lunedì 30 marzo 2026

Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi

 






A Casa Buonarroti una mostra che svela il capolavoro restaurato dedicato alla memoria del genio e al progetto celebrativo di Michelangelo Buonarroti il Giovane

Firenze, 1° aprile – 30 settembre


Dal 1° aprile al 30 settembre, la Fondazione Casa Buonarroti presenta a Firenze la mostra “Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi”, un’esposizione che riporta al centro dell’attenzione uno dei dipinti più significativi della Galleria buonarrotiana dopo un importante intervento di restauro.


La mostra, prodotta dalla Fondazione Casa Buonarroti con Opera Laboratori, che ne ha curato anche l’allestimento, è curata da Cristina Acidini, presidente della Fondazione, e da Alessandro Cecchi, direttore della Fondazione. Il progetto di restauro è stato sostenuto dai Friends of Florence, attraverso il dono di Donna Malin ed è stato realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti. Il progetto grafico della mostra è firmato da Sillabe.


“Per la prima volta – commenta la curatrice Cristina Acidini - si può osservare da vicino, grazie al restauro di Elizabeth Wicks, un’opera singolare dal soggetto unico: nessun dipinto, infatti, raffigura la sistemazione finale di un monumento funebre, in questo caso particolarmente illustre perché dedicato a Michelangelo Buonarroti. Il restauro consente inoltre di valorizzare un artista poco noto ma di grande talento, quale fu Tiberio Titi. Anche per questo siamo grati ai Friends of Florence che hanno sostenuto l’intervento”.


L’esposizione è incentrata sul dipinto “Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce” (1618–1620) di Tiberio Titi, parte della decorazione della Galleria di Casa Buonarroti e testimonianza fondamentale del programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare la memoria del grande antenato.


“Dopo Artemisia Gentileschi, Francesco Bianchi Bonavita e Anastagio Fontebuoni, è la volta adesso – precisa il curatore Alessandro Cecchi - del dipinto di Tiberio Titi nell’ambito del progetto di restauro che mira al completo recupero delle opere commissionate da Michelangelo Buonarroti il Giovane per la Galleria Buonarrotiana”.


La tela è ben documentata dai pagamenti contenuti nei taccuini di Michelangelo il Giovane conservati nell’Archivio Buonarroti: queste note di spesa consentono di datarla fra il 14 agosto 1618 e il 29 agosto 1620. Grazie ai documenti è stato altresì possibile scoprire che, già dal 19 settembre del 1615, Titi aveva ricevuto dal committente la tela montata su un telaio e con la base per la pittura già stesa; soltanto il 2 ottobre 1618, invece, gli era stato fornito il prezioso azzurro oltremare ricavato dal lapislazzuli.


Il dipinto raffigura un momento simbolico: la collocazione del busto marmoreo dell’artista sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce, avvenuta nel 1574. La scena è costruita attorno al gesto degli artigiani che sollevano il busto per collocarlo sul monumento funebre, mentre Leonardo Buonarroti con la famiglia assiste alla cerimonia. La composizione, caratterizzata da intensi contrasti di luce e ombra, rivela suggestioni caravaggesche e rappresenta un episodio di grande originalità nella pittura fiorentina del primo Seicento.


“Friends of Florence – sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda, President Friends of Florence - è lieta di far parte del progetto per il restauro di questo interessante dipinto di Tiberio Titi per il Museo di Casa Buonarroti. La donatrice Donna Malin, con il suo speciale amore per Firenze e per l’arte, rispecchia perfettamente il carattere dei nostri Benefattori e le siamo grati per il suo costante impegno a sostegno del patrimonio artistico. Ringraziamo la Fondazione Casa Buonarroti, la Presidente Cristina Acidini e il Direttore Alessandro Cecchi e siamo grati ai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti per il loro eccellente lavoro”. 


Il restauro ha restituito al dipinto la sua brillantezza cromatica e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. Per oltre quattrocento anni il dipinto è rimasto fissato a faccia in giù dal soffitto della Galleria: ciò ha prodotto deformazioni evidenti e anche la superficie pittorica mostrava ampie e diffuse crettature.


La rimozione delle vernici ingiallite e degli strati di sporco ha riportato alla luce dettagli finora nascosti, tra cui la firma dell’artista, oltre a evidenziare la qualità della tavolozza e la complessità della composizione. Il dipinto è ora tensionato su un telaio interinale e la tela è stata consolidata con un adesivo naturale ricavato da un’alga giapponese purificata, utilizzata per riaggregare le fibre di cellulosa.

L’esposizione racconta, dunque, il contesto storico e culturale della commissione, legata alla figura di Michelangelo Buonarroti il Giovane, intellettuale e promotore della memoria familiare, che trasformò la casa di via Ghibellina in un luogo dedicato alla celebrazione del mito michelangiolesco. Attraverso dipinti, documenti d’archivio e materiali preparatori – tra cui il bozzetto di Titi, acquistato dalla Fondazione sul mercato antiquario a fine Novecento e i fogli autografi con l’invenzione del soggetto e i pagamenti per l’opera – il pubblico potrà seguire la nascita del progetto artistico e il recente percorso di restauro.


La mostra, grazie anche ad un video e ai pannelli che documentano dettagliatamente le fasi del restauro, offre così una nuova lettura di un dipinto fondamentale della collezione di Casa Buonarroti, restituendolo alla sua piena leggibilità e riaffermando il ruolo della casa-museo come custode della memoria e dell’eredità di Michelangelo.


L’artista


Tiberio Titi (Firenze, 24 dicembre 1573 – 10 agosto 1627) era il figlio secondogenito del celebre pittore e architetto Santi di Tito. Insieme al fratello Orazio, Tiberio fu avviato dal padre alla carriera artistica e nel 1603 ne ereditò la bottega, da cui era uscito un gran numero di dipinti di soggetto religioso caratterizzati da un grande naturalismo, in linea con i nuovi dettami del Concilio di Trento. Santi di Tito lasciò ai figli molte opere incompiute e più di settecento disegni. Tiberio, dopo un’iniziale collaborazione col padre nelle scenografie delle feste e degli apparati effimeri della corte medicea (1589 e 1598), si cimentò con successo nella produzione di ritratti di corte, ereditando dal padre il ruolo di pittore di Casa Medici. La sua fortuna di ritrattista subì un rallentamento nel 1620 a causa dell’arrivo a Firenze del pittore fiammingo Justus Suttermans che lo sostituì a partire dal 1623. Tra le opere di Tiberio Titi, oltre al dipinto della Galleria buonarrotiana, si devono ricordare l’Autoritratto delle Gallerie degli Uffizi, e diversi ritratti dei Medici o dei loro familiari, come quello di Vittoria della Rovere da piccola, anch’esso agli Uffizi.


Orario di apertura del Museo

Dalle ore 10 alle ore 16,30

La vendita dei biglietti cessa mezz’ora prima della chiusura

Chiuso il martedì e nelle seguenti festività: 1° gennaio, domenica di Pasqua, 15 agosto, 25 dicembre


Biglietti

€ 8,00 intero

€ 5,00 ridotto

€ 6,00 biglietto riservato ai partecipanti alle attività laboratoriali


Ridotto: studenti fino ai 26 anni, adulti maggiori di 65 anni, gruppi organizzati (minimo 10 persone), Soci Associazione Amici di Brera, possessori del biglietto del Complesso Monumentale di Santa Croce, soci FAI, soci Touring Club, soci Unicoop, soci Centro Turistico Giovanile.

Gratuito: bambini minori di 6 anni, soci Amici della Casa Buonarroti, soci ICOM, soci ICOMOS, soci ICCROM, guide turistiche con tesserino, giornalisti con tessera professionale, insegnanti/accompagnatori di gruppi scolastici, persone con disabilità e loro accompagnatori.

La prenotazione non è obbligatoria ma consigliata per i gruppi.

Per informazioni e prenotazioni di visite guidate ed attività rivolte a gruppi di adulti e alle scuole, scrivere una mail all’indirizzo:

fond@casabuonarroti.it


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

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