sabato 7 marzo 2026

La terza edizione del Premio “David Rivelazioni Italiane - Italian Rising Stars”

 



Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Ludovica Nasti, Emanuele Maria Di Stefano, Alma Noce, Gianmarco Franchini sono i vincitori della terza edizione del premio  “David Rivelazioni Italiane - Italian Rising Stars”


La premiazione si è tenuta la sera del  6 marzo a Palazzo Medici Riccardi alla presenza delle istituzioni e di Piera Detassis, la presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello


Firenze è tornata ad essere la capitale del cinema italiano, con la terza edizione dei “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars”, riconoscimento ideato e proposto da Fondazione Sistema Toscana con l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, la cui cerimonia di consegna si è svolta la sera del 6 marzo, a Palazzo Medici Riccardi.


Il riconoscimento cinematografico è volto alla valorizzazione di sei giovani attori, under 28, selezionati per diventare i nuovi ambasciatori - in ambito nazionale e internazionale - del cinema italiano. I vincitori della terza edizione dei “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars” sono Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Ludovica Nasti, Emanuele Maria Di Stefano, Alma Noce, Gianmarco Franchini: nelle loro mani sono stati consegnati gli speciali “Davidini”, riproduzioni in scala dell’originale statuetta del Premio David di Donatello.


La cerimonia di premiazione si è tenuta alla presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, della sindaca del Comune di Firenze, Sara Funaro, dell’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini e della presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Piera Detassis.

 

I vincitori dell’edizione 2026 dei “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars”, sono stati scelti per la qualità del loro lavoro  da Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il Consiglio Direttivo composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Francesca Cima, Edoardo De Angelis, Giuliana Fantoni, Francesco Giambrone, Valeria Golino, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Francesco Ranieri Martinotti e Alessandro Usai.


La  preselezione è stata realizzata dall’Unione Italiana Casting Director U.I.C.D. in dialogo con le associazioni di agenti A.S.A. e L.A.R.A. “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars” è pertanto frutto della collaborazione tra le varie e importanti professioni dell’industria del cinema.

Il premio è organizzato da Fondazione Sistema Toscana con l’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, sotto l’egida del Ministero della Cultura e con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

 

Le tre attrici e i tre attori vincitori stanno partecipando in questi giorni alla residency a loro riservata, a Firenze, seguendo un percorso di alta formazione accompagnati da una serie di mentori che hanno messo loro a disposizione l’esperienza e la professionalità maturate in diversi ambiti professionali e artistici: fra questi, la nota attrice Paola Minaccioni; Paolo Mereghetti, critico del Corriere della Sera e autore del celebre “Dizionario dei film”; Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca; Francesca Medolago Albani, segretaria generale di Anica Academy; Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, creatore del Centro Nazionale di Produzione a lui intitolato. 


«L'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello è particolarmente onorata della prestigiosa collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana, la Regione Toscana e  tutte le istituzioni», dichiara Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello. «È da sempre un nostro sogno quello di poter consegnare i premi nei luoghi originali del capolavoro di Donatello, ed è particolarmente significativo che questa possibilità si realizzi con il riconoscimento “David Rivelazioni Italiane - Italian Rising Stars” dedicato ai nuovi talenti del cinema italiano. L'Accademia sposta così, sempre di più,  il proprio focus sui talenti futuri e sui nuovi pubblici e questo riconoscimento, simboleggiato dagli ormai celebri “Davidini", riproduzioni in scala del premio principale, ne è il segno tangibile.  Un grazie particolare, infine, al Ministero della Cultura per il costante sostegno e a tutto il Consiglio Direttivo del David».

 

«Sono orgoglioso che proprio qui in Toscana questi giovani talenti del cinema nazionale ricevano, magari per la prima volta, un riconoscimento del loro valore artistico e del loro lavoro», ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani. «La Regione Toscana infatti crede fortemente nel potenziale dei giovani e nella necessità di incoraggiarli, con strumenti concreti, a coltivare le loro capacità. Così come crede nel cinema come veicolo di cultura e settore strategico, in grado di esprimere sul nostro territorio realtà e professionalità di alto livello, da valorizzare con risorse ed interventi, come dimostrano l’impegno in progetti come Manifatture Digitali Cinema e le sovvenzioni alle produzioni. Ecco perché sosteniamo con entusiasmo il premio “David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars”, che mette insieme l’attenzione per il settore audiovisivo e quella per i giovani. Con l’augurio ai nuovi talenti premiati oggi che la Toscana rappresenti per loro un trampolino di lancio per una carriera ricca di successi in Italia e oltre».


«La Toscana», ha detto l’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, «continua a investire con convinzione sui giovani talenti e sulla valorizzazione del cinema italiano. Il premio David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars giunto quest’anno alla terza edizione, rappresenta un’occasione preziosa per sostenere nuove generazioni di attori e attrici e per rafforzare il ruolo di Firenze e della Toscana come luoghi di produzione culturale, creatività e formazione. Iniziative come questa dimostrano quanto sia importante fare sistema tra istituzioni e realtà del settore per promuovere il nostro cinema anche a livello internazionale- La Toscana ancora una volta è protagonista e vuole giocare un suo ruolo nel cinema».


«Con questa iniziativa, che sosteniamo con convinzione, Firenze si conferma una città che crede nei giovani talenti e nella cultura come leva di crescita collettiva», ha detto la sindaca di Firenze, Sara Funaro. «La terza edizione dei ‘David Rivelazioni Italiane – Italian Rising Stars’, organizzata da Fondazione Sistema Toscana e Accademia del Cinema Italiano, è un’occasione unica per valorizzare le nuove generazioni del cinema e rafforzare il legame tra la nostra città e il mondo dell’audiovisivo. Firenze grazie alla sua storia, ai grandi festival, alla sua tradizione dimostra ancora di essere un punto di riferimento per il cinema italiano ma anche un luogo dove creatività e formazione possono incontrarsi e crescere insieme».


«Firenze torna a essere, con orgoglio, la capitale italiana del cinema. Come Amministrazione comunale abbiamo voluto dare seguito a una tradizione che da tre anni ha ritrovato la sua casa naturale nella nostra città, grazie a un progetto dedicato alle nuove generazioni», ha detto l'assessore alla cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini. «Il legame tra Firenze e i Premi David di Donatello ha radici profonde e, attraverso l’iniziativa ‘Italian Rising Stars’, si rinnova: il nostro sostegno a questo riconoscimento, promosso insieme alla Fondazione Sistema Toscana e all’Accademia del Cinema Italiano, testimonia la volontà di Firenze di essere custode di una grande storia cinematografica e contemporaneamente laboratorio attivo per i nuovi talenti. Ai sei giovani vincitori va il nostro augurio affinché questa tappa fiorentina sia il trampolino di lancio per una carriera straordinaria».


Nicoletta Curradi 

martedì 3 marzo 2026

Firenze celebra i 130 anni della nascita del Mice:

 


Dalle origini del turismo congressuale al futuro dell’industria degli eventi


 

  Una giornata celebrativa per ripercorrere le origini e tracciare il futuro del sistema congressuale internazionale. Si è svolto oggi al Palazzo degli Affari di Firenze l’evento organizzato da Firenze Fiera e Fondazione Destination Florence, in collaborazione con Federcongressi e Convention Bureau Italia, per celebrare i 130 anni dal primo congresso della storia contemporanea, svoltosi a Detroit il 19 febbraio 1896.


La storia del turismo congressuale moderno affonda le sue radici proprio in quell'anno, quando nacquero il primo congresso, che si tenne all’Hotel Cadillac di Detroit, e il primo Convention Bureau del mondo, la Detroit Convention and Businessmen’s League, esperienza pionieristica che segnò l’avvio di un modello organizzato di attrazione e gestione dei grandi eventi congressuali. Da allora il settore della meeting industry è cresciuto fino a diventare uno dei motori più dinamici dell’economia globale, capace di offrire grandi opportunità strategiche nel campo economico e culturale, generare relazioni internazionali e contribuire allo sviluppo delle città e dei territori.


 


Firenze è oggi una delle destinazioni congressuali più importanti e richieste in Italia e nel mondo, grazie al lavoro sinergico fra le varie istituzioni e alla esclusività delle sedi del suo quartiere fieristico-congressuale: la Fortezza da Basso, Villa Vittoria (sede del Palazzo dei Congressi fino dal 1969) e il ristrutturato Palazzo degli Affari, strutture gestite da Firenze Fiera che coniugano la bellezza di un patrimonio immobiliare unico al mondo con un’ottima logistica e infrastrutture tecnologiche d’avanguardia. Il settore congressuale è in crescita e rappresenta un turismo di qualità, programmabile con largo anticipo, di cui è quindi facile prevedere i flussi. Firenze è particolarmente attrattiva: è stato stimato che in media nei congressi ospitati nel territorio arrivi circa il 20% in più di delegati.


 


All’evento celebrativo hanno partecipato il presidente di Firenze Fiera Lorenzo Becattini, Laura Masi, presidente Fondazione Destination Florence, Carlotta Ferrari, Direttore Fondazione Destination Florence, Gabriella Gentile, presidente Federcongressi, Tobia Salvadori, Direttore Convention Bureau.


 


Sono intervenuti per un saluto istituzionale anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ha sottolineato l’importanza del settore congressuale come uno degli asset strategici più rilevanti per la Toscana e l’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo, Fiere e congressi del Comune di Firenze, Jacopo Vicini.


 


Durante l’evento celebrativo sono state premiate due figure fiorentine di spicco del sistema congressuale italiano ed internazionale fin dalla nascita del Palazzo dei Congressi: Anna Rita Bonamici e Maria Cristina Dalla Villa, fondatrici rispettivamente di OIC Group ed Enic, due delle principali agenzie di organizzazione eventi insieme a Andrea Torricelli, figlio dell’Avv. Raffaello Torricelli, primo presidente dell’Azienda Autonoma per il Turismo di Firenze che acquistò Villa Vittoria per trasformarla nel Palazzo dei Congressi.


 


“Fu Milton J. Carmichael, giornalista del Detroit Journal, il primo a scrivere, nel febbraio 1896, un articolo sul valore strategico dei congressi per la promozione business della città, ha dichiarato Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera. “Celebrare nei nostri spazi a 130 anni di distanza la nascita del Mice significa dunque riconoscere la forza di un comparto che ha saputo evolversi insieme alla società. Firenze è stata e vuole continuare ad essere un laboratorio di innovazione nel sistema congressuale. Questa giornata rappresenta non solo un momento celebrativo ma anche un’occasione di confronto tra istituzioni, operatori, accademici e stakeholder per costruire una visione condivisa del congressuale dei prossimi decenni”.


“Firenze Fiera – ha concluso Becattini - con Federcongressi, Fondazione Destination Florence e Convention Bureau Italia si conferma protagonista di una storia lunga 130 e pronta a scrivere il prossimo capitolo dell’industria congressuale internazionale”.


 


“Il settore congressuale – ha aggiunto Laura Masi, presidente di Fondazione Destination Florence – ha la capacità di mettere in circolo conoscenze, competenze e relazioni che vanno ben oltre la durata di ogni singolo evento: è un’infrastruttura immateriale che rafforza la vocazione internazionale di un territorio e ne alimenta il posizionamento nei circuiti scientifici, accademici e imprenditoriali. Ma c’è di più. In un’epoca in cui le destinazioni sono chiamate a governare con attenzione i flussi turistici per far sì che convivano al meglio con la vita di residenti e city users, il comparto congressuale rappresenta uno strumento di equilibrio: programmabile, distribuito nel corso dell’anno, capace di attivare filiere qualificate e di dialogare con il sistema universitario e produttivo locale”.


Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 2 marzo 2026

Dal 5 marzo la nuova stagione di BREVISSIME

 BREVISSIME

Lezioni di storia delle arti 

a cura di Centro Di Edizioni


Al Museo Bardini dal 5 marzo 2026 parte

la  stagione primaverile delle Brevissime


ROTTURA.

MOMENTI, FIGURE E MATERIALI 

CHE HANNO DEVIATO IL CORSO DELLA STORIA


5 marzo - 21 maggio 2025

il Museo Stefano Bardini

(piazza de’ Mozzi 1, Firenze). 


La stagione primaverile 2026 di Brevissime. Lezioni di storia delle arti si terrà, come la precedente, al Museo Stefano Bardini, in collaborazione con i Musei Civici Fiorentini.


Il titolo di quest’anno, Rottura. Momenti, figure e materiali che hanno deviato il corso della storia, attraversa l’intero programma: dai libri che cambiano l’immagine del cosmo alle opere trasformazioni del passato. Ringrazio l’associazione ‘Brevissime Ets’ e i Musei Civici per questa proposta che conferma Firenze come laboratorio pulsante di divulgazione culturale di alto livello." 


Si apre con Michele Dantini - Non rottura. Controstoria dell’arte italiana del secondo Novecento (5 marzo), ordinario di Storia dell’arte contemporanea all'Università per Stranieri di Perugia, che esordisce con una “non rottura”, interrogando il rapporto tra discontinuità politiche e persistenze della memoria, nel secondo Novecento italiano, in particolare nelle opere di Fontana e Burri.


Filippo Camerota - La fine del mondo antico: Galileo e il nuovo mondo celeste (12 marzo), direttore scientifico del Museo Galileo di Firenze, racconta la frattura introdotta dal Sidereus Nuncius di Galileo, libro che nel 1610 infranse l’antica immagine del cielo.


Aldo Galli - Terracotta. Tra memoria dell’antico e ornamento domestico (26 marzo), ordinario di Storia dell’arte moderna dell'Università di Trento, affronta la rinascita quattrocentesca della terracotta, materiale che contribuì a una “democratizzazione” della scultura.


Thomas C. Salomon - Bernini e la rivoluzione del Barocco (2 aprile), direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, dedica la lezione al genio innovatore di Bernini e al suo sodalizio con il Pontefice Urbano VIII che portò lo scultore a divenire architetto, pittore, artista universale e regista di quel linguaggio figurativo passato alla storia come Barocco.


Claudio Paolini - In “toletta di guerra”. Firenze 1940-1943 (16 aprile), direttore scientifico della Fondazione Roberto Longhi, ricostruisce la Firenze durante la Seconda Guerra Mondiale e le strategie adottate per salvaguardare il patrimonio artistico, smentendo definitivamente la diffusa convinzione fiorentina di essere al riparo dalle devastazioni del conflitto.


Camilla Pietrabissa - Il paesaggio, un genere moderno (23 aprile), storica dell’arte e docente all’Università IUAV di Venezia, indaga le implicazioni culturali e politiche del paesaggio come genere moderno.


L’avvocatessa e storica americana Michèle K. Spike - Tre donne per Firenze (7 maggio) racconta il ruolo decisivo di tre donne nella storia di Firenze: Matilde di Canossa, Maria di Nazareth e Anna Maria Luisa de’ Medici.


L’archeologo, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo - Uno squarcio di luce nuova: Fidia e l’arte partenonica - la nascita del “classico” (14 maggio) conduce alla nascita del “classico” con Fidia e il Partenone.


Chiude Alessandro Morandotti - Caravaggio e la nascita di una nuova tradizione figurativa (21 maggio), docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Torino, con Caravaggio e la fondazione di un nuovo linguaggio figurativo.



 

Brevissime è un’iniziativa della casa editrice Centro Di focalizzata sulla divulgazione di argomenti che riguardano le arti ‒ pittura, scultura, architettura, arti decorative, design, fotografia, storia del paesaggio, musica, costume e moda.

Lo scopo principale è quello di divulgare la conoscenza delle arti a un pubblico di non addetti ai lavori, veicolando contenuti di alto livello con un linguaggio accessibile: un modo fuori dal mondo strettamente accademico e istituzionale specializzato nella formazione, ma a esso collegato anche attraverso gli eccezionali docenti invitati a partecipare.


L’Associazione Brevissime ETS nasce nel 2023 per trasformare il progetto lanciato nel marzo 2022 in una missione senza scopo di lucro: quella di creare una comunità nazionale e internazionale, con persone di ogni genere e identità che condividano l’interesse per la storia del patrimonio culturale come veicolo di crescita personale e sociale diventandone, a loro volta, ambasciatori appassionati.



I biglietti sono acquistabili SOLO online a questo link:

https://www.eventbrite.it/o/brevissime-lezioni-di-storia-delle-arti-71203569263

 


Per maggiori informazioni sulle lezioni:

https://www.brevissime.org/stagione-primavera-2026


Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 27 febbraio 2026

Presentato il progetto di ExCelle San Gimignano

 



Regione Toscana, Comune di San Gimignano e Opera Laboratori presentano il progetto di rigenerazione dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico e la nuova identità visiva


Nel centro storico di San Gimignano prende forma uno dei più ambiziosi progetti di rigenerazione urbana e culturale in Italia: ExCelle San Gimignano, il nuovo nome che accompagnerà la rinascita dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico, uno dei complessi architettonici più rilevanti all’interno delle mura storiche della “città delle torri”, Patrimonio Mondiale UNESCO. 

Il progetto, guidato e finanziato da Opera Laboratori, rappresenta il primo project financing italiano nel settore culturale, un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato che vede protagonisti la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, proprietari del complesso.  

«Si tratta – spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - di un’area molto vasta, che con i suoi circa 13.000 metri quadrati di superficie interessa un decimo di tutto il centro storico. In questo ex convento di San Domenico è passata la storia. Qui venivano Girolamo Savonarola e Dante, poi è stato un carcere e infine a lungo abbandonato. Poi, grazie al progetto voluto dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Marrucci e finanziato molto volentieri anche dalla Regione Toscana, entro la primavera del prossimo anno sorgeranno un museo, uno spazio espositivo e altro ancora. Insomma, a San Gimignano verrà realizzato un complesso polifunzionale che avrà una capacità di attrazione pari a quella delle torri che l’hanno resa famosa nel mondo. E come Regione contribuiamo volentieri alla realizzazione di questa nuova eccellenza toscana». 

Con un investimento complessivo di 25 milioni di euro e una concessione della durata di 69 anni, l’intervento mira ad andare oltre la semplice conservazione del bene: ExCelle San Gimignano diventerà una “città nella città”, uno spazio aperto, permeabile e vivo, dove cultura, arte, spiritualità, ospitalità ed enogastronomia convivono in un’esperienza immersiva e contemporanea. 

«ExCelle – spiega Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano - è un progetto di grande importanza per la nostra comunità, ma direi per tutta la Val d’Elsa e per la Toscana. Dopo decenni di chiusura, il Complesso di San Domenico torna ad aprirsi a cittadini e visitatori: non recuperiamo solo un edificio, ma restituiamo alla città una parte fondamentale della sua anima. Parliamo di circa il 10% dell’edificato del centro storico UNESCO: un patrimonio immenso che torna fruibile e che amplia il centro storico come luogo fisico e come spazio di relazioni e di confronto. È un progetto culturale, urbanistico e sociale insieme, realizzato con la Regione Toscana e valorizzato dal partenariato pubblico-privato grazie all'investimento di Opera Laboratori. Da luogo chiuso ExCelle diventerà spazio aperto di incontro, memoria e socialità affacciato sulle torri simbolo della città e sulla Val d'Elsa». 

Il 29 gennaio 2024 ha segnato l’avvio ufficiale del cantiere, che restituirà alla collettività oltre 13.000 mq, pari a circa il 10% del centro storico cittadino. La riapertura è prevista per la primavera del 2027. 

«La sfida è enorme – precisa Beppe Costa presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori - trasformare un luogo complesso, stratificato e carico di memoria in uno spazio contemporaneo, accessibile e funzionale, senza tradirne l’identità. ExCelle nasce da un lavoro profondo di ascolto dell’architettura e della storia, traducendo il passato in un’esperienza attuale, capace di parlare a pubblici diversi, italiani e internazionali. Con ExCelle, San Gimignano amplia il proprio centro storico, creando una nuova polarità culturale che rafforza il dialogo tra patrimonio, innovazione e comunità. Ogni gesto che stiamo facendo prepara uno spazio nuovo: dal silenzio nascerà un museo di visioni; dove c’era chiusura abiterà la cultura».

ExCelle: un nome che racconta una trasformazione

Il nuovo nome ExCelle non sostituisce la storica denominazione di San Domenico, ma lo trasforma fino a farlo diventare strumento di comunicazione internazionale. Un nome potente che racchiude in sé la memoria del luogo e la sua evoluzione: dall’ex convento, all’ex carcere, ciò che in passato è stata la struttura con le sue “celle” monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza. ExCelle rappresenta la rinascita, l’eccellenza, l’esperienza ma anche l’apertura al resto della città e al turismo internazionale che vive ogni giorno la Toscana e San Gimignano. Un gioco fonetico e concettuale che restituisce identità a un luogo un tempo chiuso, oggi pronto ad aprirsi al mondo come hub culturale contemporaneo, capace di dialogare con il pubblico italiano e internazionale. Il passato non viene cancellato: viene reinterpretato, reso vivo, accessibile in uno spazio dove convivono arte, ospitalità e territorio.

Il progetto: ambienti e visione

Gli spazi storici – celle monastiche, ambienti carcerari, chiostro, camminamento di ronda e ipogei – vengono reinterpretati in chiave moderna, nel rispetto dell’identità architettonica e materica del complesso nel progetto a cura dello studio ArDeMo e realizzato da Setten Genesio. 

Tra le principali funzioni previste:

spazi museali e un Digital Art Museum ipogeo con installazioni immersive temporanee

un’area eventi all’aperto nell’ex ora d’aria, con una capienza fino a 2000 posti

spazi per convegni, mostre e associazioni

percorsi panoramici e nuovi spazi pubblici di relazione

una struttura ricettiva esperienziale con 70 posti letto, ricavati nelle ex celle del convento

una residenza d’epoca con suite

botteghe artigianali e libreria

aree dedicate ad AgriFood, AgriBar e ristorazione, con prodotti a filiera corta

Il progetto architettonico e di interior design si fonda su una ricerca di semplicità come chiave di autenticità: superfici in calce, velature pigmentate, materiali naturali come cocciopesto, quercia antica, resina, sisal e corten dialogano con arredi d’epoca e creazioni contemporanee, in un equilibrio che lascia spazio anche al vuoto, alla luce e al silenzio.

Un nuovo spazio urbano aperto al futuro

ExCelle San Gimignano si configura come un nuovo quartiere culturale, capace di ampliare simbolicamente la città e di offrire nuove occasioni di fruizione, incontro e produzione culturale, attivando un turismo più consapevole e qualificato. Un luogo che non cancella il passato, ma lo rende vivo, accessibile e condiviso.

Un ex luogo chiuso, ora aperto al mondo.

IL PROGETTO

ExCelle San Gimignano è il progetto di rigenerazione urbana e culturale che restituirà nuova vita all’ex convento ed ex carcere di San Domenico, nel cuore del centro storico di San Gimignano, Patrimonio Mondiale UNESCO. Guidato da Opera Laboratori, il progetto rappresenta il primo project financing italiano nel settore culturale, un modello innovativo di collaborazione pubblico-privato che coinvolge la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, proprietari del complesso. L’intervento interessa oltre 13.000 mq, pari a circa il 10% del centro storico cittadino.

Avvio lavori: 29 gennaio 2024

Investimento complessivo: 25 milioni di euro

Riapertura prevista: Primavera 2027

Durata concessione: 69 anni

IL LUOGO

Se esiste un luogo che racconta l’anima più profonda di San Gimignano, è il complesso di San Domenico. Le prime frequentazioni del colle risalgono all’età etrusca. Nel Medioevo qui si insedia il potere vescovile, con la chiesa di Santo Stefano in Canova e una residenza fortificata. Dopo la sottomissione di San Gimignano a Firenze nel 1353, l’area viene destinata alla costruzione del convento domenicano. Nasce così un complesso articolato attorno a un grande chiostro, progressivamente ampliato tra XIV e XVI secolo, arricchito da opere pittoriche legate alle scuole senese e fiorentina. Nel 1787 il convento viene soppresso. Dal 1833 il complesso diventa carcere, funzione mantenuta fino al 1995. Le celle monastiche si trasformano in spazi di detenzione; il camminamento di ronda diventa presidio di controllo. Nel 1990 il centro storico di San Gimignano entra nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Dal 1995 il complesso resta silenzioso. Oggi, dopo decenni di abbandono, il San Domenico con il nome di ExCelle San Gimignano torna a essere spazio pubblico, culturale e produttivo.

LA NUOVA IDENTITÀ VISIVA

ExCelle è il nome che accompagna la rinascita contemporanea del San Domenico senza sostituirne l’identità storica. 

EX l’ex convento, l’ex carcere, il passato

CELLE le celle monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza

ExCelle la rinascita: eccellenza, esperienza, apertura

Un luogo un tempo chiuso che oggi si apre al mondo come hub culturale contemporaneo.


SCHEDA TECNICA

DATI GENERALI

Superficie complessiva: 13.000 mq

Posti letto totali: 70

Camere: 25

Capienza area eventi esterna: fino a 2.000 persone

CONCEDENTE

Regione Toscana

Comune di San Gimignano

CONCESSIONARIO

Opera Laboratori

PARTNER

Progettazione Architettonica: Studio ArDeMo

Impresa Esecutrice: Setten Genesio

SITO WEB

excellesangimignano.it


Nicoletta Curradi 

giovedì 26 febbraio 2026

Making light, le opere di Simone Garofalo negli spazi delll'Hotel Palazzo Castri 1874 a Firenze


Dal 26 gennaio 2026 è aperta la mostra Making lisght , personale dell'artista Simone Garofalo, a cura di Loredana Barillaro, allestita nelle sale di Palazzo Castri 1874, Boutique Hotel in Piazza dell'Indipendenza 7, a Firenze.


La mostra rientra nell’esigenza di Palazzo Castri 1874 - nella persona della General Manager Chiara Figini - di far diventare l’hotel un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella città di Firenze - e non solo - e nella volontà di connotare la propria brand identity attraverso i linguaggi del contemporaneo. Il progetto di Palazzo Castri 1874 mira pertanto ad ospitare artisti di talento che hanno così la possibilità di esibire il loro lavoro ad un pubblico internazionale.


Come afferma la curatrice Loredana Barillaro,

“Making Light” è l’atto del costruire, del fabbricare. E Simone Garofalo lo fa con una grande attenzione ai materiali, realizzando lavori che parlano di luce e di spazio. 


Spazi che a tratti si fanno costellazioni, puntellate da elementi che richiamano la sua indole di designer.


Egli ci narra del mito di Dedalo, di Icaro, ma anche di Simone Martini e della pittura del Trecento toscano, mediante l’uso copioso delle superfici oro, così propense a irradiare calore ed energia, assieme al formato tondeggiante che, talora, richiama alla mente il desco tipico dell’epoca rinascimentale, se pensiamo alla luce come nascita e dono. Il riferimento al mito si fa testimone anche della frammentazione tipica della contemporaneità, nelle sue infinite contraddizioni, all’interno di una pittura astratta che diviene manifesta volontà di lasciare il segno.


Frammentazione come ferita, ma una ferita che è al contempo rinascita, in fondo non sappiamo se quello che abbiamo davanti sia stia formando o disgregando, gli elementi “altri” che l’artista posa con garbo sulle superfici sono la traccia che può indicare là dove il suo sguardo volge, che sia pittura, materia densa e concreta, o che sia acquerello, leggero e impalpabile. Ma la tavolozza su cui Simone Garofalo agisce con un fare a volte lieve talaltra più intenso, realizza atmosfere che ricordano intenzionalmente anche le ninfee di Monet, così come la geometria di Kandinskij.


Nell’incontro con la contemporaneità Simone Garofalo - nel superare la bidimensionalità delle superfici piane - costruisce “scatole luminose” in cui il neon led sposa la foglia oro e il legno antico, e in cui il simbolo dell’infinito richiama alla mente la riflessione sull’avanzare del tempo, sulla complessità di un concetto che da epoca immemore si pone al centro dell’arte, della scienza, della filosofia. Il tempo che, nel suo fluire, non si può contenere o arrestare. 


Cerchi, punti, linee ondulate su tonalità di blu, di verde, di oro. Blu come il mare, il cielo, le notti stellate, blu come la bellezza dei soffitti affrescati dai maestri del passato, blu come il manto della Vergine. Il verde, che richiama l’elemento naturale nelle sue molteplici componenti, sviluppa il tema del ricordo, il ricordo della campagna, di un mondo bucolico costellato da farfalle e api che si contrappone ad una contemporaneità in cui la natura diventa artificio e finzione. L’oro così prezioso nel farsi luce, nel farsi evocatore di spazio, di un luogo che si dilata, che respira e si fa specchio. Ma Simone Garofalo sceglie anche la profondità del nero, un colore capace di farsi potenza nella sovrapposizione di piani polimaterici in cui, evidentemente, spiritualità e conoscenza si fondono. 


L’artista dunque si muove su più fronti, alla ricerca di un percorso in cui il bisogno di “creare” si fa impellente, un percorso in cui, ancora una volta, è la luce - quale concetto dal plurimo significato - a determinare il passo, ad interpretare una sinfonia, a farsi luogo privilegiato in cui fermarsi e ascoltare.

Per info:

Palazzo Castri 1874

Piazza dell’Indipendenza 7, Firenze

www.palazzocastri.com - welcome@palazzocastri.com

Nicoletta Curradi 

mercoledì 25 febbraio 2026

Il 1951,quando Firenze divenne capitale dell'alta moda, rivive nei libri della buonanotte del Gruppo Duetorrihotels

 



Come una mamma che, prima di spegnere la luce, legge una storia al proprio bambino per accompagnarlo nel sonno, così l’Hotel Bernini Palace affida alle pagine dei Libri della Buonanotte il suo gesto più intimo di accoglienza. Nel decimo anniversario della collana editoriale del Gruppo Duetorrihotels, riscopriamo la Firenze del 1951: guidati da Eva Desiderio, un viaggio alla scoperta dell’alta moda italiana da intraprendere - una pagina alla volta - prima di addormentarsi.





 C’è un momento preciso in cui l’Italia ha iniziato a parlare al mondo attraverso la moda. Era il 1951, la location palazzo Torrigiani, e Firenze diventava la prima capitale dello stile italiano, aprendo la strada al successo internazionale del Made in Italy.


A quella stagione è dedicato “La nascita della moda italiana. Firenze 1951”, il nuovo volume dei Libri della Buonanotte del Gruppo Duetorrihotels, che sarà presentato il 4 marzo all’Hotel Bernini Palace, nel cuore storico della città. 


All’incontro sarà presente l’autrice Eva Desiderio, giornalista e firma storica del giornalismo di moda italiano che da anni racconta il sistema fashion, il Made in Italy e le sue evoluzioni industriali e culturali, con uno sguardo che intreccia analisi economica, sensibilità estetica e profondità storica.


DIECI ANNI DI STORIE SUL COMODINO


La presentazione fiorentina inaugura le celebrazioni per il decimo anniversario dei Libri della Buonanotte, la collana editoriale edita da Minerva e curata dalla storica dell’arte Beatrice Buscaroli, nata con un’idea semplice e potente: trasformare il soggiorno in hotel in un’esperienza culturale.


Da dieci anni, infatti, gli ospiti delle strutture Duetorrihotels - di cui il Bernini Palace fa parte insieme al Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona e il Bristol Palace di Genova - trovano in camera un breve racconto d’autore, lasciato sul comodino come gesto di cura e attenzione. Non un semplice omaggio, ma un invito alla scoperta dell’anima più autentica della città attraverso storie meno note, patrimoni nascosti e momenti chiave dell’identità culturale del luogo.


Quest’anno è “La nascita della moda italiana. Firenze 1951” ad arricchire la collezione di brevi racconti da assaporare nel silenzio della sera, pensati come un gentile omaggio pronto a regalare una carezza prima del sonno.


Il volume firmato da Eva Desiderio ripercorre la storica sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini nel 1951, evento che segnò l’atto di nascita del sistema moda italiano.


Attraverso uno stile elegante e documentato, l’autrice restituisce il clima di quegli anni: l’arrivo dei buyer americani, la visione imprenditoriale, la forza dell’artigianalità italiana e l’intuizione di trasformare la creatività in industria culturale. Non solo moda, ma diplomazia economica, costruzione di identità e affermazione di uno stile che avrebbe ridefinito il concetto stesso di lusso nel mondo.


La presentazione è in programma mercoledì 4 marzo alle ore 18.30 all’Hotel Bernini Palace, alla presenza di Neri Fadigati - Presidente dell’Archivio Giorgini di Firenze e nipote di Giovanni Battista Giorgini - che dialogherà con l’autrice.


Questo evento - che si inserisce in un progetto di promozione territoriale che vede la collaborazione di Toscana Promozione Turistica e il supporto tecnico 

di Fondazione Destination Florence per l’organizzazione del press tour - è aperto al pubblico, fino a esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione alla 

mail berninipalace@secnewgate.it.


Durante la serata ci sarà il vernissage della mostra “La moda scolpita. Storie in marmo di Emir Kamis”, a cura di Federico Poletti.


Firenze, Hotel Bernini Palace


È un palazzo ottocentesco dalla storia antica quello che ospita l’Hotel Bernini Palace. Se ne ha notizia già nel Trecento, quando era proprietà di una ricca famiglia ricordata anche da Dante nel Paradiso. Adibito ad albergo per secoli, come testimonia il loggiato del XVI secolo che oggi ospita il ristorante La Chiostrina, ebbe il suo massimo splendore negli anni in cui Firenze fu capitale del Regno d’Italia sia per il suo fascino che per l’inarrivabile vicinanza a Palazzo Vecchio. Frequentato da deputati e senatori, l’hotel era infatti al centro di intrighi e vicende politiche. Lo ricordano i tondi affrescati che decorano la Sala Parlamento, oggi sala colazioni, impreziosita dai ritratti di Garibaldi, Cavour, Gioberti e altre personalità del Risorgimento. 


GRUPPO DUETORRIHOTELS


Fanno parte del gruppo Duetorrihotels, quattro hotel ospitati in altrettanti palazzi storici nel cuore delle principali città d’arte italiane, insieme al Santa Barbara, business hotel a San Donato Milanese, e il budget hotel Alga a Milano. Il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” *****L di Bologna, il Due Torri Hotel*****L di Verona, l’Hotel Bernini Palace***** di Firenze e l’Hotel Bristol Palace***** di Genova custodiscono, al loro  interno, veri e propri capolavori. Da anni il gruppo porta avanti un’opera di restyling di questo inestimabile patrimonio, valorizzandolo come parte dell’eredità storico-artistica del territorio. Il gruppo, tra i leader dell’hôtellerie e dello stile italiano, unisce alla capacità di leggere le necessità e i desideri di ogni cliente, una spiccata vocazione internazionale. Tutti gli hotel del gruppo partecipano attivamente alla vita culturale delle più incantevoli città d’arte d’Italia, organizzando eventi, iniziative e mostre. 


Nicoletta Curradi

martedì 24 febbraio 2026

I nuovi spazi di POLYTROPON Arts Centre aprono con Alfredo Pirri

 

Dal 1° marzo al 21 giugno, n l’opera ambientale site-specific “Quello che avanza” di Alfredo Pirri celebra l"avvio di Polytropon  Arts Centre




Il Polytropon Arts Centre, situato in un ex complesso industriale a San Francesco (Pelago) lungo il fiume Sieve, è un progetto realizzato con il patrocinio dei Comuni di Pelago e Pontassieve. Fortemente voluto dall’architetta Maria Papadaki Badanjaki che, insieme al Presidente Claudio Cantella, ha affidato la direzione artistica ad Andrea Cavallari.

www.polytropon-arts.org 

 

Quello che avanza prende forma come “residuo attivo”: ciò che rimane dopo un processo ma che, proprio per questo, continua a generare senso. L’installazione si compone di una serie di cianotipie che trasformano l’ambiente in un campo percettivo dove lo scorrere del tempo deposita le sue tracce, proprio come il fiume che scivola regolare oltre le finestre di Polytropon.


Pirri utilizza la cianotipia – tecnica storicamente legata alla registrazione della luce – come strumento di riflessione sulla conservazione e l’alterazione dell’immagine. Il suo blu intenso, con cui lo spettatore si trova a confronto, trattiene lo sguardo e lo cattura. È il colore di una memoria che ha rinunciato alla forma compiuta per farsi traccia e impronta. 

Dei 144 fogli realizzati da Pirri, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui, mentre 14 sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e astrazione, evocando forme vegetali che rimandano alle sperimentazioni ottocentesche di Anna Atkins. Il titolo suggerisce una duplice direzione: quello che resta dai processi di lavorazione, ma anche quello che si fa avanti grazie ad essi. L’installazione guarda al passato senza nostalgia, trattando ogni residuo come il seme di un possibile futuro. 


In dialogo ideale con le cianotipie, le opere della serie ARIE introducono una dimensione di materia instabile, sospesa tra peso e leggerezza. Realizzate con piume, pigmenti, plexiglas e cristallo, queste opere si offrono come fotogrammi immobili di un movimento invisibile: superfici attraversate da luce e colore che mutano con lo spostarsi dello sguardo. Qui l’immagine non è mai definitiva, ma sempre in bilico tra presenza e dissoluzione. Nel loro insieme Quello che avanza e ARIE configurano uno spazio in cui il visitatore è invitato a sostare e a misurare il tempo con il proprio corpo e respiro. È un luogo in cui il residuo e la rovina – ciò che apparentemente resta ai margini – trovano una nuova, vibrante possibilità di esistenza.


Con questa installazione Pirri torna in Toscana per confrontarsi con l’archeologia industriale e il paesaggio fluviale della Sieve, un intervento che sottolinea la sua capacità di decentrare l’arte contemporanea, portandola fuori dai grandi musei per rigenerare luoghi di produzione storica e trasformarli in nuovi presidi poetici. Attorno all’intervento di Pirri, si svilupperà una stagione multidisciplinare dinamica: un intreccio di performance musicali, azioni teatrali e incontri pensati per connettere la comunità locale con le avanguardie internazionali.

(vedi programma).

 


Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) è un artista italiano tra i più rilevanti della scena contemporanea, noto per una pratica che attraversa pittura, installazione, architettura e intervento nello spazio pubblico. Il suo lavoro indaga il rapporto tra percezione, memoria e spazio, trasformando luoghi espositivi e urbani in ambienti esperienziali che mettono l’equilibrio tra visione e presenza fisica. Le sue opere, spesso caratterizzate dall’uso di materiali riflettenti, superfici instabili e architetture temporanee, invitano il pubblico a un’esperienza immersiva e a una riflessione sullo statuto dell’immagine e dello spazio condiviso.


Pirri ha realizzato numerosi progetti site-specific in musei e istituzioni internazionali, tra cui: Palazzo Boncompagni, Bologna (2025); GNAMC, Roma (2025); Galleria Tucci Russo, Torino (2024); Galleria z20 Sara Zanin Gallery, Roma (2022); Auditorium del Maggio Fiorentino, Firenze (2021); Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, Roma (2018); MACRO, Roma (2017); Museo Novecento, Firenze (2015); London Design Festival (2015); Palazzo Te, Mantova (2013); Project Biennial D-0 ARK Underground Konjic in Bosnia Herzegovina (2013), Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2006); Biennale dell’Avana (2001); Accademia di Francia Villa Medici, Roma (2000); MoMa PS1, New York (1999); Walter Gropius Bau, Berlino (1992); Biennale d’Arte di Venezia (1988).

ALFREDO PIRRI – Quello che Avanza 1 marzo - 21 giugno 2026

Soft opening 1 Marzo 2026 dalle ore 11:00 alle ore 19:00


Polytropon Arts Centre, Via del Molino 21 – San Francesco, Pelago (Fi)

Orari di apertura: da giovedì a domenica: 12:00 – 20:00

da lunedì a mercoledì solo su appuntamento scrivendo a: valeria@polytropon-arts.org


Durante gli eventi, apertura fino alle 23:30

Nei giorni degli spettacoli a pagamento, la biglietteria apre un’ora prima


Nicoletta Curadi