e Elisa Guidi, coordinatrice di Artex e art director di MIDA90.   


 


Una mostra che si qualifica come la più longeva d’Italia e tra le più antiche d’Europa e che raccoglie ogni anno il meglio dell’artigianato italiano e internazionale nel segno della tradizione, innovazione, sostenibilità, etica e inclusione: dall’abbigliamento e accessori all’oreficeria, gioielleria e bigiotteria, dal design ai complementi di arredo e oggettistica, dalla bellezza e benessere all’artigianato artistico e internazionale.


 


Un evento che dal lontano 1931 rappresenta e porta alto il vessillo di un settore, quello dell’artigianato che nonostante la congiuntura difficile vede operare in Italia 1,25 milioni di imprese - una cifra pari a poco meno di un quarto dell'intero sistema produttivo italiano - per oltre 2,6 milioni di addetti occupati.


 


MIDA è la prima Mostra Internazionale dell’Artigianato certificata in Italia, una mostra sempre più attrattiva e a forte vocazione internazionale che ogni anno attira migliaia di visitatori (65mila nel 2025) fra addetti ai lavori, appassionati, cultori del bello, professionisti, designer, giovani maker, giornalisti, influencer, blogger, offrendo al pubblico l’esperienza di un viaggio multisensoriale in giro per il mondo a contatto diretto con culture, stili, materiali, tecniche espressive, idiomi creativi e sapori diversi e lontani.


 


La cerimonia inaugurale (su invito) si svolgerà sabato 25 aprile alle ore 17,00 al Teatrino Lorenese e sarà arricchita da un momento culturale con una breve performance musicale del Duo Giotom: Giovanni Uscidda (saxofono contralto) e Tommaso Bravi (saxofono baritono) due saxofoni vincitori di prestigiose borse di studio


nazionali della Scuola di Musica di Fiesole, che accompagneranno la voce narrante del Professor Ugo De Vita, noto attore e regista teatrale che declamerà alcuni brani tratti dalla letteratura di Vasco Pratolini, scrittore che ha saputo consegnarci l’immagine viva di quartieri di Firenze fatti di botteghe, di mestieri antichi e di lavoro quotidiano.


 


La fiera è stata inserita ufficialmente quest’anno nel Calendario degli eventi riconosciuti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per celebrare la Giornata Nazionale del Made in Italy (15 aprile) ed ospiterà anche le Case del Made in Italy del MIMIT, riconoscimenti di grande valore istituzionale che evidenziano il ruolo centrale e strategico della storica mostra fiorentina nel promuovere e valorizzare la qualità produttiva e il ‘saper fare’ del made in Italy nel mondo.  


 


Le Case del Made in Italy saranno presenti in fiera con uno stand al piano terra del padiglione Spadolini, all’interno del quale saranno svolte attività di orientamento, ascolto qualificato e raccordo istituzionale con focus su politiche e strumenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la valorizzazione, l’innovazione e lo sviluppo delle filiere produttive.


 


Fra le rappresentanze istituzionali fa il suo ingresso a MIDA90 il Ministero dell’Istruzione e del Merito con uno spazio espositivo al piano attico del padiglione Spadolini dedicato al progetto “MADE IN MIM” per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici realizzati dagli Istituti agrari e alberghieri italiani, che saranno contrassegnati da un apposito marchio di qualità. Il progetto mira a promuovere l’eccellenza didattica, la ricerca e la qualità del made in Italy oltreché a sostenere la filiera formativa e il lavoro degli studenti.


 


Saranno circa 500 gli espositori, una trentina i paesi esteri (fra i quali Afghanistan, Cina, Egitto, Francia, Giappone, India, Kenya, Lettonia, Lituania, Marocco, Oman, Pakistan, Perù, Spagna, Sudafrica, Tunisia, Ungheria, Uzbekistan, Vietnam), su una superficie espositiva complessiva di oltre 35mila metri quadrati.


 


Accanto alla forte rappresentanza di paesi esteri, che mette in scena quest’anno anche nuove collettive da Egitto, Sudafrica e India, MIDA90 rafforza anche le proprie relazioni internazionali grazie al gemellaggio della Città di Firenze con alcune importanti città estere con le quali sono stati avviati progetti di collaborazione e scambio culturale nel segno della valorizzazione dei saperi artigianali, come Riga (capitale della Lettonia), la città cinese di Ningbo (punto di partenza della Via della seta marittima e rinomata per il suo alto artigianato artistico come le porcellane Yue Klin) e Cracovia, che porterà in fiera i tradizionali presepi (szopki) riconosciuti dal 2018 patrimonio immateriale dell’UNESCO, caratterizzati da strutture architettoniche che fondono, in atmosfere fiabesche,  chiese e monumenti storici della città con torri, guglie e decorazioni brillanti, realizzate a mano con legno, cartone e stagnola colorata.


 


Fra le tante iniziative messe in campo per festeggiare il 90° anniversario, da mettere in agenda alcuni importanti appuntamenti formativi che si svolgeranno al Teatrino Lorenese e che riuniranno esperti, artigiani, designer e rappresentanze istituzionali su scala internazionale per riflettere sulle sfide dell’artigianato contemporaneo anche alla luce del ricambio generazionale e la formazione di nuove competenze.


 


Lunedì 27 aprile (dalle 10.00 alle 13.00) al via l’incontro “Istruzione e formazione, competenze per il settore dell’artigianato artistico. Una sfida per il futuro del Made in Italy”, alla presenza del sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito, Paola Frassinetti, a testimonianza dell’attenzione del Governo verso i giovani talenti, la trasmissione dei saperi artigianali e come superare il gap fra formazione e imprese. L’evento è organizzato da Firenze Fiera in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e con il supporto di Artex – Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana,


(Su invito, previa registrazione al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-istruzione-formazione-competenze-per-il-settore-artigianato-artistico-1986906921087?aff=oddtdtcreator )


 


Nel pomeriggio alle ore 16,00 sempre il Teatrino Lorenese ospiterà l’evento “Afghanistan 2003-2026”, organizzato dal Laboratorio di Geografia Sociale dell’Università degli Studi di Firenze e Studio Azzurro, in collaborazione con Firenze Fiera. Un ‘occasione unica di incontro visivo e sonoro con l’affascinante ma quanto mai complessa realtà afghana attraverso i materiali raccolti sul campo dal Laboratorio di Geografia Sociale dell’Ateneo fiorentino con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, un incontro a più ‘voci’ che stimola nuove riflessioni sul futuro del paese.


 


Mercoledì 29 aprile (dalle 9.30 alle 13.00) sarà la volta dell’evento “EU CIGI CAPITALS TOUR - Il sistema nazionale ed europeo di protezione delle Indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali”, organizzato da Regione Toscana in collaborazione con il MIMIT, la DG GRow ed EUIPO e a cura di Artex. L’iniziativa rientra nel CIGI Capitals Tour promosso dall’Unione Europea e ha l’obiettivo di presentare e


 


 


approfondire il nuovo sistema europeo di tutela delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali, entrato in vigore nel dicembre 2025. L’incontro sarà dedicato in particolare al funzionamento del nuovo regime di protezione della proprietà intellettuale, al ruolo delle Regioni e alle opportunità per imprese e associazioni di categoria. In Toscana sono già stati individuati 58 potenziali prodotti candidabili come Indicazione Geografica, a dimostrazione della rilevanza del tema per il comparto artigiano e per i territori.


(Su invito, previa registrazione: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-convegno-eu-cigi-capitals-tour-1986908152771?aff=oddtdtcreator)


 


Sarà sempre il Teatrino Lorenese ad accogliere Giovedì 30 aprile (dalle 10.00 alle 13.00) l’European Crafts Alliance Annual Conference 2026, organizzata da European Crafts Alliance in collaborazione con Firenze Fiera e Artex, che sarà trasmessa anche via streaming online. L’incontro internazionale, dal titolo “Crafting Wellbeing: Practices, Communities and the Power of Making”, riunirà professionisti, istituzioni e organizzazioni del settore per riflettere sul ruolo dell’artigianato nel benessere individuale e collettivo. Al centro del dibattito il contributo delle pratiche artigianali nel rafforzare le connessioni sociali, la resilienza e qualità della vita, a partire dai risultati di una nuova ricerca europea dedicata al rapporto tra artigianato e salute.


(Su invito previa registrazione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfLyomxPxst206ESMjfLu7peD8CDzANqrcXGvIjhIappSVHTQ/viewform )


 


Fra gli eventi collaterali, in evidenza, “La Mostra in mostra: 90 anni tra storia e futuro”, allestita al padiglione Cavaniglia, curata dall’Archivio storico della Regione Toscana con il coordinamento di Artex, che ripercorre la storia della manifestazione attraverso un percorso cronologico che accompagna il visitatore dalle origini ad oggi. Ogni sezione illustra tre decenni della Mostra, restituendo l’evoluzione di un’iniziativa nata nel 1931 a Firenze e divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale per il settore artigiano. 


Le tappe espositive permettono di leggere in modo dinamico la storia della mostra, mettendo in evidenza i cambiamenti che hanno attraversato il Novecento e i primi decenni del Duemila. Fotografie d’epoca, filmati, manifesti e documenti originali, risalenti fin dagli anni Trenta, restituiscono l’atmosfera delle prime edizioni accompagnando il visitatore nell’evoluzione dell’artigianato, dalle produzioni locali alle aperture internazionali, fino alle più recenti forme di innovazione.


Riflettori puntati su una Mostra che, come l’archivio, è testimone del passato, ma prefigura il futuro, racconta la storia ed esalta la memoria ma, allo stesso tempo, intravede il domani e l’innovazione tenendo ben salde le radici nella tradizione e nelle origini.


 


Nel percorso espositivo del padiglione Cavaniglia si potranno ammirare anche capolavori in ceramica realizzati dalla Scuola di Ceramica di Montelupo, in uno spazio curato dalla Fondazione Ceramica Montelupo.


 


Sempre al Padiglione Cavaniglia sarà presente il progetto Toscana Artigiana, a cura di Toscana Promozione Turistica: uno spazio in cui scoprire gli itinerari dell’artigianato artistico e tradizionale sul territorio regionale per un nuovo modo di vedere e visitare la regione. A completare l’offerta del padiglione, ci saranno i Talk dell’Artigianato, incontri di approfondimento su tematiche, progetti, iniziative del mondo dell’artigianato.


 


Come nelle edizioni precedenti Cna Firenze Metropolitana schiera in fiera oltre 100 imprese con lavorazioni dal vivo che esporranno al padiglione Ghiaie nella collettiva Artefacendo, mentre al piano terra del padiglione Spadolini saranno presenti artigiani del settore moda, artigianato artistico e complemento d’arredo e al piano attico quelli del gusto. Porta sempre la firma di Cna Firenze Metropolitana, Fragmenta, Materia e identità l’esposizione di arte orafa contemporanea allestita nel Monumentale, al corridoio Arco.


Pezzi unici è il titolo della collettiva di Confartigianato Firenze che alla Palazzina Lorenese racconta l’eccellenza dell’artigianato contemporaneo. Dalla vetroarte alle borse, dai caminetti forgiati ad arte alle creazioni in stoffa fino all’arredo e ai mobili artigianali. Ogni settore diventa linguaggio, ogni oggetto diventa racconto. La collettiva riunisce artigiani-artisti accomunati dalla capacità di trasformare la materia in emozione.


 


Tante e preziose le proposte di LAO – Le Arti Orafe - la più importante scuola in Italia dedicata alla formazione di nuove generazioni di orafi portavoce della cultura del gioiello contemporaneo - che sarà protagonista alla Sala della Volta con un’area interamente dedicata alla creazione orafa contemporanea con l’esposizione di opere realizzate dagli studenti. In calendario dimostrazioni dal vivo con la partecipazione di docenti e artigiani. Spazio anche ai giovani talenti con la presentazione degli artisti selezionati per il concorso Preziosa Young 2026, punto di riferimento per la new generation del comparto gioielleria.


 


Presenza di prestigio a MIDA90 l’intero padiglione Arsenale dedicato al settore Restauro, punta d’eccellenza  dell’artigianato fiorentino, nel quale ospiteremo la 10° edizione del Salone dell’Arte e del Restauro che si svolgerà da lunedì 27 a giovedì 30 aprile e che vedrà la partecipazione del MIC (Ministero della Cultura Italiana), e di tutte quelle realtà nazionali ed internazionali legate al mondo dei beni culturali, con eventi e laboratori, grazie al progetto “Firenze, città del Restauro” promosso dalla Camera di Commercio di Firenze e sviluppato operativamente da PromoFirenze, con il contributo del gruppo di lavoro composto da CNA Firenze, Confartigianato Firenze, Confindustria Toscana Centro e Costa, LegaCoop Toscana e ANCE Firenze.


 


Si intitola Firenze: Vivi la bellezza, condividi il rispetto il progetto che vede coinvolto il Comune di Firenze, Fondazione MUS.E e Fondazione Destination Florence che sarà presentato alla sala dell’Arco, dove il turista troverà tutte le info utili per la visita alla fiera, agli ambienti sotterranei della Fortezza e i servizi messi a disposizione del Comune di Firenze per la visita in modo sostenibile della città con #EnjoyRespectFirenze e per scoprire i Musei Civici con la Card del Fiorentino.


 


Per sancire lo stretto legame della mostra con la città, nel piazzale centrale della Fortezza troverà spazio l’I-DOME. La Cupola diventa esperienza, riproduzione fedele della Cupola del Brunelleschi, simbolo universale di Firenze e del suo ingegno rinascimentale, progettato da Alessandro Moradei con Elena Mari, da un'idea di Alessandro Grassi, per Expo2015.


All’interno dell’installazione sarà possibile intraprendere un percorso emozionale nel mondo dell’artigianato toscano. L’installazione, concessa dalla Camera di Commercio di Firenze e PromoFirenze con il contributo di Firenze Fiera, presenterà i video realizzati da Fondazione Sistema Toscana per il Consiglio Regionale della Toscana. L’allestimento è a cura di Machina.


 


Fra le tante attrattive di questa 90esima edizione, da non perdere il ricco programma di Officine Esperienziali organizzate da Artex, Cna Firenze, Comune di Firenze e Fondazione MUS.E, Confartigianato Firenze, Fondazione Destination Florence, LAO, Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, UNICOOP Firenze in collaborazione con Firenze Fiera. Agli eventi sarà possibile partecipare gratuitamente su prenotazione (info e programma: https://www.mostrartigianato.it/officine-esperienziali).



Dopo il successo delle scorse edizioni, tornano al piano terra del padiglione Spadolini i Laboratori con maestri artigiani: un programma ricco ed articolato di attività per sperimentare l’’arte del saper fare’ e immergersi nella bellezza dell’artigianato, riscoprendo il fascino della manualità e della creatività: dal ricamo alla cartapesta, dall’intaglio del legno alla lavorazione del cuoio, dalla ceramica alla pasticceria.


 


Per gli amanti dell’arte le visite guidate ai sotterranei e agli spazi più suggestivi e segreti del fortilizio mediceo,


rappresentano un’esperienza unica e irripetibile anche per una full immersion nelle ambienti rinascimentali che appartennero al primo duca e signore di Firenze, Alessandro de’Medici.


 


Sul fronte del food’, riflettori puntati al piano attico del padiglione Spadolini su “Insieme c’è più gusto: la Toscana dei prodotti agroalimentari”, l’iniziativa capeggiata da Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica e Unicoop Firenze, per promuovere i prodotti agroalimentari dei territori: dai PAT alle DOP e IGP. Un’autentica Vetrina Toscana per un viaggio esperienziale tra le eccellenze diffuse, con il coinvolgimento di chef, produttori, operatori es esperti. Tante le iniziative, rivolte sia alle scuole che al grande pubblico, con esposizioni, show cooking, degustazioni e momenti di approfondimento.


 


Ad arricchire l’offerta gastronomica MIDA90 mette in scena al Piazzale Nord Ovest la Corte dei sapori” un’area viva e stimolante interamente dedicata allo ‘street food’ a cura di Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, che dal 25 aprile al 2 maggio (dalle 19.00 alle 22.00) si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto dedicato alla musica e all’intrattenimento serale. Ogni sera, una proposta artistica diversa animerà la Fortezza con performance che fondono strumenti dal vivo e DJ set, spaziando tra generi e atmosfere: dalla musica elettronica al pop, dal soul alle sonorità internazionali. Un’occasione per prolungare l’esperienza della fiera anche dopo la chiusura, tra musica dal vivo e street food. (info: www.mostrartigianato.it/programma/categorie/spettacoli-e-dj-set ).



INFO: Orario di apertura: 10:00-20:00


Street food e musica dal vivo: ingresso libero 20:00-22:00*


*3 maggio chiusura ore 20:00


 


LE DICHIARAZIONI


Lorenzo Becattini, presidente Firenze Fiera


“Era il 22 marzo 1931, quando a Firenze fu inaugurata la prima edizione di MIDA – Mostra Internazionale dell’Artigianato, già allora caratterizzata da elementi di grande innovazione. In breve tempo la mostra acquisì una dimensione internazionale: le prime presenze estere risalgono al 1950, mentre la qualifica ufficiale di ‘internazionale’, mantenuta senza interruzioni fino ad oggi, fu riconosciuta nel 1952.


Una fiera prestigiosa, la più importante del settore a livello nazionale, resa possibile da una forte sinergia tra istituzioni e realtà del territorio. Tra queste, i nostri principali azionisti: la Regione Toscana, che opera attraverso Fondazione Sistema Toscana e Toscana Promozione; il Comune di Firenze, con il supporto di MUS.E e Destination Florence; e la Camera di Commercio, tramite PromoFirenze. A questo si affianca il contributo fondamentale delle categorie economiche: in primis Cna e Confartigianato, ma anche Confcommercio e Confesercenti, che hanno collaborato anche all’organizzazione dell’offerta di somministrazione all’esterno dei padiglioni.


MIDA È l’espressione concreta di una città che sa fare squadra per realizzare un progetto di grande valore.


In un momento complesso a livello internazionale, accogliamo anche quest’anno artigiani provenienti da ben 30 paesi, dall’Afghanistan al Vietnam. L’artigianato ha la capacità di unire i popoli, e poche città come Firenze riescono a valorizzare e mettere a sistema valori comuni. Non si tratta solo di mantenere formalmente la qualifica internazionale: vedere riuniti operatori provenienti da tutto il mondo rappresenta un risultato significativo e motivo di grande soddisfazione”.


 


Andrea Cavani, referente delle case del Made in Italy di Firenze del MIMIT con competenze su tutta la Toscana


“La Casa del Made in Italy è nata nel gennaio 2024 con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare le esigenze dei cittadini, delle associazioni di categoria e degli stakeholder, costruendo un collegamento diretto ed efficace con le Direzioni Generali competenti. In questo quadro si inserisce anche la nostra adesione a MIDA – Mostra Internazionale dell’Artigianato, un’occasione concreta per essere al fianco delle imprese e favorire la diffusione degli incentivi messi a disposizione dal MIMIT”.



Sara Funaro, sindaca di Firenze


“MIDA90 è un traguardo straordinario che cade in un momento cruciale. – ha detto la sindaca Sara Funaro - Oggi l’artigianato non è solo memoria o tradizione, è un settore strategico che rappresenta l’anima stessa della nostra città e che va sostenuto con forza. Dal 1931, questa manifestazione racconta il nostro dna, quel 'saper fare' che ci ha resi grandi nel mondo e che ritroviamo in quel tessuto di botteghe tratto distintivo della nostra città. Portare alla Fortezza da Basso circa 500 espositori da tutto il mondo significa confermare Firenze come capitale dell'artigianato di qualità. Come amministrazione riteniamo che la tutela di questo comparto sia una priorità, abbiamo messo in campo varie azioni con questo obiettivo lavorando in sinergia con associazioni e realtà del territorio, dalla campagna ‘Adotta una bottega’ alla nascita del Polo artigiano di via Guelfa. Proseguiremo su questa strada, sostenere l'artigianato oggi significa difendere l'identità e la bellezza del nostro territorio”.


 


Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana


"La Mostra Internazionale dell'Artigianato compie novant'anni: un traguardo - ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani - che ci riempie di orgoglio, la conferma che questa manifestazione è davvero parte dell'identità di Firenze e della Toscana, un appuntamento che cittadini e operatori economici sentono come proprio e che ogni anno riesce a rinnovarsi senza perdere la sua anima. Novanta edizioni significano novant'anni di artigiani, saperi e tradizioni che si sono incontrati qui alla Fortezza da Basso. E il fatto che oggi possiamo contare su una presenza internazionale sempre più qualificata dimostra quanto Firenze Fiera abbia saputo valorizzare questa rassegna nel tempo. L'artigianato è un settore vivo, capace di caratterizzare la nostra economia e di offrire lavoro e futuro ai nostri giovani. Per questo come Regione Toscana continuiamo a sostenerlo con convinzione".


Massimo Manetti presidente CCIAA


“Il novantesimo compleanno, un compleanno davvero importante, ci restituisce un Mida vivo e dinamico. E’ un evento della tradizione di Firenze che ha saputo cambiare, innovare e crescere. Valorizza l’eccellenza artigianale del nostro territorio ma si è progressivamente aperto all’esterno accentuando e consolidando la propria dimensione internazionale e il proprio prestigio. Ne siamo felici e orgogliosi. E come Camera di commercio rinnoviamo il nostro impegno a sostenere Mida accanto a Firenze Fiera e agli altri partner, quest’anno con un contributo straordinario. All’interno di Mida, dal 27 al 30 aprile, la Camera di commercio e la sua azienda speciale PromoFirenze, in collaborazione con le decima edizione del Salone dell’arte e del restauro di Firenze, animano infatti con ‘Firenze città del restauro’ una vera e propria cittadella, occupando l’intero padiglione Arsenale dove si svolgeranno nove seminari, ci sarà un laboratorio artigiano sempre attivo in dimostrazioni per il pubblico, una vasta area affidata alla gestione del ministero della cultura, stand privati, altro ancora. Abbiamo prodotto uno sforzo organizzativo poderoso per offrire un evento di qualità assoluta dedicato ad uno dei settori nevralgici, tipici ed economicamente trainanti del territorio fiorentino”.


 


Serena Vavolo, presidente Confartigianato Firenze


“Confartigianato Imprese Firenze partecipa a MIDA90 con una presenza trasversale che abbraccia la manifattura artistica, il restauro e la formazione dei giovani. Con ‘Pezzi Unici’ valorizziamo l’originalità dell’artigianato contemporaneo; con il Salone dell’Arte e del Restauro riaffermiamo il ruolo di Firenze nella tutela del patrimonio e nel passaggio generazionale dei saperi. Il premio “Maestro del Patrimonio” rende omaggio ai restauratori del post-alluvione, mentre le dimostrazioni degli allievi Confartis mostrano il futuro dei mestieri. MIDA90 conferma che l’artigianato non è solo memoria, ma cultura, impresa e lavoro qualificato” .


Francesco Amerighi, presidente CNA Firenze


“CNA Firenze Metropolitana partecipa a questa 90ª edizione di MIDA con ben 106 imprese, un vero e proprio caleidoscopio di competenze che unisce tradizione e innovazione. Siamo orgogliosi di offrire ai visitatori un'esperienza che coniuga qualità e varietà: dall’esposizione di artigianato artistico e tradizionale di Artefacendo al Padiglione Ghiaie, dove il 'saper fare' rivive quotidianamente anche attraverso le lavorazioni dal vivo, fino alla raffinatezza di Fragmenta, la mostra dedicata all’arte orafa contemporanea nel Corridoio dell’Arco. La nostra presenza, che prosegue con moda, artigianato tradizionale, complemento d’arredo ed eccellenze enogastronomiche al Padiglione Spadolini e con lo street food a km zero nelle aree esterne, dimostra come l’artigianato sia il cuore pulsante del Made in Italy. In questa cornice, celebriamo non solo il traguardo storico della fiera più longeva d'Italia, ma il ruolo strategico dei nostri artigiani come motori di crescita economica e custodi di un patrimonio culturale unico al mondo”.


 


Elisa Guidi, coordinatrice di Artex e art director di MIDA90


“MIDA90 porta con sé importanti novità. Quest’anno, ad accogliere i visitatori nel piazzale centrale, sarà l’I- Dome: uno spazio immersivo che, attraverso contenuti video, racconta i dieci distretti produttivi dell’artigianato toscano. Accanto a questo, la mostra della Regione Toscana ripercorre l’evoluzione di MIDA nel tempo, con il contributo di Toscana Promozione Turistica.


Accanto alla dimensione espositiva, cuore della manifestazione con la presenza degli artigiani, abbiamo voluto rafforzare anche l’offerta culturale e formativa. L’obiettivo è rendere sempre più evidente l’unicità di MIDA nel panorama nazionale, costruendo un programma di incontri e approfondimenti capace di arricchire l’esperienza dei visitatori e degli operatori.


In questa direzione si inserisce anche il rafforzamento delle relazioni internazionali: da un lato, con la presenza di città gemellate, dall’altro con appuntamenti di rilievo che confermano Firenze come punto di riferimento per l’artigianato a livello europeo.


Un’attenzione particolare è dedicata ai giovani e alla formazione, temi centrali per il futuro del settore, che trovano spazio all’interno del palinsesto con momenti di confronto e approfondimento dedicati alle nuove generazioni”.


 Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 


mercoledì 15 aprile 2026

Museo Horne, restaurato il ritratto di Herbert Percy Horne, fondatore della casa-museo fiorentina



Restaurato il ritratto di Herbert Percy Horne, fondatore della casa-museo di via de’ Benci a Firenze. Il dipinto costituisce una testimonianza particolarmente significativa, considerando la scarsità di immagini esistenti di Horne. 





Il Museo Horne di Firenze ha presentayo  al pubblico il restauro del ritratto di Herbert Percy Horne, fondatore della casa-museo di via de’ Benci. L’opera, realizzata nel 1908 dal pittore inglese Henry Harris Brown, è stata restaurata da Daniele Rossi con la collaborazione di Gloria Verniani e Umi Toyosaki, grazie al sostegno di Friends of Florence e alla donazione di Catharin Dalpino. All’incontro di presentazione hanno  partecipato Giuseppe Rogantini Picco, presidente della Fondazione Horne, Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence, Elisabetta Nardinocchi, direttrice del museo, e lo stesso restauratore Daniele Rossi.


Il dipinto costituisce una testimonianza particolarmente significativa, considerando la scarsità di immagini esistenti di Horne. Il ritratto, eseguito quando Horne aveva 44 anni, lo raffigura nel pieno del suo rapporto con Firenze e rappresenta una fonte fondamentale per comprendere la figura del collezionista, storico dell’arte e ideatore del museo. Nonostante l’accuratezza con cui organizzò e conservò la documentazione relativa alle opere da lui studiate e raccolte, Horne lasciò pochissime tracce della propria vita privata, quasi volesse identificarsi esclusivamente con la sua attività culturale e la sua collezione. A questa carenza di informazioni personali si accompagna anche una limitata presenza di ritratti: per lungo tempo, infatti, la sua immagine è stata conosciuta soprattutto attraverso due fotografie. Una, conservata presso la William Morris Gallery, lo mostra da adolescente, mentre prende il tè con la madre dell’architetto Arthur Mackmurdo; un’altra lo ritrae intorno ai trent’anni ed è stata spesso utilizzata nelle sue biografie.


Il dipinto restaurato non si limita a essere un semplice ritratto, ma rappresenta una sintesi visiva del suo universo culturale. Attraverso l’immagine emergono sia il suo sguardo di studioso sia il forte legame, da collezionista inglese, con il Rinascimento fiorentino. Horne è infatti raffigurato accanto a una statuetta del Giambologna, mentre sullo sfondo compare la Deposizione di Benozzo Gozzoli, entrambe opere appartenenti alla sua collezione e tuttora conservate nel museo. Entrato nelle raccolte del Museo Horne nel 1933, in seguito alla donazione dello stesso artista, il dipinto è stato fin da subito riconosciuto come un lavoro di grande pregio, anche per la qualità pittorica che avvicina Brown alla ritrattistica internazionale dei primi del Novecento.



Il restauro


L’opera è stata realizzata su una tela a trama fine preparata industrialmente, con fondo grigio perla. I colori, uniti all’olio di lino, sono stesi con pennellate di diversa consistenza e comprendono pigmenti come rosso cinabro, ocra gialla, biacca e nero di carbone. Nel tempo, sulla superficie si erano depositati polvere e residui atmosferici, oltre a vernici resinose ingiallite che attenuavano la luminosità originaria del dipinto.


Durante l’intervento, queste vernici sono state parzialmente ridotte, senza essere completamente eliminate, attraverso l’uso di solventi e l’impiego del microscopio ottico. La tela è stata mantenuta sul telaio originale: le biette sono state consolidate e riposizionate, conservando anche i quattro chiodi originari. Successivamente è stata applicata una nuova verniciatura a pennello con materiale semisintetico e sono stati eseguiti ritocchi con pigmenti minerali stabili.


Anche la cornice dorata è stata oggetto di intervento: i depositi di polvere accumulati nei motivi floreali intagliati sono stati rimossi tramite un gel a emulsione grassa. Il restauro ha così restituito profondità allo sfondo, maggiore nitidezza ai dettagli e luminosità agli incarnati, riportando in evidenza la qualità tecnica e la forza espressiva dell’opera. Questo intervento rappresenta un passaggio significativo non solo per la conservazione del dipinto, ma anche per la valorizzazione dell’identità del museo, strettamente legata alla figura del suo fondatore.


"Una volta di più Friends of Florence è intervenuta per restituire a una maggiore leggibilità un’opera che, raffigurando un inglese che molto ha amato Firenze e la sua arte, bene simboleggia l’attenzione di questa istituzione che, tramite il suo Presidente, Simonetta Brandolini d’Adda, ha fatto convergere verso la nostra città donazioni da ogni parte del mondo, testimoniando di come questa sia veramente patrimonio dell’Umanità", ha dichiarato Giuseppe Rogantini Picco, Presidente della Fondazione Horne, commentando il restauro.


Elisabetta Nardinocchi, direttrice del Museo, ha invece sottolineato l’importanza dell’opera: “Sia per la qualità della pittura, sia soprattutto per ciò che rappresenta, il dipinto bene si presta per essere esposto nelle sale dove si conserva la straordinaria collezione che Horne ha voluto per arredare il suo palazzo fiorentino, così che tutti i visitatori possano ricordare quanto si debba a questi stranieri colti e appassionati che hanno fatto di Firenze la loro seconda Patria, impegnandosi in prima persona per la tutela delle sue memorie, della sua arte e del suo tessuto urbano”.


“Siamo lieti di aver sostenuto il restauro del dipinto di Herbert Percy Horne e di aver contribuito alla sua conservazione per la fruizione presente e futura di un’opera di così grande significato per il Museo Horne e per la storia del collezionismo a Firenze”, ha affermato Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente di Friends of Florence. “Ringraziamo la Direttrice Elisabetta Nardinocchi per la disponibilità e l’opportunità che ci ha offerto di affiancare il Museo in un progetto così importante e Daniele Rossi che ha condotto l’intervento sul dipinto. Siamo inoltre profondamente grati a Catharin Dalpino, donatrice appassionata e sempre vicina a Friends of Florence. Per lei, come per tutta la nostra Fondazione, il gesto si inserisce idealmente nel solco di tutti quei “friends of Florence” – nel senso più ampio – che nel tempo hanno scelto di restituire alla città parte della sua bellezza, riconoscendone il valore universale”.


Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo 

martedì 14 aprile 2026

Firenze capitale dei rapporti tra Toscana e Messico


Dall’Università alle imprese, quattro giorni di incontri







Dal 16 al 19 aprile l’evento “Toscana e Messico: alianza de tradición y excelencia” con l’ambasciatore Lozano, l’apertura del Consolato mobile in via de’ Bardi, incontri con Regione e Comune

 Firenze si prepara a diventare il centro delle relazioni tra la Toscana e il Messico. Dal 16 al 19 aprile il capoluogo toscano ospiterà una missione diplomatica, economica e culturale con la presenza dell’Ambasciatore del Messico in Italia, S.E. Genaro Lozano, insieme alla rete dei consoli onorari e a rappresentanti istituzionali e imprenditoriali. Una quattro giorni, intitolata “Toscana e Messico: alianza de tradición y excelencia”, che si aprirà giovedì 16 aprile con una giornata interamente dedicata agli incontri istituzionali: l’ambasciatore del Messico Lozano, accompagnato dal console onorario a Firenze Valerio Alecci, incontrerà la sindaca Sara Funaro, poi l’Ateneo fiorentino e il presidente della Regione Eugenio Giani. In serata, alle 20, la cena istituzionale all’Hotel Il Tornabuoni con i consoli onorari del Messico in Italia, momento che segna anche l’avvio della loro riunione annuale.

“Sarà un dialogo a 360 gradi – dalle istituzioni al mondo delle imprese, dai protagonisti della cultura a quelli della gastronomia – una sorta di ponte ideale tra Firenze e Città del Messico”, spiega il console fiorentino Valerio Alecci.

La giornata di venerdì 17 aprile si concentrerà sul fronte economico e imprenditoriale: alle 10 tavola rotonda all’Hotel Anglo American con la Camera di Commercio messicana in Italia, le Camere di Commercio toscane, Confindustria, la Regione Toscana e le aziende, per sviluppare nuove opportunità di collaborazione e investimento.

Nel pomeriggio l’appuntamento è nel chiostro di Santa Maria Novella, cuore simbolico della manifestazione: alle 17:30 l’incontro tra l’ambasciatore Lozano e i consoli onorari di Messico, San Marino, Malta e Albania in Italia e rappresentanti istituzionali e imprenditoriali del territorio, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche e culturali. Alle 18:30 l’evento culturale e artistico (su invito) che unisce tradizioni toscane e messicane, tra performance, musica e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche. Il catering della serata sarà curato da Guido Guidi, professionista di riferimento nel settore a Firenze e non solo. Accanto a lui, la chef stellata messicana Karime Lopez, ex chef di Osteria Gucci, e Federica Continanza, chef toscana capace di fondere tradizione e contemporaneità creando esperienze sensoriali, daranno vita a un dialogo gastronomico tra i due Paesi.

“L’evento nel chiostro di Santa Maria Novella – dice Alecci – rappresenta al meglio lo spirito della quattro giorni: tradizioni diverse che si incontrano, dalla musica con i mariachi ‘El Magnifico’ e il corteo storico fiorentino fino alla cucina, con piatti e prodotti che raccontano due identità forti ma complementari”.




Sabato 18 aprile, alle 9, l’inaugurazione del Consolato mobile nella sede del Consolato Onorario del Messico a Firenze, in via de’ Bardi, che resterà attivo anche domenica 19 aprile per offrire assistenza diretta alla comunità. Nel pomeriggio, alle 16, l’ambasciatore Lozano incontrerà la comunità messicana all’Hotel Il Tornabuoni. Domenica 19 aprile il Consolato mobile proseguirà le attività dalle ore 9 fino alla chiusura dei lavori alle 18, completando una quattro giorni che intreccia diplomazia, economia, cultura e servizi.

“La lunga presenza dell’ambasciatore, gli incontri con le istituzioni, il coinvolgimento delle imprese italiane e della comunità messicana – conclude il console onorario del Messico – possono aprire nuove prospettive nei rapporti tra la Toscana e il Messico”.


Nicoletta Curradi
   

Esobit amplia la propria sede a Lucca



 

Esobit amplia la propria sede: in vista anche nuove assunzioni

Un ulteriore passo avanti nella logica dell’attenzione alla qualità del lavoro del proprio personale, garantita da numerose attività e iniziative

 

E’ un momento particolarmente importante per Esobit, l’azienda lucchese che da oltre vent’anni si occupa di creare soluzioni informatiche dedicate ad aziende di produzione, servizi e laboratori di analisi ambientale.

 

Proprio in questi giorni, infatti, l’azienda ha finalmente finalizzato l'espansione della sede lucchese: un traguardo importante, che potrà rendere ancor più proficua e performante l’attività quotidiana delle donne e degli uomini che operano in azienda. E sarà inoltre foriero di un’ulteriore crescita di personale (con ricaduta di nuove assunzioni sul territorio), che l’azienda ha in programma nel corso del 2026.

 

Del resto, la qualità della vita di chi opera all’interno della sede aziendale è da sempre un obiettivo perseguito da esobit, come confermano numerose iniziative ormai radicate all’interno della quotidianità aziendale. Da diversi anni, intanto, annualmente si organizza una riunione nel corso della quale i dipendenti scelgono uno o più corsi di formazione da svolgere per ampliare le proprie conoscenze (corsi su sicurezza, competenze informatiche o relative alla propria occupazione).

 

Fra i corsi proposti al personale, da due anni ce n’è uno gratuito di inglese, aperto a chiunque in azienda voglia parteciparvi: con lezioni di due ore a cadenza settimanale, molto frequentate e assai gradite dai dipendenti.

Inoltre, l’azienda ha attivato da tempo la possibilità di far adottare dai lavoratori orari flessibili: favorendo la scelta degli orari più comodi alle persone per entrare e uscire dal lavoro, ovviamente nei limiti di apertura della sede. Un’altra iniziativa particolarmente apprezzata da chi opera in Esobit.

 

Infine, anche per quanto riguarda le certificazioni aziendali Esobit ha una specifica attenzione: alla certificazione Iso 45001, relativa alla sicurezza sul lavoro, si aggiungono la Iso 27001 sulla sicurezza informatica e la Iso 9001 sulla qualità.

 

Nella foto, la sede di Esobit

 


venerdì 10 aprile 2026

Il Museo di San Marco inaugura la prima mostra di codici iniati della Biblioteca monumentale di Michelozzo “La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico


Aperta fino al  31 ottobre 2026





 Il Museo di San Marco ha aperto al pubblico  “La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico”, prima mostra-dossier dedicata ai codici miniati conservati nella storica biblioteca del complesso, progettata nel Quattrocento da Michelozzo e considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa.


Realizzata e promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura, con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco, e curata da Sara Fabbri, Sara Ragazzini e Anna Soffici, questa esposizione inaugura una nuova idea di valorizzazione del patrimonio librario del museo, articolata in mostre tematiche dedicate a nuclei specifici della raccolta. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di rinnovamento museale volto a rafforzare la conoscenza e la fruizione del patrimonio attraverso riallestimenti, interventi mirati e una rinnovata strategia culturale.


La mostra si colloca in una fase di particolare dinamismo per il museo, segnata dalla recente riapertura della Sala di Beato Angelico e dall’allestimento della sezione speciale della mostra Rothko a Firenze, che vede cinque opere dell’artista in dialogo con gli affreschi di Angelico in cinque tra le celle più significative del percorso museale. In questo quadro, il nuovo progetto espositivo amplia lo sguardo anche sulla Biblioteca e sulla raccolta libraria miniata quale componente essenziale del patrimonio di San Marco.


La Biblioteca di Michelozzo


Edificata intorno al 1440 per volontà di Cosimo de' Medici, più che un semplice ambiente destinato alla conservazione dei libri, la biblioteca rappresenta uno dei primi manifesti architettonici del Rinascimento applicato allo spazio del sapere.


L’impianto basilicale tripartito, scandito da colonne ioniche, organizza lo spazio secondo un rigoroso principio di proporzione e leggibilità. La luce naturale, diffusa attraverso finestre laterali, eliminava la necessità di ricorrere all’uso di luci artificiali, rispondendo al contempo a esigenze conservative e a una visione simbolica: la luce come metafora della conoscenza e della lux rationis. Anche la cromia originaria delle pareti – un verde oggi perduto – rispondeva a una precisa attenzione per il comfort visivo e la concentrazione, intuizione che trova riscontro nelle moderne ricerche sulla percezione e sull’affaticamento oculare.


Fin dalla sua fondazione, la biblioteca si configurò come un centro vitale del pensiero umanistico, grazie all’acquisizione della raccolta di Niccolò Niccoli (1365–1437), ricca di classici greci e latini. Molti di questi volumi ebbero un ruolo centrale nei dibattiti culturali e religiosi del tempo: è il caso dei testi greci utilizzati durante il Concilio di Ferrara-Firenze per sostenere l’unione delle Chiese, o della Legenda aurea, che ispirò direttamente diversi episodi dipinti dall’Angelico nel convento.


Il patrimonio della biblioteca comprendeva inoltre i libri liturgici miniati da Zanobi Strozzi, stretto collaboratore dell’Angelico, definendo un apparato decorativo di altissimo pregio. L'intera raccolta venne poi ordinata dal celebre libraio Vespasiano da Bisticci secondo i rigorosi dettami di Tommaso da Sarzana, il futuro papa Niccolò V. Negli anni Cinquanta del Quattrocento, dopo un terremoto che rese necessari interventi strutturali, fu realizzata la Sala Greca, allestita nel XVII secolo con le eleganti armadiature lignee che oggi ancora si possono ammirare.


A seguito della soppressione ottocentesca del convento, la fisionomia della raccolta è mutata profondamente: mentre la maggior parte dei volumi originali è confluita alla Biblioteca Nazionale Centrale, alla Laurenziana e alla Marucelliana, nella Sala Greca sono stati depositati 130 Corali medievali e rinascimentali: 25 del nucleo originario di Cosimo il Vecchio e di epoca medicea e i restanti provenienti da altre chiese e conventi. Tra questi tesori spiccano opere come il Messale 558 attribuito al Beato Angelico o l'Antifonario 584 miniato da Battista di Niccolò da Padova, esposti a rotazione per periodi limitati. Gli armadi seicenteschi originali sono attualmente custoditi all’Accademia della Crusca nella Villa medicea di Castello.


Il percorso della mostra


Oggi, questo luogo ricco di storia ospita la mostra "La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico” che, attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo, esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie, messaggere di complessi significati simbolici, restituendo al visitatore non solo la visione ravvicinata dei manoscritti, ma anche la percezione dell’ambiente per cui furono concepiti.


Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme. Creatura ibrida e ancestrale, il drago incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione: lo ritroviamo in Mesopotamia nelle sembianze della dea Tiamat, regina del Caos, sconfitta dall'eroe Marduk. Nell’antico Egitto, ogni mattina il dio del Sole Ra deve sconfiggere Apophis, il drago delle tenebre, affinché la luce possa trionfare.


Nel mito classico, il mostro transita attraverso le fatiche di Eracle contro l’Idra e le visioni ovidiane, per poi traslare, col tramonto del mondo antico, nell’epica nordica. Qui diviene il guardiano di tesori nel Beowulf — il più antico poema epico in volgare europeo — o assume le sembianze di Fafnir, il cui sangue rese invulnerabile Sigfrido, fino a comparire come simbolo di potere sulla prua dei drakkar vichinghi o come attributo di Uther Pendragon.


Tuttavia, nei manoscritti dell'Europa cattolica qui conservati, il drago perde ogni ambivalenza per farsi simbolo esclusivo del male assoluto e di Satana. In questo contesto religioso, la fiera viene ricondotta all'ordine attraverso la vittoria della fede, apparendo sottomessa ai Santi, come San Giorgio, o agli angeli, come l'Arcangelo Michele. Accanto a lui, il bestiario si arricchisce di altre figure simboliche: il velenoso basilisco, l'unicorno emblema di purezza, e le immonde arpie, che dalle tempeste classiche giungono fino alla selva dantesca.


In opposizione a tali mostruosità, i codici miniati commissionati da Cosimo il Vecchio celebrano ad esempio l'eleganza del falcone, animale prediletto dall'aristocrazia e protagonista dell'educazione cortese.


Il percorso spirituale si eleva infine attraverso le figure dell’araba fenice, della farfalla e del cervo, simboli di resurrezione e della perenne rinascita dello spirito contro le forze del male. Questo immaginario millenario continua a ispirare la fantasia moderna: le opere di Tolkien fino alle moderne saghe letterarie, cinematografiche e televisive come Harry Potter, Il Trono di Spade o Lo Hobbit, sono la testimonianza della vitalità di un sistema simbolico capace di attraversare i secoli, mantenendo intatta la propria forza evocativa.


I codici esposti: sviluppo storico e apparato iconografico


Nel percorso cronologico dei codici esposti, i più antichi sono tre manoscritti le cui miniature sono espressione di una cultura ancora legata all’arte bizantina che si fonde con l’eleganza gotica. Si tratta di due graduali del tardo Duecento provenienti dal convento di San Jacopo di Ripoli e poi a Santa Maria Novella, codici 561 (Natività con bue e asinello) e 562 (rettile fantastico, forse basilisco), attribuiti alla bottega bolognese del Maestro della Bibbia di Gerona e di un Salterio della fine del XIII , manoscritto 624, con Re David e uno strumento musicale a forma di drago.


Nel Trecento, sotto l’influenza della rivoluzione di Giotto, troviamo alcuni codici provenienti dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine le cui miniature rivelano una maggiore articolazione spaziale: tra questi i manoscritti con San Michele che sconfigge il drago, David con leone e unicorno, e scene con presenza ricorrente del drago come elemento simbolico.


Il graduale Corsini, acquistato dallo Stato nel 2000, introduce il mondo tardogotico internazionale con ricche drôleries, popolato da animali reali e fantastici.


Nel contesto camaldolese di Santa Maria degli Angeli operano miniatori come Bartolomeo di Fruosino, collaboratore e probabile allievo di Lorenzo Monaco, del quale possiamo ammirare le miniature con fregi popolati da animali e creature fantastiche dell’Antifonario di S. Egidio (Ms 557).


Il pieno Rinascimento: i codici medicei e il dialogo con l’Angelico


Il culmine del percorso è rappresentato dai codici quattrocenteschi Ms 515 e 516, commissionati da Cosimo de’ Medici e miniati da Zanobi Strozzi con fregi di Filippo di Matteo Torelli.


Nell’iniziale della Missione di San Domenico (Ms 516), la scena si espande oltre la lettera: il santo riceve la Bibbia da Pietro e Paolo, mentre il cane domenicano — elemento iconografico fondamentale — compare accanto alla scena, rafforzando il sistema simbolico.


Per questa miniatura è stata ipotizzata la partecipazione diretta del Beato Angelico, verosimilmente attraverso un disegno preparatorio. Tale ipotesi trova riscontro nei rapporti documentati tra Angelico e Strozzi e nel ruolo di supervisione esercitato dal pittore, attestato nelle fonti conventuali.


I codici instaurano un dialogo diretto con le celle affrescate dell’Angelico (in particolare quelle tra la 31 e la 34): analogie stilistiche, uso della luce e presenza calibrata degli elementi simbolici — inclusi gli animali — confermano una comune funzione meditativa.


Dal Quattrocento al Cinquecento


Nel Cinquecento, il codice 529 di fra Eustachio presenta iniziali con figure e animali come lo sparviero, mentre il manoscritto 543 miniato da Monte di Giovanni include un ricco repertorio iconografico con angeli, cherubini e arpie, a testimonianza della continuità e trasformazione del linguaggio simbolico.


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Orari di apertura: da martedì a domenica, dalle 8:30 alle 13:50 (ultimo ingresso ore 12:45).

Chiuso tutti i lunedì, la quinta domenica del mese, 1° gennaio, 25 dicembre. 

L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto del museo

Intero € 11.00 - Ridotto € 2.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni.

Gratuito fino a 18 anni non compiuti. Altre riduzioni e gratuità secondo le norme di legge previste per i musei statali.


Nicoletta Currradi 

giovedì 9 aprile 2026

Firenze, nuova sede per Opi Firenze–Pistoia

 




 


Inaugurati gli spazi di via Targioni Tozzetti 26


Il presidente Nucci: «Era necessario dotarsi di una struttura moderna, capace

di supportare formazione e innovazione, ottimizzando al tempo stesso i costi»


 


 Un passo avanti per la comunità infermieristica di Firenze e Pistoia, nel segno di una maggiore efficienza organizzativa e una migliore qualità dei servizi offerti agli iscritti. È stata inaugurata oggi, mercoledì 9 aprile, in via Targioni Tozzetti 26, a Firenze, la nuova sede dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze-Pistoia. Presenti, oltre al  presidente di Opi Firenze-Pistoia, David Nucci; la presidente Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) Barbara Mangiacavalli; Nicola Draoli, consigliere del Comitato centrale Fnopi e vice presidente dell’Opi di Grosseto; il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika.


Un passaggio importante per l’ente che rappresenta gli infermieri del territorio, che da potrà contare su spazi più moderni, funzionali e adeguati alle esigenze della professione. Un investimento complessivo che si attesta intorno ai 900mila euro, di cui 480mila per l’acquisto dell’immobile e la restante parte per lavori di ristrutturazione, arredi e dotazioni tecnologiche. L’operazione è stata possibile grazie alla vendita delle precedenti sedi di via Palestrina, per complessivi 300 metri quadrati, e all’accensione di un mutuo.


«La scelta di una nuova sede nasce dall’esigenza di riunire in un unico spazio le due sedi di Firenze – spiega il presidente di Opi Firenze-Pistoia, David Nucci – ormai obsolete sia dal punto di vista degli arredi sia dell’accessibilità e non più rispondenti alle normative vigenti. Per adeguarle sarebbero stati necessari interventi molto onerosi che non avrebbero comunque risolto completamente le criticità. Con l’evoluzione della professione infermieristica, la tecnologia è diventata centrale: era quindi necessario dotarsi di una struttura moderna, capace di supportare formazione e comunicazione, ottimizzando al tempo stesso i costi».


La nuova struttura si estende su una superficie complessiva di circa 400 metri quadrati, articolata su un piano terra destinato alle attività operative e un piano seminterrato adibito a magazzino. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione e all’innovazione tecnologica: l’aula didattica, con 38 posti, è dotata di sistemi avanzati per la videoconferenza con tre telecamere, oltre a un’infrastruttura audio-video completamente cablata. Anche le due sale riunioni sono attrezzate per i collegamenti da remoto, mentre gli uffici comprendono cinque postazioni operative e una reception. La sede è inoltre conforme alle normative in materia di accessibilità, con servizi dedicati anche alle persone con disabilità.

Fabrizio Del Bimbo 

Oltre 85.000 visitatori per la mostra BELLE ÉPOQUE a Palazzo Blu di Pisa

 




15 ottobre 2025 – 7 aprile 2026 Pisa, Palazzo Blu

La mostra “BELLE ÉPOQUE. Pittori italiani a Parigi nell’età dell’Impressionismo”, che si è chiusa a Palazzo Blu di Pisa il 7 aprile 2026, è stata visitata da oltre 85 mila visitatori, confermandosi come uno dei principali appuntamenti espositivi della stagione.

Un successo per la mostra — a cura della professoressa Francesca Dini — che ha celebrato la stagione d’oro dell’arte europea attraverso lo sguardo di una generazione di artisti italiani protagonisti della scena parigina, tra cui Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi e Vittorio Corcos, in dialogo costante con figure centrali della scena internazionale come Edgar Degas, Édouard Manet, Mary Cassatt, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley e John Singer Sargent.

Con circa 100 opere provenienti da prestigiosi musei italiani e internazionali — tra cui il Musée d’Orsay, il Louvre, il Philadelphia Museum of Art, il Meadows Museum of Art di Dallas, il Detroit Institute of Arts, il Museo d’arte moderna André Malraux di Le Havre, Palazzo Te di Mantova, le Gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca Giuseppe De Nittis di Barletta e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara — oltre che da importanti collezioni private francesi e italiane, l’esposizione ha raccontato la bellezza e l’eleganza della Belle Époque, offrendo al tempo stesso una rilettura critica del ruolo degli artisti italiani a Parigi e del loro contributo alla definizione della modernità europea, in un continuo scambio con le esperienze artistiche internazionali.

Durante i mesi di apertura, Palazzo Blu ha accompagnato la mostra con un articolato public program, rafforzando il dialogo con il territorio. Il calendario, composto da sei appuntamenti – dal primo incontro di giovedì 27 novembre 2025 all’ultimo di giovedì 19 marzo 2026 – ha accompagnato l’intero periodo espositivo, esplorando i molteplici aspetti di un’epoca complessa quanto affascinante — quella della Belle Époque — in cui la pittura italiana dialoga con la scena artistica e culturale di Parigi, capitale mondiale dell’arte, del gusto, della moda e della modernità. Gli incontri – ad ingresso libero - hanno registrato un costante tutto esaurito nell’auditorium di Palazzo Blu, confermando l’ampio interesse del pubblico

Accanto al ciclo di conferenze, la rassegna cinematografica “Il tempo delle meraviglie: La Belle Époque nel Cinema” presso il Cinema Arsenale, realizzata in collaborazione con Palazzo Blu e MondoMostre, ha proposto quattro film ambientati tra fine ‘800 e inizio ‘900, offrendo prospettive diverse su un periodo di grande fermento artistico, scientifico e culturale. La rassegna, a ingresso gratuito, ha incluso titoli come Moulin Rouge! di Baz Luhrmann, The Prestige di Christopher Nolan, Dilili a Parigi di Michel Ocelot e il documentario Lumière! La scoperta del cinema di Thierry Frémaux, permettendo al pubblico di esplorare le atmosfere, i sogni e le contraddizioni della Belle Époque attraverso lo sguardo della settima arte. Per l’occasione, i partecipanti hanno ricevuto un coupon per l’accesso alla mostra a tariffa ridotta nei giorni feriali.

Particolare rilievo ha avuto anche il programma educativo, che ha coinvolto oltre 15.000 studenti, con più di 600 gruppi scolastici e oltre 700 attività tra programmi didattici e visite guidate per gli adulti, confermando il valore formativo del progetto e la sua capacità di avvicinare pubblici diversi alla storia dell’arte e alla cultura europea dell’Ottocento.

Promossa dalla Fondazione Palazzo Blu e organizzata da MondoMostre con il contributo di Fondazione Pisa, la mostra si è distinta come un progetto espositivo di ampio respiro scientifico e divulgativo.

Con BELLE ÉPOQUE, Palazzo Blu conferma il proprio impegno nella realizzazione di progetti espositivi originali e di respiro europeo, capaci di offrire una lettura ampia e articolata, mettendo in relazione la produzione artistica con il contesto storico, sociale e culturale che ne ha definito linguaggi, immaginari e trasformazioni.


Nicoletta Curradi