venerdì 27 febbraio 2026

Presentato il progetto di ExCelle San Gimignano

 



Regione Toscana, Comune di San Gimignano e Opera Laboratori presentano il progetto di rigenerazione dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico e la nuova identità visiva


Nel centro storico di San Gimignano prende forma uno dei più ambiziosi progetti di rigenerazione urbana e culturale in Italia: ExCelle San Gimignano, il nuovo nome che accompagnerà la rinascita dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico, uno dei complessi architettonici più rilevanti all’interno delle mura storiche della “città delle torri”, Patrimonio Mondiale UNESCO. 

Il progetto, guidato e finanziato da Opera Laboratori, rappresenta il primo project financing italiano nel settore culturale, un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato che vede protagonisti la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, proprietari del complesso.  

«Si tratta – spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - di un’area molto vasta, che con i suoi circa 13.000 metri quadrati di superficie interessa un decimo di tutto il centro storico. In questo ex convento di San Domenico è passata la storia. Qui venivano Girolamo Savonarola e Dante, poi è stato un carcere e infine a lungo abbandonato. Poi, grazie al progetto voluto dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Marrucci e finanziato molto volentieri anche dalla Regione Toscana, entro la primavera del prossimo anno sorgeranno un museo, uno spazio espositivo e altro ancora. Insomma, a San Gimignano verrà realizzato un complesso polifunzionale che avrà una capacità di attrazione pari a quella delle torri che l’hanno resa famosa nel mondo. E come Regione contribuiamo volentieri alla realizzazione di questa nuova eccellenza toscana». 

Con un investimento complessivo di 25 milioni di euro e una concessione della durata di 69 anni, l’intervento mira ad andare oltre la semplice conservazione del bene: ExCelle San Gimignano diventerà una “città nella città”, uno spazio aperto, permeabile e vivo, dove cultura, arte, spiritualità, ospitalità ed enogastronomia convivono in un’esperienza immersiva e contemporanea. 

«ExCelle – spiega Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano - è un progetto di grande importanza per la nostra comunità, ma direi per tutta la Val d’Elsa e per la Toscana. Dopo decenni di chiusura, il Complesso di San Domenico torna ad aprirsi a cittadini e visitatori: non recuperiamo solo un edificio, ma restituiamo alla città una parte fondamentale della sua anima. Parliamo di circa il 10% dell’edificato del centro storico UNESCO: un patrimonio immenso che torna fruibile e che amplia il centro storico come luogo fisico e come spazio di relazioni e di confronto. È un progetto culturale, urbanistico e sociale insieme, realizzato con la Regione Toscana e valorizzato dal partenariato pubblico-privato grazie all'investimento di Opera Laboratori. Da luogo chiuso ExCelle diventerà spazio aperto di incontro, memoria e socialità affacciato sulle torri simbolo della città e sulla Val d'Elsa». 

Il 29 gennaio 2024 ha segnato l’avvio ufficiale del cantiere, che restituirà alla collettività oltre 13.000 mq, pari a circa il 10% del centro storico cittadino. La riapertura è prevista per la primavera del 2027. 

«La sfida è enorme – precisa Beppe Costa presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori - trasformare un luogo complesso, stratificato e carico di memoria in uno spazio contemporaneo, accessibile e funzionale, senza tradirne l’identità. ExCelle nasce da un lavoro profondo di ascolto dell’architettura e della storia, traducendo il passato in un’esperienza attuale, capace di parlare a pubblici diversi, italiani e internazionali. Con ExCelle, San Gimignano amplia il proprio centro storico, creando una nuova polarità culturale che rafforza il dialogo tra patrimonio, innovazione e comunità. Ogni gesto che stiamo facendo prepara uno spazio nuovo: dal silenzio nascerà un museo di visioni; dove c’era chiusura abiterà la cultura».

ExCelle: un nome che racconta una trasformazione

Il nuovo nome ExCelle non sostituisce la storica denominazione di San Domenico, ma lo trasforma fino a farlo diventare strumento di comunicazione internazionale. Un nome potente che racchiude in sé la memoria del luogo e la sua evoluzione: dall’ex convento, all’ex carcere, ciò che in passato è stata la struttura con le sue “celle” monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza. ExCelle rappresenta la rinascita, l’eccellenza, l’esperienza ma anche l’apertura al resto della città e al turismo internazionale che vive ogni giorno la Toscana e San Gimignano. Un gioco fonetico e concettuale che restituisce identità a un luogo un tempo chiuso, oggi pronto ad aprirsi al mondo come hub culturale contemporaneo, capace di dialogare con il pubblico italiano e internazionale. Il passato non viene cancellato: viene reinterpretato, reso vivo, accessibile in uno spazio dove convivono arte, ospitalità e territorio.

Il progetto: ambienti e visione

Gli spazi storici – celle monastiche, ambienti carcerari, chiostro, camminamento di ronda e ipogei – vengono reinterpretati in chiave moderna, nel rispetto dell’identità architettonica e materica del complesso nel progetto a cura dello studio ArDeMo e realizzato da Setten Genesio. 

Tra le principali funzioni previste:

spazi museali e un Digital Art Museum ipogeo con installazioni immersive temporanee

un’area eventi all’aperto nell’ex ora d’aria, con una capienza fino a 2000 posti

spazi per convegni, mostre e associazioni

percorsi panoramici e nuovi spazi pubblici di relazione

una struttura ricettiva esperienziale con 70 posti letto, ricavati nelle ex celle del convento

una residenza d’epoca con suite

botteghe artigianali e libreria

aree dedicate ad AgriFood, AgriBar e ristorazione, con prodotti a filiera corta

Il progetto architettonico e di interior design si fonda su una ricerca di semplicità come chiave di autenticità: superfici in calce, velature pigmentate, materiali naturali come cocciopesto, quercia antica, resina, sisal e corten dialogano con arredi d’epoca e creazioni contemporanee, in un equilibrio che lascia spazio anche al vuoto, alla luce e al silenzio.

Un nuovo spazio urbano aperto al futuro

ExCelle San Gimignano si configura come un nuovo quartiere culturale, capace di ampliare simbolicamente la città e di offrire nuove occasioni di fruizione, incontro e produzione culturale, attivando un turismo più consapevole e qualificato. Un luogo che non cancella il passato, ma lo rende vivo, accessibile e condiviso.

Un ex luogo chiuso, ora aperto al mondo.

IL PROGETTO

ExCelle San Gimignano è il progetto di rigenerazione urbana e culturale che restituirà nuova vita all’ex convento ed ex carcere di San Domenico, nel cuore del centro storico di San Gimignano, Patrimonio Mondiale UNESCO. Guidato da Opera Laboratori, il progetto rappresenta il primo project financing italiano nel settore culturale, un modello innovativo di collaborazione pubblico-privato che coinvolge la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, proprietari del complesso. L’intervento interessa oltre 13.000 mq, pari a circa il 10% del centro storico cittadino.

Avvio lavori: 29 gennaio 2024

Investimento complessivo: 25 milioni di euro

Riapertura prevista: Primavera 2027

Durata concessione: 69 anni

IL LUOGO

Se esiste un luogo che racconta l’anima più profonda di San Gimignano, è il complesso di San Domenico. Le prime frequentazioni del colle risalgono all’età etrusca. Nel Medioevo qui si insedia il potere vescovile, con la chiesa di Santo Stefano in Canova e una residenza fortificata. Dopo la sottomissione di San Gimignano a Firenze nel 1353, l’area viene destinata alla costruzione del convento domenicano. Nasce così un complesso articolato attorno a un grande chiostro, progressivamente ampliato tra XIV e XVI secolo, arricchito da opere pittoriche legate alle scuole senese e fiorentina. Nel 1787 il convento viene soppresso. Dal 1833 il complesso diventa carcere, funzione mantenuta fino al 1995. Le celle monastiche si trasformano in spazi di detenzione; il camminamento di ronda diventa presidio di controllo. Nel 1990 il centro storico di San Gimignano entra nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Dal 1995 il complesso resta silenzioso. Oggi, dopo decenni di abbandono, il San Domenico con il nome di ExCelle San Gimignano torna a essere spazio pubblico, culturale e produttivo.

LA NUOVA IDENTITÀ VISIVA

ExCelle è il nome che accompagna la rinascita contemporanea del San Domenico senza sostituirne l’identità storica. 

EX l’ex convento, l’ex carcere, il passato

CELLE le celle monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza

ExCelle la rinascita: eccellenza, esperienza, apertura

Un luogo un tempo chiuso che oggi si apre al mondo come hub culturale contemporaneo.


SCHEDA TECNICA

DATI GENERALI

Superficie complessiva: 13.000 mq

Posti letto totali: 70

Camere: 25

Capienza area eventi esterna: fino a 2.000 persone

CONCEDENTE

Regione Toscana

Comune di San Gimignano

CONCESSIONARIO

Opera Laboratori

PARTNER

Progettazione Architettonica: Studio ArDeMo

Impresa Esecutrice: Setten Genesio

SITO WEB

excellesangimignano.it


Nicoletta Curradi 

giovedì 26 febbraio 2026

Making light, le opere di Simone Garofalo negli spazi delll'Hotel Palazzo Castri 1874 a Firenze


Dal 26 gennaio 2026 è aperta la mostra Making lisght , personale dell'artista Simone Garofalo, a cura di Loredana Barillaro, allestita nelle sale di Palazzo Castri 1874, Boutique Hotel in Piazza dell'Indipendenza 7, a Firenze.


La mostra rientra nell’esigenza di Palazzo Castri 1874 - nella persona della General Manager Chiara Figini - di far diventare l’hotel un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella città di Firenze - e non solo - e nella volontà di connotare la propria brand identity attraverso i linguaggi del contemporaneo. Il progetto di Palazzo Castri 1874 mira pertanto ad ospitare artisti di talento che hanno così la possibilità di esibire il loro lavoro ad un pubblico internazionale.


Come afferma la curatrice Loredana Barillaro,

“Making Light” è l’atto del costruire, del fabbricare. E Simone Garofalo lo fa con una grande attenzione ai materiali, realizzando lavori che parlano di luce e di spazio. 


Spazi che a tratti si fanno costellazioni, puntellate da elementi che richiamano la sua indole di designer.


Egli ci narra del mito di Dedalo, di Icaro, ma anche di Simone Martini e della pittura del Trecento toscano, mediante l’uso copioso delle superfici oro, così propense a irradiare calore ed energia, assieme al formato tondeggiante che, talora, richiama alla mente il desco tipico dell’epoca rinascimentale, se pensiamo alla luce come nascita e dono. Il riferimento al mito si fa testimone anche della frammentazione tipica della contemporaneità, nelle sue infinite contraddizioni, all’interno di una pittura astratta che diviene manifesta volontà di lasciare il segno.


Frammentazione come ferita, ma una ferita che è al contempo rinascita, in fondo non sappiamo se quello che abbiamo davanti sia stia formando o disgregando, gli elementi “altri” che l’artista posa con garbo sulle superfici sono la traccia che può indicare là dove il suo sguardo volge, che sia pittura, materia densa e concreta, o che sia acquerello, leggero e impalpabile. Ma la tavolozza su cui Simone Garofalo agisce con un fare a volte lieve talaltra più intenso, realizza atmosfere che ricordano intenzionalmente anche le ninfee di Monet, così come la geometria di Kandinskij.


Nell’incontro con la contemporaneità Simone Garofalo - nel superare la bidimensionalità delle superfici piane - costruisce “scatole luminose” in cui il neon led sposa la foglia oro e il legno antico, e in cui il simbolo dell’infinito richiama alla mente la riflessione sull’avanzare del tempo, sulla complessità di un concetto che da epoca immemore si pone al centro dell’arte, della scienza, della filosofia. Il tempo che, nel suo fluire, non si può contenere o arrestare. 


Cerchi, punti, linee ondulate su tonalità di blu, di verde, di oro. Blu come il mare, il cielo, le notti stellate, blu come la bellezza dei soffitti affrescati dai maestri del passato, blu come il manto della Vergine. Il verde, che richiama l’elemento naturale nelle sue molteplici componenti, sviluppa il tema del ricordo, il ricordo della campagna, di un mondo bucolico costellato da farfalle e api che si contrappone ad una contemporaneità in cui la natura diventa artificio e finzione. L’oro così prezioso nel farsi luce, nel farsi evocatore di spazio, di un luogo che si dilata, che respira e si fa specchio. Ma Simone Garofalo sceglie anche la profondità del nero, un colore capace di farsi potenza nella sovrapposizione di piani polimaterici in cui, evidentemente, spiritualità e conoscenza si fondono. 


L’artista dunque si muove su più fronti, alla ricerca di un percorso in cui il bisogno di “creare” si fa impellente, un percorso in cui, ancora una volta, è la luce - quale concetto dal plurimo significato - a determinare il passo, ad interpretare una sinfonia, a farsi luogo privilegiato in cui fermarsi e ascoltare.

Per info:

Palazzo Castri 1874

Piazza dell’Indipendenza 7, Firenze

www.palazzocastri.com - welcome@palazzocastri.com

Nicoletta Curradi 

mercoledì 25 febbraio 2026

Il 1951,quando Firenze divenne capitale dell'alta moda, rivive nei libri della buonanotte del Gruppo Duetorrihotels

 



Come una mamma che, prima di spegnere la luce, legge una storia al proprio bambino per accompagnarlo nel sonno, così l’Hotel Bernini Palace affida alle pagine dei Libri della Buonanotte il suo gesto più intimo di accoglienza. Nel decimo anniversario della collana editoriale del Gruppo Duetorrihotels, riscopriamo la Firenze del 1951: guidati da Eva Desiderio, un viaggio alla scoperta dell’alta moda italiana da intraprendere - una pagina alla volta - prima di addormentarsi.





 C’è un momento preciso in cui l’Italia ha iniziato a parlare al mondo attraverso la moda. Era il 1951, la location palazzo Torrigiani, e Firenze diventava la prima capitale dello stile italiano, aprendo la strada al successo internazionale del Made in Italy.


A quella stagione è dedicato “La nascita della moda italiana. Firenze 1951”, il nuovo volume dei Libri della Buonanotte del Gruppo Duetorrihotels, che sarà presentato il 4 marzo all’Hotel Bernini Palace, nel cuore storico della città. 


All’incontro sarà presente l’autrice Eva Desiderio, giornalista e firma storica del giornalismo di moda italiano che da anni racconta il sistema fashion, il Made in Italy e le sue evoluzioni industriali e culturali, con uno sguardo che intreccia analisi economica, sensibilità estetica e profondità storica.


DIECI ANNI DI STORIE SUL COMODINO


La presentazione fiorentina inaugura le celebrazioni per il decimo anniversario dei Libri della Buonanotte, la collana editoriale edita da Minerva e curata dalla storica dell’arte Beatrice Buscaroli, nata con un’idea semplice e potente: trasformare il soggiorno in hotel in un’esperienza culturale.


Da dieci anni, infatti, gli ospiti delle strutture Duetorrihotels - di cui il Bernini Palace fa parte insieme al Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona e il Bristol Palace di Genova - trovano in camera un breve racconto d’autore, lasciato sul comodino come gesto di cura e attenzione. Non un semplice omaggio, ma un invito alla scoperta dell’anima più autentica della città attraverso storie meno note, patrimoni nascosti e momenti chiave dell’identità culturale del luogo.


Quest’anno è “La nascita della moda italiana. Firenze 1951” ad arricchire la collezione di brevi racconti da assaporare nel silenzio della sera, pensati come un gentile omaggio pronto a regalare una carezza prima del sonno.


Il volume firmato da Eva Desiderio ripercorre la storica sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini nel 1951, evento che segnò l’atto di nascita del sistema moda italiano.


Attraverso uno stile elegante e documentato, l’autrice restituisce il clima di quegli anni: l’arrivo dei buyer americani, la visione imprenditoriale, la forza dell’artigianalità italiana e l’intuizione di trasformare la creatività in industria culturale. Non solo moda, ma diplomazia economica, costruzione di identità e affermazione di uno stile che avrebbe ridefinito il concetto stesso di lusso nel mondo.


La presentazione è in programma mercoledì 4 marzo alle ore 18.30 all’Hotel Bernini Palace, alla presenza di Neri Fadigati - Presidente dell’Archivio Giorgini di Firenze e nipote di Giovanni Battista Giorgini - che dialogherà con l’autrice.


Questo evento - che si inserisce in un progetto di promozione territoriale che vede la collaborazione di Toscana Promozione Turistica e il supporto tecnico 

di Fondazione Destination Florence per l’organizzazione del press tour - è aperto al pubblico, fino a esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione alla 

mail berninipalace@secnewgate.it.


Durante la serata ci sarà il vernissage della mostra “La moda scolpita. Storie in marmo di Emir Kamis”, a cura di Federico Poletti.


Firenze, Hotel Bernini Palace


È un palazzo ottocentesco dalla storia antica quello che ospita l’Hotel Bernini Palace. Se ne ha notizia già nel Trecento, quando era proprietà di una ricca famiglia ricordata anche da Dante nel Paradiso. Adibito ad albergo per secoli, come testimonia il loggiato del XVI secolo che oggi ospita il ristorante La Chiostrina, ebbe il suo massimo splendore negli anni in cui Firenze fu capitale del Regno d’Italia sia per il suo fascino che per l’inarrivabile vicinanza a Palazzo Vecchio. Frequentato da deputati e senatori, l’hotel era infatti al centro di intrighi e vicende politiche. Lo ricordano i tondi affrescati che decorano la Sala Parlamento, oggi sala colazioni, impreziosita dai ritratti di Garibaldi, Cavour, Gioberti e altre personalità del Risorgimento. 


GRUPPO DUETORRIHOTELS


Fanno parte del gruppo Duetorrihotels, quattro hotel ospitati in altrettanti palazzi storici nel cuore delle principali città d’arte italiane, insieme al Santa Barbara, business hotel a San Donato Milanese, e il budget hotel Alga a Milano. Il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” *****L di Bologna, il Due Torri Hotel*****L di Verona, l’Hotel Bernini Palace***** di Firenze e l’Hotel Bristol Palace***** di Genova custodiscono, al loro  interno, veri e propri capolavori. Da anni il gruppo porta avanti un’opera di restyling di questo inestimabile patrimonio, valorizzandolo come parte dell’eredità storico-artistica del territorio. Il gruppo, tra i leader dell’hôtellerie e dello stile italiano, unisce alla capacità di leggere le necessità e i desideri di ogni cliente, una spiccata vocazione internazionale. Tutti gli hotel del gruppo partecipano attivamente alla vita culturale delle più incantevoli città d’arte d’Italia, organizzando eventi, iniziative e mostre. 


Nicoletta Curradi

martedì 24 febbraio 2026

I nuovi spazi di POLYTROPON Arts Centre aprono con Alfredo Pirri

 

Dal 1° marzo al 21 giugno, n l’opera ambientale site-specific “Quello che avanza” di Alfredo Pirri celebra l"avvio di Polytropon  Arts Centre




Il Polytropon Arts Centre, situato in un ex complesso industriale a San Francesco (Pelago) lungo il fiume Sieve, è un progetto realizzato con il patrocinio dei Comuni di Pelago e Pontassieve. Fortemente voluto dall’architetta Maria Papadaki Badanjaki che, insieme al Presidente Claudio Cantella, ha affidato la direzione artistica ad Andrea Cavallari.

www.polytropon-arts.org 

 

Quello che avanza prende forma come “residuo attivo”: ciò che rimane dopo un processo ma che, proprio per questo, continua a generare senso. L’installazione si compone di una serie di cianotipie che trasformano l’ambiente in un campo percettivo dove lo scorrere del tempo deposita le sue tracce, proprio come il fiume che scivola regolare oltre le finestre di Polytropon.


Pirri utilizza la cianotipia – tecnica storicamente legata alla registrazione della luce – come strumento di riflessione sulla conservazione e l’alterazione dell’immagine. Il suo blu intenso, con cui lo spettatore si trova a confronto, trattiene lo sguardo e lo cattura. È il colore di una memoria che ha rinunciato alla forma compiuta per farsi traccia e impronta. 

Dei 144 fogli realizzati da Pirri, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui, mentre 14 sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e astrazione, evocando forme vegetali che rimandano alle sperimentazioni ottocentesche di Anna Atkins. Il titolo suggerisce una duplice direzione: quello che resta dai processi di lavorazione, ma anche quello che si fa avanti grazie ad essi. L’installazione guarda al passato senza nostalgia, trattando ogni residuo come il seme di un possibile futuro. 


In dialogo ideale con le cianotipie, le opere della serie ARIE introducono una dimensione di materia instabile, sospesa tra peso e leggerezza. Realizzate con piume, pigmenti, plexiglas e cristallo, queste opere si offrono come fotogrammi immobili di un movimento invisibile: superfici attraversate da luce e colore che mutano con lo spostarsi dello sguardo. Qui l’immagine non è mai definitiva, ma sempre in bilico tra presenza e dissoluzione. Nel loro insieme Quello che avanza e ARIE configurano uno spazio in cui il visitatore è invitato a sostare e a misurare il tempo con il proprio corpo e respiro. È un luogo in cui il residuo e la rovina – ciò che apparentemente resta ai margini – trovano una nuova, vibrante possibilità di esistenza.


Con questa installazione Pirri torna in Toscana per confrontarsi con l’archeologia industriale e il paesaggio fluviale della Sieve, un intervento che sottolinea la sua capacità di decentrare l’arte contemporanea, portandola fuori dai grandi musei per rigenerare luoghi di produzione storica e trasformarli in nuovi presidi poetici. Attorno all’intervento di Pirri, si svilupperà una stagione multidisciplinare dinamica: un intreccio di performance musicali, azioni teatrali e incontri pensati per connettere la comunità locale con le avanguardie internazionali.

(vedi programma).

 


Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) è un artista italiano tra i più rilevanti della scena contemporanea, noto per una pratica che attraversa pittura, installazione, architettura e intervento nello spazio pubblico. Il suo lavoro indaga il rapporto tra percezione, memoria e spazio, trasformando luoghi espositivi e urbani in ambienti esperienziali che mettono l’equilibrio tra visione e presenza fisica. Le sue opere, spesso caratterizzate dall’uso di materiali riflettenti, superfici instabili e architetture temporanee, invitano il pubblico a un’esperienza immersiva e a una riflessione sullo statuto dell’immagine e dello spazio condiviso.


Pirri ha realizzato numerosi progetti site-specific in musei e istituzioni internazionali, tra cui: Palazzo Boncompagni, Bologna (2025); GNAMC, Roma (2025); Galleria Tucci Russo, Torino (2024); Galleria z20 Sara Zanin Gallery, Roma (2022); Auditorium del Maggio Fiorentino, Firenze (2021); Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, Roma (2018); MACRO, Roma (2017); Museo Novecento, Firenze (2015); London Design Festival (2015); Palazzo Te, Mantova (2013); Project Biennial D-0 ARK Underground Konjic in Bosnia Herzegovina (2013), Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2006); Biennale dell’Avana (2001); Accademia di Francia Villa Medici, Roma (2000); MoMa PS1, New York (1999); Walter Gropius Bau, Berlino (1992); Biennale d’Arte di Venezia (1988).

ALFREDO PIRRI – Quello che Avanza 1 marzo - 21 giugno 2026

Soft opening 1 Marzo 2026 dalle ore 11:00 alle ore 19:00


Polytropon Arts Centre, Via del Molino 21 – San Francesco, Pelago (Fi)

Orari di apertura: da giovedì a domenica: 12:00 – 20:00

da lunedì a mercoledì solo su appuntamento scrivendo a: valeria@polytropon-arts.org


Durante gli eventi, apertura fino alle 23:30

Nei giorni degli spettacoli a pagamento, la biglietteria apre un’ora prima


Nicoletta Curadi 

lunedì 23 febbraio 2026

Grandi numeri per la 20esima edizione di DanzainFiera





Aumentano i consensi del pubblico e degli addetti ai lavori:

quasi 11.200 le presenze di ballerine e ballerini,

circa 500 i buyer provenienti da 50 paesi.


L’Ad Raffaello Napoleone: 


“Siamo molto soddisfatti di questa 20° edizione, per l’atmosfera e l’energia speciali. DIF cresce ed è sempre di più un appuntamento irrinunciabile per i giovani e i professionisti del mondo della danza, in tutte le sue anime, e per i brand e gli operatori che dettano le tendenze del settore.” 


 

20.700 presenze complessive (erano state 19.850 alla precedente edizione), più di 100 giornalisti e media accreditati, 949 i docenti coinvolti, quasi 11.200 presenze di danzatrici e danzatori sui palchi e nelle aule in Fortezza, che hanno partecipato con entusiasmo ed energia agli oltre 370 eventi in programma.

Sul fronte delle presenze di compratori quasi 500 i buyer arrivati a Dif - in linea con i numeri di un anno fa - dei quali il 52% esteri da circa 50 paesi.

La classifica dei mercati esteri vede in testa la Spagna, seguita da Francia, Grecia, Germania, Polonia, Stati Uniti, Belgio, Regno Unito, Svizzera, Giappone, Turchia, Paesi Bassi.  


 


La 20° edizione di Danzainfiera (Dif), l'evento dedicato al mondo della danza organizzato da Pitti Immagine (20-22 febbraio 2026, Fortezza da Basso, Firenze), ha confermato con successo l'unicità della sua formula nel panorama internazionale, che fonde alta formazione, spettacolo, concorsi e audizioni e una sezione espositiva commerciale, mettendo in dialogo artisti, scuole, compagnie, brand e pubblico.


 


“Siamo molto contenti di aver festeggiato con questi numeri e con quest’energia la 20° edizione di Dif - dichiara l’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone - Tantissime scuole ed eventi, in un’atmosfera speciale, che ci ricordano che il settore gode di ottima salute ed è in continua crescita. La danza oggi è di gran moda, in tutte le sue sfaccettature, così come nelle sue ultime tendenze, per esempio quelle legate alla cura e al potenziamento del corpo.”


 


“I vostri sogni sono unici esattamente come voi. Ognuno di voi ha una particolarità, siete speciali perché siete diversi. Portate avanti la vostra idea, la vostra passione, il fuoco che avete dentro. Continuate a credere in voi stessi”. Le parole di Rossella Brescia, pronunciate in chiusura di una masterclass dell’Accademia Il Sistina davanti a centinaia di ragazzi ben incarnano lo slogan “Believe. Dance to become”, tema lanciato da Dif per celebrare questa sua 20° edizione.

Una delle tantissime testimonianze di chi ce l’ha fatta, oltre ogni limite e ostacolo, e che è venuto a Dif a raccontarlo ai tantissimi ballerine e ballerini, operatori del settore e appassionati che hanno vissuto per tre giorni un’assolata Fortezza da Basso. 


“Uno dei motivi di attrazione di Danzainfiera è la presenza delle grandi ballerine e dei grandi ballerini – aggiunge Barbara Mantero, responsabile di Danzainfiera - della danza classica, della contemporanea, delle nuove discipline che si stanno affermando, che incontrano giovanissimi e non solo. Le realtà che coinvolgiamo offrono opportunità importanti tramite lezioni, audizioni, borse di studio, spesso possibilità uniche in Italia per fare le prime esperienze di lavoro o per consolidare carriere avviate. Tutto questo crea grande energia, entusiasmo, connessioni.”


 


“La manifestazione è anche l’occasione unica per presentare un’offerta commerciale ampia e specialistica di brand di livello internazionale – aggiunge Daria Vagelli, responsabile commerciale dei saloni lifestyle Pitti Immagine – 75 i brand a questa edizione, che in Fortezza hanno avuto la possibilità di incontrare buyer da esattamente 48 paesi esteri. In questi giorni, sia gli espositori sia i buyer, ci hanno detto di essersi ritrovati a Firenze per approfondire le nuove collezioni, per fare scouting di nuove realtà, con molta concretezza e in un layout di presentazione sempre più curato, che alla dimensione commerciale aggiunge input determinanti sul fronte del marketing e della comunicazione. Insomma ci hanno confermato quanto sia irrinunciabile essere a Dif anche l’anno prossimo”.


Academy & ShowBiz. Tante le eccellenze giunte a Danzainfiera, dall’Accademia Teatro alla Scala, che ha inaugurato la manifestazione con la masterclass del rinomato Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo, che ha dichiarato: “Danzainfiera diventa un’opportunità, sempre più organizzata e strutturata, di incontrarsi e di conoscere nuovi modi di fare spettacolo”, a DanceHaus Più, eccellenza italiana che integra formazione, residenze artistiche e produzione di spettacoli di danza contemporanea, diretta da Susanna Beltrami, che ha aggiunto: “Siamo molto contenti di essere qui, perché questo evento è il luogo di incontro con tanti artisti italiani in una delle rare occasioni in cui possiamo confrontarci e creare nuovi link e contatti. Trovo che la grande realtà di Pitti si sia molto avvicinata a quelle che sono le esigenze degli ospiti e degli utenti e a noi operatori del settore”. 


 


Presente tutto il mondo della danza, dal professionismo ai giovanissimi, che hanno partecipato alle attività proposte da 62 accademie tra italiane ed estere, organizzatori di eventi coreutici, compagnie ed enti di promozione sportiva; 370 gli eventi in programma, tra lezioni, audizioni, stage, concorsi, rassegne e talk, proposti dalle scuole, dagli espositori dell’area formazione & spettacolo, assieme alle iniziative presentate direttamente da Pitti Immagine. 22.000 posti in aula e sui palchi attivi dalla mattina alla sera, frequentati da migliaia di adolescenti appassionati. A loro sono state assegnate migliaia di borse di studio. Tra le realtà, molte istituzioni provenienti dagli Stati Uniti e in particolare da New York come The Ailey School, Joffrey Ballet School, Peridance New York City, Fini Dance e poi Open Jar Institute, MMG Events, Ajkun Ballet Theatre. Nella tre giorni hanno partecipato anche tantissimi ballerini professionisti, allievi e star, come quelle del talent Amici e da Ballando con le Stelle.


 


Brand & Store. 75 i brand specializzati nella produzione di abbigliamento tecnico, accessori e attrezzature innovativi per la danza, con un’apertura importante anche verso il quotidiano, selezionati sulla base della qualità manifatturiera e dell’innovazione stilistica, hanno incontrato nell’area Brand & Store circa 500 buyer internazionali, in linea con le presenze dell’ultima edizione, più della metà dei quali dall’estero. La manifestazione, accanto alla componente artistica, sviluppa infatti la missione aziendale al servizio dei sistemi produttivi e commerciali di qualità. Una borsa della danza made in Pitti Immagine insomma, che garantisce un incontro tra offerta e domanda organizzato secondo logiche curatoriali e non puramente quantitative. Tra questi, Apliépus, Balance, Ballet Rosa, Bloch, Capezio, Dance Inked, Danza Creazioni, Dellalò Milano, Dinamica Ballet, Fuego, Gaynor Minden, Grishko, Harlequin, Imperfect Pointes, Mara Dancewear, Mario Ferrari Ballet Couture, Merlet Dance, So Danca.


E ancora tra gli highlights e le novità di Dif 2026:


 


Dif ha proposto un programma di eventi e attività che si è svolto a 360 gradi, pensato per tutti, dai bambini agli over, che si è trasformato in una bella festa. Dalla classica, al contemporaneo, fino alla danza viscerale e alle nuove tendenze wellness, come la Danza Somatica® che permette di danzare per il corpo, ascoltandolo e prendendo coscienza degli stati emozionali che lo abitano, e le tecniche innovative presentate all’interno dell’aula Dance Body Care curata da I.D.A., luogo dove corpo, mente, movimento e didattica si sono incontrano.


Nel programma, anche la prima dello spettacolo “The Sound of Shoes” interamente prodotto e diretto da Graziella Di Marco, dedicato alla tap dance, le sessioni di Danzatricità in gravidanza, Danza in Fascia e Danza con la Fantasia, e grande attenzione per THEPOLE Village, l’area dedicata alla Pole Dance, la danza verticale con la nuova disciplina, Flying pole, che trasforma il gesto atletico in esperienza visiva, insieme alla campionessa mondiale 2025 di Pole Sport Francesca Prini.


 


Nella giornata di chiusura, tanti - non solo giovanissimi - hanno partecipato agli workshop K-CODE e alla Random Dance Battle, gli eventi dedicati al K-Pop e alla cultura coreana, insieme alla campionessa nazionale ed europea Francesca De Filippis, che ha ricordato come il K-Pop sia “un mondo colorato, diverso da quello della cultura occidentale, in cui le coreografie e le canzoni esprimono un messaggio di amore, di rivalsa, temi in cui ci si identifica, per i quali più che la tecnica,serve tanta personalità e interesse per la cultura koreana”.


A Dif grande successo anche per le storiche rassegne coreografiche “Dance Parade” e “Junior Parade”, per la 20/a edizione di “Expression International Dance Competition”, il più grande concorso internazionale di danza organizzato da International Dance Association (IDA) per oltre 2500 ballerini; la 14° edizione del più importante concorso di Musical in Italia, promosso da Professione Musical e aperto a performer non professionisti, e il 10° Pop Tap Festival, l’unico concorso italiano dedicato alla tap dance, Irish e Clog dance.  


Chi è stato a Danzainfiera 2026


Accademia Teatro alla Scala, Accademia Ucraina di Balletto, Russian Ballet Society Italia, Ateneo della Danza, Centro Opus Ballet, Balletto di Roma, Balletto di Parma, Art Village, casa di Roma City Ballet Company e Roma City Musical e centro italiano del dipartimento Performing Arts della University of the West of Scotland, Modulo Academy che formano per una carriera nel settore dell’entertainment (con il direttore artistico Laccio e la sua esperienza in X Factor Italia), Centro di Produzione Nazionale della Danza DanceHaus Più, riconosciuto dal Ministero della Cultura, che sostiene la produzione di spettacoli e la stagione Exister, Accademia Il Sistina Numerose le scuole professionali presenti in tutto il territorio italiano - Accademia Danza Milano, Aida Danza Community, Arts & Musical School, Brancacciodanza, CIBU, DanceHaus Susanna Beltrami, Demp Danza E Movimento, Hde-Mìa, Luna Academy, Mipad, Monreart, New Style Dance, Professione Musical Italia, Professione Danza Parma, Rida Rome International Dance Academy, Spid Dance Academy, Tersicore Danza, The Black Swan, The Gate Florence Dance Urban School, Urban Studios Ancona, Uscite Di Emergenza – e gli organizzatori di festival, stage, spettacoli ed eventi coreutici - 2time, Castellabate Dance Festival, Danzarmonia, L.A. Dance Italy, New York Dance Training, Produzioni Ciarfix, Tauriadance, Urbanart, ViaggioDanza, Vignale In Danza.


 


Tra gli Enti di Promozione Sportiva del Coni il settore Danza di ACSI, partner Dif 2026 con un’aula dedicata, un’area di approccio alla danza aerea e la vetrina Top Dance, ASI Danza Italia con lezioni e la rassegna Dance wih ASI, MSP Danza Italia con una serie di danzatori di fama televisiva, i Comitati Regionali di CSEN Toscana con Dance On OPES Toscana con Danzando con il Cuore in tour, ASC Toscana con Talentissima, MSP Eventi Lazio e il Comitato Italiano Ballo Sportivo.


 


Molti gli incontri Showbiz con i più importanti direttori artistici internazionali. Oltre 30 “Guest Teacher” di fama internazionale coinvolti, nomi come Guy Salim (STOMP, BTS, Coldplay, The Black Eyed Peas),  i pluricampioni del mondo di tap Daniel Leveillé, Daniel Borak e D'Angelo Brothers, Daniel Leveillé (STOMP), Daniel Borak (CHRP Chicago Human Rhythm Project), Judine Somerville (Hairspray, The Ailey School), Jeff Whiting (Wicked,  Open Jar Institute), Tracy Inman e Michela Boschetto (The Ailey School), Diego Salterini, TRIX e Jamal Callender (Joffrey Ballet School), Chiara Ajkun (Ajkun Ballet Theatre), Patience J (Major Lazer), Arben Giga (Mika, Kylie Minogue), MC Momo, Lala Bhlite (Just Dance), Dmitry Semionov (Mariinsky,Semperoper Dresden, Staatsballett Berlin, Theater Dortmund), Raffaele Paganini (Étoile del Teatro dell'Opera di Roma), Monica Perego (English National Ballet), Giovanna Spalice (Teatro San Carlo), Mia Molinari, Brian Bullard, Jacqueline Bulnes (José Limón), Abby Silva (Parsons Dance), Antonio Fini (Martha Graham Dance Company), Tamás Solymosi (Hungarian National Ballet), Fréderic Olivieri (Teatro alla Scala), Daniela Rapisarda e Alessandro Vacca (Oniin Dance Company), Simona Ferrazza (Dutch National Ballet), Ilenia Montagnoli e Tommaso Renda (Staatsballet Berlin, Monreart), Claudia Pompili (Excursus), Denys Cherevychko (Wiener Staatsoper), Igal Perry (Peridance), i giudici di Expression, Afshin Varjavandi, Ashley Brown, Baby Roc 1, Deadhomies, Filip Barankiewicz, Gina Storm-Jensen, Josh Slater, Julien Desplantez, Mariana Giustina Baravalle, Tatiana Seguin, e ancora Valentine Colasante (étoile all'Opéra de Paris), Martina Arduino e Claudio Coviello  (primi ballerini del Teatro alla Scala).


Tra i “Guest” presenti scoperti dal talent Tv ”Amici” o protagonisti di ”Ballando con le Stelle”, ci sono stati: Daniele Doria, Carola Puddu, Umberto Gaudino, Sofia Cagnetti, Francesco Fasano, Serena Marchese, Andreas Muller, Lucia Ferrari, Francesca Bosco, Chiara Bacci, Marcello Sacchetta, Samuel Peron, Roly Maden, Matteo Addino.


A DIF 2026 anche i Casting, curati da Samuel Peron per la trasmissione "I fatti vostri”, per i protagonisti giovani di "Saremo Famosi" e meno giovani di "Avanzi di Balera"; curati da Matteo Addino per il nuovo programma TV Rai “Canzonissima” in onda in primavera; le selezioni ufficiali di Ballando On The Road, il progetto di Rai Uno con Milly Carlucci; curati da Laccio quelli rivolti agli aspiranti professionisti che desiderano far conoscere il loro talento ed entrare in Modulo Agency; e ancora l'audizione firmata The Dance Agency con Chiara Ajkun per entrare nella compagnia dell'Ajkun Ballet a New York.


 


CREDITS

Danzainfiera ha il patrocinio del Comune di Firenze ed è associato a I-TEX.


 


THE SOCIAL HUB Firenze è Official Venue & Events Partner di DANZAINFIERA e TESTO, i saloni di Pitti Immagine dedicati a danza ed editoria.


Partner tecnici:

ANTHEO PAVIMENTI PER LA DANZA, DINAMICA BALLET, HARLEQUIN FLOORS, THEPOLE. 

La Pitti Crew indossa AfterLabel, Amor Lux, AT.P.CO, MunichX


Tra i Media Partner di questa edizione Tuttodanza

Racconta il festival sui social con hashtag @danzainfiera


Nicoletta Curradi

Il trittico di Spinello Aretino torna alla Galleria dopo un accurato restauro



Alla Galleria dell’Accademia di Firenze il Direttore Generale Andreina Contessa ha presentato il restauro del trittico di Spinello Aretino, La Madonna col Bambino in trono, quattro angeli e santi




I risultati dell’intervento conservativo e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata, allestita nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026


 Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo, Giovanni Battista, Andrea, Matteo, e i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori, torna a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze, dopo un importante intervento di restauro, avviato nel novembre 2024 e appena concluso, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. I risultati e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata, allestita nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026.


“L’allestimento creato per il ritorno nelle sale della Galleria dell’Accademia di Firenze del trittico di Spinello Aretino - sottolinea il direttore generale Andreina Contessa - nasce dall’idea di valorizzare non solo la qualità straordinaria dell’opera e la sua importanza nell’evoluzione della pittura toscana a cavallo tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, ma soprattutto di mettere in luce il lavoro invisibile che si svolge quotidianamente dietro le quinte di un museo e che vogliamo condividere con il pubblico. Un lavoro fatto di collaborazione e di studio, finalizzato alla cura del patrimonio delle nostre collezioni, che rappresenta uno degli obiettivi che mi sono posta alla guida di questa nuova istituzione museale. Con questa mostra, che documenta le varie fasi dell’intervento di restauro, vogliamo coinvolgere sempre di più i visitatori, cercando di sensibilizzare verso un turismo più consapevole”.


All’interno dell’esposizione, a cura delle funzionarie della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello, Elvira Altiero, storica dell’arte, ed Eleonora Pucci, restauratrice, un video racconterà la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento, con il supporto di testi e immagini di approfondimento. Il progetto di allestimento è a cura degli architetti Claudia Gerola, Barbara Francalanci e Roberto Lembo. Il restauro è stato eseguito da Andrea e Lucia Dori, l’intervento sul supporto ligneo si deve a Roberto Buda, le indagini sono state realizzate da Ottaviano Caruso; tutte le operazioni si sono svolte sotto la direzione di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci.


Spinello di Luca, noto come Spinello Aretino in quanto originario di Arezzo, fu tra i protagonisti della pittura toscana tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento. Realizzò tavole d’altare e importanti cicli di affreschi, contribuendo al rinnovamento del linguaggio figurativo del suo tempo.


Il trittico, un dipinto su tavola a fondo oro, firmato e datato 1391, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a sant'Andrea, titolare della chiesa, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Fu realizzato da Spinello in un periodo di frequenti spostamenti dell’artista tra le città di Lucca, Pisa e Firenze e costituisce un punto fermo per la ricostruzione della carriera del pittore.


Nel 1850 il trittico rischiò di essere esportato all’estero a seguito di una vendita illecita, vendita bloccata tempestivamente dal governo toscano che ne sancì la definitiva assegnazione alla Galleria dell’Accademia di Firenze.


Prima dell’attuale intervento, il dipinto presentava un aspetto profondamente alterato a causa delle molteplici vicissitudini attraversate nel corso dei secoli. Depositi superficiali, stuccature debordanti e degradate, mancanze, fenditure del supporto ligneo, strati di vernice e colle ossidate, estese ridipinture interferivano pesantemente sulla sua leggibilità.


Le indagini diagnostiche preliminari hanno consentito di distinguere gli interventi successivi dalle parti originali, individuare il disegno preparatorio e ottenere informazioni sui materiali e sui pigmenti impiegati dall’artista.


Il restauro ha avuto come obiettivo il recupero delle parti originali e il ripristino dell’equilibrio e della continuità visiva del trittico, migliorando la percezione estetica e la fruizione dell’opera, nel rispetto dei principi di reversibilità e riconoscibilità dell’intervento, con integrazioni riconoscibili da vicino, ma discrete nella visione d’insieme.


La fase più importante e delicata è stata quella della pulitura. Le operazioni si sono svolte in maniera graduale, decidendo via via il livello ottimale, affrontando prima la pulitura superficiale dalle polveri e particellato, proseguendo con la solubilizzazione delle colle e delle vernici. La rimozione delle ridipinture alterate, che compromettevano fortemente la leggibilità dell’opera ha permesso di riscoprire il blu originale del manto della Madonna, a base di azzurrite e oltremare naturale.


Il lavoro sul supporto ligneo è consistito nell'asportazione delle vecchie traverse frutto di un restauro precedente, nell’allineamento delle assi e nell'applicazione su ciascun pannello di nuove traverse in legno di castagno, ancorate con meccanismi elastici tramite delle molle coniche.


L'intervento ha restituito piena brillantezza alle cromie, riportando in evidenza i delicati passaggi di luce, il ritmo elegante dei panneggi e la resa degli incarnati, modellati con sottili pennellate di carattere grafico. Ne emerge con rinnovata chiarezza l’elevata qualità dell’opera, testimonianza preziosa dell’attività di Spinello Aretino a Lucca.


 

Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello


www.galleriaaccademiafirenze.it | www.bargellomusei.it

Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 31 ottobre 2025

Alla profumeria L'O Profumo presentata la linea Fejessence per la skincare

 



Milena Salazar ha presentato i suoi prodotti a marchio Fejessence presso la profumeria L'O Profumo di Borgo Albizi a Firenze . Andiamo a scoprire i prodotti..

Il marchio Fejessence è un marchio di Alta Fitocosmesi, che fonda le sue radici nelle proprietà della Feijoa “La Frutta dell’eterna giovinezza” come viene chiamata in Colombia, grazie alle sue ricchissime virtù e proprietà. I prodotti FEJESSENCE sono realizzati solo e unicamente con polpa fresca di Feijoa e un’elevata qualità e quantità di principi attivi da agricoltura biologica, che permette ai prodotti, di mantenere la naturalità e proprietà della frutta fresca a lungo. Dopo anni di ricerca è stato trovato l’equilibrio giusto per i prodotti, perciò vengono prodotte piccole quantità per garantire al consumatore un prodotto sempre fresco di altissima qualit

Passione per la natura

Semplicemente le  formule sono create con una accurata selezione di materie prime di origine vegetale, per uso alimentare con sostanze bio-funzionali naturali al 100%, per nulla dannose alla salute

I prodotti

Total face

Crema Viso Contorno Occhi e Labbra

Ristrutturante Rivitalizzante – Antiage

Veliurs

Crema Corpo Rigenerante

Rivitalizzante – Tonificante

La cura della pelle e la passione per la natura sono gli ingredienti principali dei prodotti di bellezza FEJESSENCE i  prodotti non sono testati sugli animali e non  utilizzano coloranti o siliconi.

https://fejessence.com/


Nicoletta Curradi