giovedì 9 aprile 2026

Firenze, nuova sede per Opi Firenze–Pistoia

 




 


Inaugurati gli spazi di via Targioni Tozzetti 26


Il presidente Nucci: «Era necessario dotarsi di una struttura moderna, capace

di supportare formazione e innovazione, ottimizzando al tempo stesso i costi»


 


 Un passo avanti per la comunità infermieristica di Firenze e Pistoia, nel segno di una maggiore efficienza organizzativa e una migliore qualità dei servizi offerti agli iscritti. È stata inaugurata oggi, mercoledì 9 aprile, in via Targioni Tozzetti 26, a Firenze, la nuova sede dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze-Pistoia. Presenti, oltre al  presidente di Opi Firenze-Pistoia, David Nucci; la presidente Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) Barbara Mangiacavalli; Nicola Draoli, consigliere del Comitato centrale Fnopi e vice presidente dell’Opi di Grosseto; il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika.


Un passaggio importante per l’ente che rappresenta gli infermieri del territorio, che da potrà contare su spazi più moderni, funzionali e adeguati alle esigenze della professione. Un investimento complessivo che si attesta intorno ai 900mila euro, di cui 480mila per l’acquisto dell’immobile e la restante parte per lavori di ristrutturazione, arredi e dotazioni tecnologiche. L’operazione è stata possibile grazie alla vendita delle precedenti sedi di via Palestrina, per complessivi 300 metri quadrati, e all’accensione di un mutuo.


«La scelta di una nuova sede nasce dall’esigenza di riunire in un unico spazio le due sedi di Firenze – spiega il presidente di Opi Firenze-Pistoia, David Nucci – ormai obsolete sia dal punto di vista degli arredi sia dell’accessibilità e non più rispondenti alle normative vigenti. Per adeguarle sarebbero stati necessari interventi molto onerosi che non avrebbero comunque risolto completamente le criticità. Con l’evoluzione della professione infermieristica, la tecnologia è diventata centrale: era quindi necessario dotarsi di una struttura moderna, capace di supportare formazione e comunicazione, ottimizzando al tempo stesso i costi».


La nuova struttura si estende su una superficie complessiva di circa 400 metri quadrati, articolata su un piano terra destinato alle attività operative e un piano seminterrato adibito a magazzino. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione e all’innovazione tecnologica: l’aula didattica, con 38 posti, è dotata di sistemi avanzati per la videoconferenza con tre telecamere, oltre a un’infrastruttura audio-video completamente cablata. Anche le due sale riunioni sono attrezzate per i collegamenti da remoto, mentre gli uffici comprendono cinque postazioni operative e una reception. La sede è inoltre conforme alle normative in materia di accessibilità, con servizi dedicati anche alle persone con disabilità.

Fabrizio Del Bimbo 

Oltre 85.000 visitatori per la mostra BELLE ÉPOQUE a Palazzo Blu di Pisa

 




15 ottobre 2025 – 7 aprile 2026 Pisa, Palazzo Blu

La mostra “BELLE ÉPOQUE. Pittori italiani a Parigi nell’età dell’Impressionismo”, che si è chiusa a Palazzo Blu di Pisa il 7 aprile 2026, è stata visitata da oltre 85 mila visitatori, confermandosi come uno dei principali appuntamenti espositivi della stagione.

Un successo per la mostra — a cura della professoressa Francesca Dini — che ha celebrato la stagione d’oro dell’arte europea attraverso lo sguardo di una generazione di artisti italiani protagonisti della scena parigina, tra cui Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi e Vittorio Corcos, in dialogo costante con figure centrali della scena internazionale come Edgar Degas, Édouard Manet, Mary Cassatt, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley e John Singer Sargent.

Con circa 100 opere provenienti da prestigiosi musei italiani e internazionali — tra cui il Musée d’Orsay, il Louvre, il Philadelphia Museum of Art, il Meadows Museum of Art di Dallas, il Detroit Institute of Arts, il Museo d’arte moderna André Malraux di Le Havre, Palazzo Te di Mantova, le Gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca Giuseppe De Nittis di Barletta e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara — oltre che da importanti collezioni private francesi e italiane, l’esposizione ha raccontato la bellezza e l’eleganza della Belle Époque, offrendo al tempo stesso una rilettura critica del ruolo degli artisti italiani a Parigi e del loro contributo alla definizione della modernità europea, in un continuo scambio con le esperienze artistiche internazionali.

Durante i mesi di apertura, Palazzo Blu ha accompagnato la mostra con un articolato public program, rafforzando il dialogo con il territorio. Il calendario, composto da sei appuntamenti – dal primo incontro di giovedì 27 novembre 2025 all’ultimo di giovedì 19 marzo 2026 – ha accompagnato l’intero periodo espositivo, esplorando i molteplici aspetti di un’epoca complessa quanto affascinante — quella della Belle Époque — in cui la pittura italiana dialoga con la scena artistica e culturale di Parigi, capitale mondiale dell’arte, del gusto, della moda e della modernità. Gli incontri – ad ingresso libero - hanno registrato un costante tutto esaurito nell’auditorium di Palazzo Blu, confermando l’ampio interesse del pubblico

Accanto al ciclo di conferenze, la rassegna cinematografica “Il tempo delle meraviglie: La Belle Époque nel Cinema” presso il Cinema Arsenale, realizzata in collaborazione con Palazzo Blu e MondoMostre, ha proposto quattro film ambientati tra fine ‘800 e inizio ‘900, offrendo prospettive diverse su un periodo di grande fermento artistico, scientifico e culturale. La rassegna, a ingresso gratuito, ha incluso titoli come Moulin Rouge! di Baz Luhrmann, The Prestige di Christopher Nolan, Dilili a Parigi di Michel Ocelot e il documentario Lumière! La scoperta del cinema di Thierry Frémaux, permettendo al pubblico di esplorare le atmosfere, i sogni e le contraddizioni della Belle Époque attraverso lo sguardo della settima arte. Per l’occasione, i partecipanti hanno ricevuto un coupon per l’accesso alla mostra a tariffa ridotta nei giorni feriali.

Particolare rilievo ha avuto anche il programma educativo, che ha coinvolto oltre 15.000 studenti, con più di 600 gruppi scolastici e oltre 700 attività tra programmi didattici e visite guidate per gli adulti, confermando il valore formativo del progetto e la sua capacità di avvicinare pubblici diversi alla storia dell’arte e alla cultura europea dell’Ottocento.

Promossa dalla Fondazione Palazzo Blu e organizzata da MondoMostre con il contributo di Fondazione Pisa, la mostra si è distinta come un progetto espositivo di ampio respiro scientifico e divulgativo.

Con BELLE ÉPOQUE, Palazzo Blu conferma il proprio impegno nella realizzazione di progetti espositivi originali e di respiro europeo, capaci di offrire una lettura ampia e articolata, mettendo in relazione la produzione artistica con il contesto storico, sociale e culturale che ne ha definito linguaggi, immaginari e trasformazioni.


Nicoletta Curradi

giovedì 2 aprile 2026

Pan di Ramerino. Il Medioevo fiorentino edizione 2026

 Festival delle Pasticcerie ha presentato 

Giovedì 2 aprile 

“Pan di Ramerino – Il Medioevo fiorentino” 

TAVOLA ROTONDA, IV edizione 

Pagina ufficiale FB e INST: “Festival delle Pasticcerie” 




LOCATION EVENTO: 

Hotel Sina Villa Medici 

Via Il Prato 48 – Firenze 


Giovedì 2 aprile, Giovedì Santo, presso l'Hotel Sina Villa Medici di Firenze (via Il Prato 48) si è svolta la 4^ edizione dell'evento “Pan di Ramerino – Il Medioevo fiorentino”: tavola rotonda enogastronomica dedicata ad uno dei prodotti tipici e storici fiorentini che – per il secondo anno di fila – sarà presente la mattina di Pasqua all'interno dei carri storici che sfileranno per il centro prima di aggiungere piazza Duomo per il tradizionale “Scoppio del carro”. 

L'eento si è svolto in due fasi. Nella prima si è parlato della storia e tradizione del pan di ramerino con gli interventi di Luciano Artusi che ha ricordato l'origine medievale e la tradizione del Giovedì Santo, Mirco Ruffilli presidente del Quartiere 1 in rappresentanza del Comune di Firenze che ha sottolineato l'importanza di mantenere vive tutte le tradizioni locali, Gabriella Mari fondatrice della storica scuola di cucina “Cordon Bleu” che ha parlato della cucina tradizionle fiorentina, Guido Guidi che ha sottolineato l'importanza e l'appeal dei prodotti fiorentini all'estero. Un saluto a distanza e un ringraziamento per l'evento sono stati espressi dall'assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze Jacopo Vicini e dal presidente del Calcio storico e del corteo storico Michele Pierguidi. 


Nella seconda parte dell'evento sono stati assaggiati i panini di ramerino delle aziende che hanno aderito all'iniziativa e i cui prodotti sfileranno domenica nei carri storici – forno Becagli, forno Monducci,forno Sorelle&Fantasia e pasticceria Cesare (Firenze), Hangar Caffè (Campi Bisenzio), biscottificio Belli Calenzano) – in abbinamento a una proposta di ben 6 etichette di vinsanto offerte dai Viticoltori di Montespertoli (Castello Sonnino, La Leccia, Podere dell'Anselmo, La Lupinella, Tenuta La Gigliola, Fattorie Parri). Il consulente enogastronomica Luca Alves, in rappresentanza dei Viticoltori di Montespertoli, ha sottolineato che “l'occasione è stata ideale per valorizzare, in abbinamento al pan di ramerino, un altro grande prodotto fiorentino e toscano della tradizione che porta con sé un grande valore simbolico di condivisione e ospitalità”. 


L'evento – che rientrava nel calendario di Vetrina Toscana agenzia della Regione Toscana – ha visto anche la presenza di giornalisti enogastronomici, guide turistiche internazionali e consoli stranieri residenti a Firenze. 

L'organizzazione è a cura di Festival delle Pasticcerie, contenitore di oltre 150 forni e pasticcerie dell'area metropolitana e dal 2005 già organizzatore di tutti i pastry contest ed eventi legati alle tradizioni fiorentine come “La miglior schiacciata alla fiorentina” (15 edizioni svolte), “La miglior schiacciata con l'uva” (9 edizioni), “Il cantuccio classico”, “Lo zuccotto fiorentino”, “Il Budino di riso”. 

Festival delle Pasticcerie desidera ringraziare: l'Hotel Sina Villa Medici e il presidente di Federalberghi Francesco Bechi per l'ospitalità, Roberto Rizzo e Luca Alves per l'ausilio nell'organizzazione dell'evento, tutti i relatori e gli ospiti per la presenza e naturalmente le pasticcerie e i forni che hanno aderito all'iniziativa. 


LA TRADIZIONE MEDIEVALE 

“Coll’olio, è arrivato il pan di ramerino: son tutto zibibbo e olio e perdono l’unto”. 

Era questo il grido dei venditori ambulanti che a inizio del secolo scorso giravano con le loro ceste piene di pan di ramerino: morbide e lucide pagnottelle realizzate con uvetta sultanina, olio evo e rosmarino (ramerino) appartenenti alla tradizione toscana dei pani dolci. 

Nato a Firenze in età Medievale (la parola “ramerino” risale al XIV secolo e di questa pianta erano piene le colline intorno alla città), si tratta di un pane “devozionale” (come ricorda il Petroni nel suo libro) ricco di simboli sacri e dai forti connotati religiosi. Già gli ingredienti sono fortemente simbolici: il rosmarino sin dall'antica Grecia è simbolo dell'immortalità dell'anima e nel Medioevo veniva considerato un amuleto scaccia spiriti maligni; l’uva rappresenta la comunione con Dio. E poi c'è quel taglio a forma di croce praticato sulla superficie... 

Legato tradizionalmente al periodo della Quaresima, si racconta che lo consumavano soprattutto i contadini che assistevano ai riti religiosi del Giovedì Santo. Solo a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, per via della grande richiesta, si è iniziato a produrlo tutto l’anno per lasciare spazio, tra agosto e settembre, a un altro pane dolce: la Schiacciata con l’uva. A conferirgli il caratteristico color ambrato è l’olio che viene spennellato sulla superficie con un rametto di rosmarino dopo la lievitazione. 

Pagina FB e INST: Festival delle Pasticcerie 

Nicoletta Curradi

lunedì 30 marzo 2026

Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi

 






A Casa Buonarroti una mostra che svela il capolavoro restaurato dedicato alla memoria del genio e al progetto celebrativo di Michelangelo Buonarroti il Giovane

Firenze, 1° aprile – 30 settembre


Dal 1° aprile al 30 settembre, la Fondazione Casa Buonarroti presenta a Firenze la mostra “Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi”, un’esposizione che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana dopo un importante intervento di restauro.


La mostra, prodotta dalla Fondazione Casa Buonarroti con Opera Laboratori, che ne ha curato anche l’allestimento, è curata da Cristina Acidini, presidente della Fondazione, e da Alessandro Cecchi, direttore della Fondazione. Il progetto di restauro è stato sostenuto dai Friends of Florence, attraverso il dono di Donna Malin ed è stato realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti. Il progetto grafico della mostra è firmato da Sillabe.


“Per la prima volta – commenta la curatrice Cristina Acidini - si può osservare da vicino, grazie al restauro di Elizabeth Wicks, un’opera singolare dal soggetto unico: nessun dipinto, infatti, raffigura la sistemazione finale di un monumento funebre, in questo caso particolarmente illustre perché dedicato a Michelangelo Buonarroti. Il restauro consente inoltre di valorizzare un artista poco noto ma di grande talento, quale fu Tiberio Titi. Anche per questo siamo grati ai Friends of Florence che hanno sostenuto l’intervento”.


L’esposizione è incentrata sul dipinto “Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce” (1618–1620) di Tiberio Titi, parte della decorazione della Galleria di Casa Buonarroti e testimonianza fondamentale del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare la memoria del grande antenato.


“Dopo Artemisia Gentileschi, Francesco Bianchi Bonavita e Anastagio Fontebuoni, è la volta adesso – precisa il curatore Alessandro Cecchi - del dipinto di Tiberio Titi nell’ambito del progetto di restauro che mira al completo recupero delle opere commissionate da Michelangelo Buonarroti il Giovane per la Galleria Buonarrotiana”.


La tela è ben documentata dai pagamenti contenuti nei taccuini di Michelangelo il Giovane conservati nell’Archivio Buonarroti: queste note di spesa consentono di datarla fra il 14 agosto 1618 e il 29 agosto 1620. Grazie ai documenti è stato altresì possibile scoprire che, già dal 19 settembre del 1615, Titi aveva ricevuto dal committente la tela montata su un telaio e con la base per la pittura già stesa; soltanto il 2 ottobre 1618, invece, gli era stato fornito il prezioso azzurro oltremare ricavato dal lapislazzuli.


Il dipinto raffigura un momento simbolico: la collocazione del busto marmoreo dell’artista sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce, avvenuta nel 1574. La scena è costruita attorno al gesto degli artigiani che sollevano il busto per collocarlo sul monumento funebre, mentre Leonardo Buonarroti con la famiglia assiste alla cerimonia. La composizione, caratterizzata da intensi contrasti di luce e ombra, rivela suggestioni caravaggesche e rappresenta un episodio di grande originalità nella pittura fiorentina del primo Seicento.


“Friends of Florence – sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda, President Friends of Florence - è lieta di far parte del progetto per il restauro di questo interessante dipinto di Tiberio Titi per il Museo di Casa Buonarroti. La donatrice Donna Malin, con il suo speciale amore per Firenze e per l’arte, rispecchia perfettamente il carattere dei nostri Benefattori e le siamo grati per il suo costante impegno a sostegno del patrimonio artistico. Ringraziamo la Fondazione Casa Buonarroti, la Presidente Cristina Acidini e il Direttore Alessandro Cecchi e siamo grati ai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti per il loro eccellente lavoro”. 


Il restauro ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. Per oltre quattrocento anni il dipinto è rimasto fissato a faccia in giù dal soffitto della Galleria: ciò ha prodotto deformazioni evidenti e anche la superficie pittorica mostrava ampie e diffuse crettature.


La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti, tra cui la firma dell’artista, oltre a evidenziare la qualità della tavolozza e la complessità della composizione. Il dipinto è ora tensionato su un telaio interinale e la tela è stata consolidata con un adesivo naturale ricavato da un’alga giapponese purificata, utilizzata per riaggregare le fibre di cellulosa.

L’esposizione racconta, dunque, il contesto storico e culturale della commissione, legata alla figura di Michelangelo Buonarroti il Giovane, intellettuale e promotore della memoria familiare, che trasformò la casa di via Ghibellina in un luogo dedicato alla celebrazione del mito michelangiolesco. Attraverso dipinti, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi, acquistato dalla Fondazione sul mercato antiquario a fine Novecento e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico potrà seguire la nascita del progetto artistico e il recente percorso di restauro.


La mostra, grazie anche ad un video e ai pannelli che documentano dettagliatamente le fasi del restauro, offre così una nuova lettura di un dipinto fondamentale della collezione di Casa Buonarroti, restituendolo alla sua piena leggibilità e riaffermando il ruolo della casa-museo come custode della memoria e dell’eredità di Michelangelo.


L’artista


Tiberio Titi (Firenze, 24 dicembre 1573 – 10 agosto 1627) era il figlio secondogenito del celebre pittore e architetto Santi di Tito. Insieme al fratello Orazio, Tiberio fu avviato dal padre alla carriera artistica e nel 1603 ne ereditò la bottega, da cui era uscito un gran numero di dipinti di soggetto religioso caratterizzati da un grande naturalismo, in linea con i nuovi dettami del Concilio di Trento. Santi di Tito lasciò ai figli molte opere incompiute e più di settecento disegni. Tiberio, dopo un’iniziale collaborazione col padre nelle scenografie delle feste e degli apparati effimeri della corte medicea (1589 e 1598), si cimentò con successo nella produzione di ritratti di corte, ereditando dal padre il ruolo di pittore di Casa Medici. La sua fortuna di ritrattista subì un rallentamento nel 1620 a causa dell’arrivo a Firenze del pittore fiammingo Justus Suttermans che lo sostituì a partire dal 1623. Tra le opere di Tiberio Titi, oltre al dipinto della Galleria buonarrotiana, si devono ricordare l’Autoritratto delle Gallerie degli Uffizi, e diversi ritratti dei Medici o dei loro familiari, come quello di Vittoria della Rovere da piccola, anch’esso agli Uffizi.


Orario di apertura del Museo

Dalle ore 10 alle ore 16,30

La vendita dei biglietti cessa mezz’ora prima della chiusura

Chiuso il martedì e nelle seguenti festività: 1° gennaio, domenica di Pasqua, 15 agosto, 25 dicembre


Biglietti

€ 8,00 intero

€ 5,00 ridotto

€ 6,00 biglietto riservato ai partecipanti alle attività laboratoriali


Ridotto: studenti fino ai 26 anni, adulti maggiori di 65 anni, gruppi organizzati (minimo 10 persone), Soci Associazione Amici di Brera, possessori del biglietto del Complesso Monumentale di Santa Croce, soci FAI, soci Touring Club, soci Unicoop, soci Centro Turistico Giovanile.

Gratuito: bambini minori di 6 anni, soci Amici della Casa Buonarroti, soci ICOM, soci ICOMOS, soci ICCROM, guide turistiche con tesserino, giornalisti con tessera professionale, insegnanti/accompagnatori di gruppi scolastici, persone con disabilità e loro accompagnatori.

La prenotazione non è obbligatoria ma consigliata per i gruppi.

Per informazioni e prenotazioni di visite guidate ed attività rivolte a gruppi di adulti e alle scuole, scrivere una mail all’indirizzo:

fond@casabuonarroti.it


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 25 marzo 2026

A Palazzo Medici Riccardi le Buchette raccontano Il Vino e le sue Melodie

 


Mostra, incontri ed eno-concerti nelle Sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi

26 - 31 marzo 2026

ore 10.00 - 19.00 | ingresso libero


Una mostra racconta la storia, la tradizione e l’attualità delle buchette del vino, e cinque eventi eno-musicali per raccontare i paesaggi culturali del nostro Territorio attraverso il filo conduttore del Vino e della sua Musica.


“Le Buchette Raccontano. Il Vino e le sue Melodie” è il titolo della rassegna ideata dalle associazioni culturali Buchette del Vino e Chiave di Vino, in programma da giovedì 26 a martedì 31 marzo nelle Sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi (Via Ginori 14), a Firenze.


“Una sfida ambiziosa quella che ci siamo dati organizzando questa kermesse - commentano Matteo Faglia e Susanna Parretti, rispettivamente Presidenti delle Associazioni Buchette del Vino e Chiave di Vino – nata dalla comune consapevolezza che il Vino è un valore fondante della nostra cultura e, nel, contempo, uno dei più strategici fattori di promozione e sviluppo territoriale. Storia e innovazione, tradizione e modernità sono i messaggi che vogliamo comunicare per creare la consapevolezza che il nostro Territorio è un patrimonio collettivo da vivere e condividere. Con il taglio particolare delle iniziative promosse dalle nostre associazioni, vogliamo infine offrire a concittadini e turisti l'occasione di esplorare percorsi nuovi”.


Negli spazi espositivi sarà allestita una mostra immersiva, ricreando così uno spaccato di quella tradizione - esclusivamente fiorentina - voluta da Cosimo I de’ Medici per favorire la somministrazione del vino. Un percorso che accompagna il visitatore in un viaggio dal Cinquecento a oggi attraverso installazioni originali e ricostruzioni scenografiche: una cantinetta del Seicento con le sagome del vinaio e degli avventori, pannelli dedicati alle buchette fiorentine e toscane, una cornice originale in pietra e una porta storica in legno dotata di finestrino, attraverso il quale un oste in costume servirà quotidianamente il vino della cantina ospite.


Completano il percorso un’esposizione di fiaschi antichi, video clip su aspetti curiosi e poco noti dell’uso secolare dei finestrini del vino, card pop-up realizzate da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e gigantografie delle mappe delle buchette in Toscana e nel mondo. La mostra sarà visitabile a ingresso libero, dalle 10 alle 19.


Parte integrante della mostra, “Le Buchette Raccontano – Il Vino e le sue Melodie” è la proposta di cinque eventi eno-musicali a tema che intrecciano storia, musica e degustazione per offrire momenti di convivialità e di condivisione. Ogni evento prevede una specifica “storia di Vino” (a cura di un relatore), la descrizione di un vino “collegato” a quella stessa storia, la presentazione dell’azienda produttrice di quel vino (a cura del produttore), il programma musicale (a cura di giovani musicisti del Conservatorio Cherubini), la degustazione del Vino. Un “viaggio virtuale” che accompagna il visitatore a conoscere la Toscana, attraverso i suoi vini e le loro melodie, quale paesaggio culturale da vivere e condividere.


Si parte giovedì 26 marzo con Marco Passeri che celebra la figura di Cosimo III de’ Medici (e del figlio Giangastone) grazie al quale il vino toscano è diventato un valore identitario e strumento di diffusione della nostra cultura. Venerdì 27 sarà Giovanni Cipriani a raccontare Michelangelo-produttore di vino nel Chianti, attraverso la descrizione del suo celebre affresco “L’ebbrezza di Noé” all’interno della Cappella Sistina. Sabato 28 Zeffiro Ciuffoletti dedica la sua narrazione alla nascita della cucina italiana, ora patrimonio immateriale dell’umanità. Lunedì 30 Mauro Agnoletti racconta il patrimonio delle vigne urbane a Firenze. Chiude martedì 31 Massimo Seriacopi con un approfondimento su Dante e il vino, attraverso l’interpretazione di alcuni brani della Divina Commedia. Ogni evento prevede un momento musicale, eseguito da giovani musicisti del Conservatorio Cherubini e, a chiudere l’appuntamento, la degustazione del vino, somministrato attraverso la buchetta. Gli eventi sono a ingresso libero, dalle 17.00 alle 19.00.



PROGRAMMA INCONTRI ED ENO-CONCERTI


orario 17:00-19:00



giovedì 26 marzo

Marco PASSERI

Dalla Toscana alla Boemia. Una nuova cultura del vino di Cosimo III de’ Medici


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Matilde Michelin clarinetto


DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta BOSSI dei Marchesi Gondi

venerdì 27 marzo

Giovanni CIPRIANI

L'ebbrezza di Noè. Il vino e i suoi strumenti negli affreschi di Michelangelo

CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Anton Marashi violoncello

DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta NITTARDI

sabato 28 marzo

Zeffiro CIUFFOLETTI

La Cucina italiana, patrimonio dell’umanità. E il Vino…

CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Akemi Battistini violoncello

DEGUSTAZIONE: Vino Podere LA VILLA

lunedì 30 marzo

Mauro AGNOLETTI

Tra palazzi e vigneti: il paesaggio rurale storico di Firenze

CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Giacomo Ferracci violino

DEGUSTAZIONE: Vino Fattoria di BAGNOLO


martedì 31 marzo

Massimo SERIACOPI

Quanto vino nella ‘Commedia’ di Dante


CONCERTO: Giuseppe de Nitto fisarmonica, Giacomo Ferracci violino

DEGUSTAZIONE: Vino Tenuta MALENCHINI


Ingresso libero fino a esaurimento posti. Posti limitati. Si consiglia la prenotazione alla mail info@chiavedivino.it


Le Buchette Raccontano – Il Vino e le sue Melodie è un progetto realizzato dalle associazioni culturali Buchette del Vino e Chiave di Vino con il patrocinio di Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Regione Toscana, ConfGuide-ConfCommercio e il contributo di Marchesi Antinori, Vetreria Etrusca, Il Grande Nuti e OMCF. Sponsor tecnici Unicooop Firenze e Conservatorio Cherubini.


Info www.buchettedelvino.org – www.chiavedivino.it



Associazione Buchette del Vino

L’Associazione Buchette del Vino è nata a Firenze nell’ottobre del 2015 con lo scopo di censire, studiare, documentare, far conoscere e salvaguardare un patrimonio diffuso del territorio toscano a partire dalla metà del 500. Testimonianza unica e del tutto originale di commercio del vino direttamente dal produttore al consumatore, le buchette del vino, cadute in disuso a metà 900 e via via dimenticate, sono state riscoperte durante la pandemia di Covid, che ha portato una dozzina di esercizi fiorentini a rielaborarne la tradizione. Il censimento operato dall’Associazione, tuttora in corso, registra ad oggi più di 300 referenze in tutta la Toscana. Attraverso il sito e i social, inoltre, vengono riportate e aggiornate tutte le nuove scoperte e le numerose iniziative, fatte di studi, incontri, visite guidate, produzione di video-tour, cacce alle buchette e altro.

Associazione Chiave di Vino

Nata nel 2017, l’Associazione Chiave di Vino è un ente no profit che si dedica a esplorare e valorizzare le ricchezze paesaggistiche, produttive, artistiche, di accoglienza del territorio toscano, utilizzando la cultura del Vino come «agente di creatività» nella generazione di valore in un’ottica di marketing territoriale. Specializzata in organizzazione di eventi eno-musicali dal format distintivo e innovativo, l’associazione realizza e offre esperienze che tessono storie, sapori e suoni, articolate in circuiti di Vini e Musica: eventi a tema organizzati in contesti esclusivi e inusuali  - quali cantine e vigne, dimore storiche, biblioteche, musei e piccoli musei – che fanno emergere l'eccezionale particolarità, culturale, naturale e produttiva, di ogni singola realtà toccata e rafforzano il legame di identità e unicità del territorio.

Nicoletta Currradi 

venerdì 13 marzo 2026

'Armonia’: il festival del benessere a Calenzano

 


La s xsalute è il primo dovere della vita”, scriveva Oscar Wilde.


Per chi è in cerca di un aiuto per migliorare il proprio stato di salute psico-fisico, per chi è appassionato di medicina olistica e cultura alternativa o solo per chi è in cerca di un regalo particolare per la prossima Pasqua, sabato 21 e domenica 22 marzo a Calenzano (palaeventi Start, via Garibaldi 9, a due passi dal Centro) dopo il successo delle precedenti fiere torna la quarta edizione di “ARMONIA”: festival dedicato al mondo olistico e del benessere a 360 gradi con ingresso gratuito e il patrocinio del Comune di Calenzano.


Viste le date prescelte (l’inizio di Primavera), questa 4^ edizione sarà un vero e proprio trionfo di energie positive: la nascita della primavera come rinascita e risveglio interiore per aumentare il proprio benessere grazie a trattamenti energetici di vario tipo. Saranno infatti presenti, nei 400 mq espositivi, ben 25 professionisti del settore provenienti non solo dal territorio locale (Calenzano, Sesto, Campi) e da Firenze ma anche da tutta la Toscana (e non solo), coi quali parlare individualmente nei loro stand, effettuare una seduta di prova o semplicemente prendere tutte le informazioni necessarie per seguire corsi o terapie nei rispettivi studi.



Tra le discipline presenti: massaggi, biloterapia, naturopatia, analisi campo aurico, riequilibrio dei chakra, reiki, percorsi di mindfulness, coaching, meditazione, pranoterapia, thetahealing, regressioni, numerologia, costellazioni familiari, carta del cielo. Non mancherà lo spazio tarocchi e un MERCATINO che proporrà per i prossimi regali di Pasqua originali prodotti regalo quali:

natural pet food cosmetici naturali

prodotti alimentari bio

prodotti naturali per la casa

libri

oggetti da regalo in lavanda naturale

pietre e cristalli candele da regalo

rune e talismani

Da sottolineare infine la consueta partnership coi portali Italia Olistica e Benessere Toscana, la presenza dello spazio ristoro per i pranzi e le merende a cura del forno Ciofi di Prato e lo SPAZIO CONFERENZE (vedi programma a fine comunicato) con seminari, workshop e prove di gruppo gratuite ogni 30 minuti a tema meditazione, massaggi, presentazione libri, etc.

L’organizzazione è a cura di Maurizio Melani, docente universitario ed event planner, e della Azienda Turistica di Calenzano.


ELENCO OPERATORI

Valentina Alessi, Fiammetta Baldassini e Energie consapevoli, Monica Bardelli, Cristina Bencini, Adolfo Bianchi, Serenella Bosco Reitia, Laura Calamari, Roberta Capanni, Marina Cappelli, Edoardo Casadio, Beatrice Cencin, Adriano Croccolo, Susanna Akasha Gherardelli, Elena Giorgetti, Antonella Ieffa, Beatrice Maggini, Gino Merlo, Rosa Pistolesi, Katia Piva, Barbara Sambari, Olga Savashina, Elisa Staderini, Roberto Terrinazzi, Clara Toccafondi.

ORARI

Sabato 21, dalle 14 alle 19 Domenica 22, dalle 10 alle 19


Nicoletta Curradi

giovedì 12 marzo 2026

“L’archetipo dell’albergatore” in un libro di Stefano Wittum


Presentazione sabato 14 marzo all’Hotel Balestri


 


La reception di un hotel come luogo privilegiato per osservare le persone che transitano ogni giorno e cercare di capirne le necessità, fino a creare una relazione e stabilire una sintonia sempre diversa in base alle diverse identità di chi ti sta di fronte. E’ il punto di osservazione speciale che ricostruisce Stefano Wittum nel suo libro “L’archetipo dell’albergatore”, che sarà presentato il 14 marzo alle ore 17.30 presso l’Hotel Balestri, in piazza Mentana 7. Oltre all'autore saranno presenti il presidente Federalberghi Firenze Francesco Bechi; Luigi Adamo filosofo e psicologo; lo scrittore Luca Ravazzi e Gabriella Picerno scrittrice e psicoterapeuta. Condurrà la presentazione Ennio Bazzoni di Nardini Editore.


“Il libro - racconta Stefano Wittum - nasce da una storia familiare. La nostra è una famiglia di albergatori fin dal 1888, quando il bisnonno realizzò la pensione Balestri sul lungarno. La grande protagonista è invece nonna Fede Balestri, che portò avanti l’albergo per oltre 50 anni, e lei è l’archetipo dell’albergatore a cui è dedicato il libro. Racconto la mia esperienza sotto una chiave sottilmente psicologica, dalla parte di chi osserva le persone, nel delicato rapporto tra chi accoglie e l’ospite”.


Uno sguardo anche allo sviluppo del comparto turistico e alla realtà fiorentina. “Improrogabile diventa una correzione degli orientamenti e delle funzioni urbane che salvaguardino residenza, cultura e negozi storici”.

Fabrizio Del Bimbo