lunedì 25 maggio 2026

Dal 6 giugno 2026 la mostra di Mauro Staccioli a Porto Ercole




La mostra Mauro Satccioli. La scultura. Segnare, interrogare, attraversare (1971-2016), a cura di Francesca Rosi e Caterina Martinelli (6 giugno - 27 settembre 2026) verrà inaugurata il 6 giugno 2026 alle 18.30 a Forte Stella, Porto Ercole (GR). 
Promossa e sostenuta dal Comune di Monte Argentario e dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente, è realizzata con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli (Dir. Andrea Alibrandi, e Dir. della Gall. Il Ponte) 



La mostra dedicata a Mauro Staccioli nel Forte Stella di Porto Ercole, promossa e sostenuta dal Comune di Monte Argentario e dall’Azienda Speciale Argentario Mobilità & Ambiente, è realizzata con il contributo scientifico dell’Archivio Mauro Staccioli.

Siamo di fronte a una sintetica retrospettiva in cui vengono presentate ventidue opere fra sculture e disegni. Fra queste, quattro di grandi dimensioni, sono posizionate nei quattro angoli dei bastioni a forma di stella, su cui poggia la possente struttura esagonale del fortilizio. All’interno delle sei sale triangolari sono installate, in una disposizione cronologica, le altre quattordici sculture e quattro disegni, abbracciando sostanzialmente tutto il percorso del lavoro di Staccioli dal 1971 al 2016.

«Le sculture di Mauro Staccioli nascono da un dialogo profondo con lo spazio per cui sono realizzate: non lo occupano soltanto, ma lo interrogano, lo trasformano, invitano ad attraversarlo. Dai primi blocchi in cemento che sbarravano spazi urbani ai successivi cerchi e forme curve che si aprono sul paesaggio, negli anni l’artista ha dato vita a una costellazione di segni capaci di entrare in relazione con l’ambiente e con chi lo abita.
Per Staccioli la scultura è un “segno intelligente” che interroga il luogo, invita a rallentare, a prenderne coscienza, a lasciarsi sedurre dalle sue possibilità; ogni intervento è innanzitutto uno strumento critico che non si impone sul paesaggio, ma ne mette in luce tensioni, equilibri e prospettive nascoste.
Negli anni Settanta, le diverse articolazioni plastiche di “barriera” traducono in cemento le tensioni politiche e divisive del tempo; dagli Ottanta, forme sempre più aperte e curve diventano possibilità di attraversamento, invito a una nuova esperienza dello spazio.
Le sculture esposte a Forte Stella, in ferro, cemento e acciaio corten, evidenziano tale percorso, mentre i disegni su carta mostrano la continuità tra la dimensione monumentale e quella più intima della ricerca dell’artista. Forme geometriche ed essenziali, nel loro costante senso di equilibrio precario, esortano l’osservatore a vivere lo spazio in modo consapevole e personale.» (Francesca Rosi e Caterina Martinelli, 2026).



Nicoletta Curradi
   

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