venerdì 25 giugno 2021

Ceramica dolce. Design e artigianato a Montelupo


CERAMICA DOLCE
Design e artigianato a Montelupo
a cura di Silvana Annicchiarico
Cantieri ceramica e design 2020-2021
Palazzo Podestarile
Montelupo Fiorentino

25 giugno – 1 agosto 2021

collezioni e site specific di

Antonio Aricò
Francesco Binfaré
Lorenzo Damiani
Maurizio Galante e Tal Lancman
Duccio Maria Gambi
Valerio Sommella
Mario Trimarchi

con le botteghe ceramiche
Tuscany Art
Ceramiche d’ Arte Dolfi di Ivana Antonini
Ceramiche Bartoloni
Sergio Pilastri Ceramica con Vita
Bitossi Ceramiche
Centro Ceramico Sperimentale di Montelupo
Terrecotte Corradini & Rinaldi

e con la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze

Rosa Maria Solinas, Vitali Fedotov, Benedetta Chiari, Elisa Pietracito




Nel Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino, dal 25 giugno al 1 agosto 2021, si tiene la mostra CERAMICA DOLCE. Design e artigianato a Montelupo, che propone le opere realizzate a conclusione dei Cantieri ceramica e design 2020-2021, durante i quali, sotto la direzione artistica di Silvana Annicchiarico, artisti e designer di caratura internazionale hanno prodotto opere e collezioni direttamente presso le botteghe e le aziende del territorio.

Nella storia di Montelupo Fiorentino la ceramica ha svolto un ruolo attivo e identitario. Ha inciso sull’economia e sulla qualità indiscussa delle tecniche messe a punto nelle botteghe e trasmesse di generazione in generazione, donando alla città una reputazione legata all’idea di bellezza, al gusto del lavoro ben fatto, alla vocazione per la ricerca e la sperimentazione continue. Dal periodo rinascimentale, in cui Montelupo ha di fatto rappresentato “la Fabbrica di Firenze”, alle esperienze manifatturiere del '900, questo territorio ha svolto e svolge un ruolo di primo piano nel panorama internazionale. Il progetto CERAMICA DOLCE ha voluto riprodurre il concetto di Cantiere Artistico, sperimentato negli anni su questo territorio, affidandone la direzione a Silvana Annicchiarico, e prevedendo il coinvolgimento di artisti e designer, che sono venuti a produrre i propri lavori direttamente a Montelupo, lavorando con le maestranze locali, a ricreare un orizzonte di sperimentazione in grado di esplorare il tema del rapporto tra artigianato, arte e design.



Sette collezioni create dagli artisti ospiti e dalle manifatture, con la collaborazione degli studenti dell'Accademia delle Belle Arti, che hanno svolto il ruolo di assistenti alla produzione sviluppando anche una propria progettualità. Sette collezioni per sette ambienti di mostra, che confluiranno in un allestimento nella sede del Palazzo Podestarile, già sede del Museo della Ceramica e attualmente di mostre temporanee, curato da Marco Ulivieri per ricreare uno spazio che racconti l’intero percorso progettuale.

In mostra verrà presentato anche un docufilm realizzato dall’Università IULM di Milano e un catalogo che documenta tutto il lavoro saranno presentati in autunno.

CERAMICA DOLCE ha visto gli artigiani e le aziende della ceramica di Montelupo lavorare fianco a fianco con alcuni dei grandi nomi del design italiano, fin dal concept delle nuove creazioni. L’obiettivo è stato quello di rivisitare e reinventare gli archetipi dell’artigianato montelupino. Il percorso ha avuto inizio lo scorso anno con Matteo Cibic in tandem con il laboratorio d’arte Dolfi di Ivana Antonini. Insieme hanno creato una Collezione che ci proiettava immediatamente in una dimensione altra, in una sorta di Paradiso dei Sogni o di un paese dei balocchi. Con qualcosa di Disney, qualcosa di Magritte e un tocco da Alice nel Paese delle meraviglie. Insomma, la ceramica ci conduceva in una dimensione onirica e visionaria. Il lavoro poi è proseguito coinvolgendo altri laboratori ceramisti e affiancandoli a progettisti con storie fra di loro molto diverse: Antonio Aricò, Francesco Binfaré, Lorenzo Damiani, Maurizio Galante e Tal Lacman, Duccio Maria Gambi, Valerio Sommella e Mario Trimarchi. Sette designer che sono venuti nelle botteghe artigiane ed hanno lavorato con le maestranze locale, confrontandosi, condividendo esperienze, saperi e soprattutto visioni.2x
Antonio Aricò ha lavorato su degli obelischi urbani ispirati all’immaginario dei giardini toscani, una sorta di bestiario fantastico rivisitato; Francesco Binfaré si è ispirato all’archetipo dell’angelo di Andrea della Robbia, interrogandosi su come potesse essere rappresentato e collocato nel contesto della globalizzazione; Lorenzo Damiani ha preparato due collezioni: una di vasi grezzi con incastonati i piatti della tradizione di Montelupo, un’altra di vasi realizzati con gli scarti di lavorazione delle fornaci ceramiche in memoria del ritrovamento dell’antico pozzo dove venivano accatastati gli scarti. E ancora Duccio Maria Gambi si è confrontato direttamente con la materia ceramica esistente, con gli scarti, con un progetto di levigatura e di sottrazione della materia per creare un ponte fra passato remoto e futuro incerto; mentre Maurizio Galante e Tal Lancman si sono proposti di ibridare la tradizione montelupina dei vasi con il mondo dei mostri Kaiju, tipici della fantascienza giapponese, per interrogarsi sul bene e sul male; Valerio Sommella si è misurato sperimentando la matericità delle decorazioni innovando una fase del processo produttivo; e infine Mario Trimarchi ha lavorato a un monumento in ceramica, una torre disequilibrata, sormontata da una grande coppa in bilico che ci fa riflettere sulle nostre fragilità.

“Fondere tradizione e innovazione, memoria e ricerca, notum e novum – afferma la curatrice  Silvana Annicchiarico – è l’idea di fondo che sta alla base della mostra CERAMICA DOLCE. Design e artigianato a Montelupo. Sono convinta che sia qui, in questa pratica di ibridazione e di osmosi, che si gioca oggi la scommessa più importante: non nella separazione dei saperi, non nella gelosa difesa del proprio hortus conclusus, ma nell’incontro, nell’apertura, nella disponibilità a contaminarsi con il diverso da sé. CERAMICA DOLCE lo fa, nella certezza che sia uno dei modi più efficaci per far uscire la ceramica dal ghetto dei souvenir a basso prezzo destinati al gusto massificato del turismo di massa e per far riscoprire al pubblico più vasto la bellezza generata dalle abili mani dei maestri d’arte montelupini, che sono a tutti gli effetti dei veri e propri beni culturali viventi”.
"Quando il design incontra l'arte della ceramica – dichiara Claudio Rocca, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze – si aprono scenari inaspettati; ceramica trattata da secoli a Montelupo che si rinnova continuamente grazie al dialogo fra mestieri e creatività. E' quanto hanno espresso anche gli studenti dell'Accademia di Firenze guidati dal professor Lucchesi che hanno dato il loro contributo a sostegno di questo processo creativo e di innovazione estetica".
“Finalmente inauguriamo al pubblico la mostra conclusiva del progetto curato da Silvana Annicchiarico – conclude Aglaia Viviani, assessore alla cultura del Comune di Montelupo. – Un progetto che ha subito una brusca frenata a causa dell'emergenza sanitaria, ma che appena possibile è ripartito di slancio e ha visto una collaborazione serrata fra gli artigiani, le aziende, la scuola della ceramica e i designer invitati. L’esposizione che inauguriamo oggi narra questo percorso e che ci restituisce un viaggio nell'arte, nella creatività e nell'innovazione di forme, modelli e decorazioni; ci racconta tutto questo in un percorso attraverso la forma e la materia ceramica, presentando collezioni e site specific prodotte nelle botteghe ceramiche con i materiali di eccellenza forniti da Colorobbia, azienda costantemente a fianco della valorizzazione della ceramica e del territorio, alla quale va il nostro sentito ringraziamento. E, ancora, restituisce gli esiti di un processo di collaborazione reso ancora più prezioso dalla partecipazione degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze, che vogliamo ancora una volta ringraziare per la costante  presenza e partecipazione sul territorio di Montelupo.

Montelupo non è nuova a esperienze di questo tipo, anzi ne ha fatto un tratto distintivo della sua produzione culturale; tanto che abbiamo creato un "modello Montelupo" dal quale hanno attinto anche altre realtà. Un modello di “cantiere”, che sa rinnovarsi ogni volta, e che punta sull'incontro e lo scambio di esperienze e linguaggi diversi”.

Palazzo Podestarile e giardino della Fornace
Via Baccio da Montelupo, 45
Via Giro delle mura, 88

Orari di apertura
martedì e venerdì: 21.00 – 23.00
sabato e domenica: 10.00- 13.00; 17.00 – 19.00; 21.00-23.00
Altri giorni su prenotazione
Progetto dolce
Ceramica e design a Montelupo  
a cura di Silvana Annicchiarico

Nicoletta Curradi 

giovedì 10 giugno 2021

Puccini Gatteschi, un nuovo polo culturale a Pistoia



 

Pistoia guarda al futuro e lo fa riscoprendo un tesoro nascosto del suo passato. Dopo un lungo periodo di chiusura e un’importante operazione di ristrutturazione e restauro, il primo luglio 2021 riapre finalmente al pubblico il settecentesco Teatrino Gatteschi, uno dei più piccoli al mondo, vero gioiello artistico e architettonico nel centro storico della città. Testimone di oltre trecento anni di storia, ma celato agli occhi di tutti dal velo del tempo, il piccolo teatro è adesso pronto a risplendere e ad accogliere di nuovo i visitatori.

 

L’apertura del Teatrino Gatteschi si colloca nell’ambito del nuovo polo culturale “Puccini Gatteschi”, più vasto progetto dell’Associazione Culturale G713 Pistoia Valley, con l’obiettivo di portare alla città un vento di utilità sociale e innovazione culturale. “Puccini Gatteschi” avrà sede nei meravigliosi spazi degli Istituti Raggruppati, in pieno centro a Pistoia, e ospiterà il Caffè Puccini, caffetteria-emporio di idee, il Cinemino Puccini, piccola sala cinema per la proiezione di cortometraggi, e appunto il Teatrino Gatteschi, tutti affacciati su un giardino, il Piccolo Giardino Puccini, che per l’occasione si trasformerà in un piccolo teatro di verzura contemporaneo. Spazi suggestivi e unici nel loro genere, luoghi storici e intimi che grazie a questo progetto torneranno a nuova vita a partire dall’estate con incontri, spettacoli, concerti, laboratori e molti altri eventi.

 

Il Teatrino Gatteschi, datato 1707, è un vero tesoro finora rimasto un po’ nascosto all’interno dell’antico Palazzo Gatteschi, residenza storica appartenuta all’omonima famiglia dal Trecento fino alla prima metà dell’Ottocento. Inserito nel Patrimonio delle Dimore Storiche d’Italia, anno in cui venne costruito per uso privato della famiglia in occasione delle nozze tra Pistoletto Gatteschi e Maria Francesca Bracciolini, probabilmente su progetto del canonico e architetto Francesco Maria Gatteschi (1656-1722). Il piccolissimo teatro si sviluppa in non più di 70 mq su due livelli, con avvincenti invenzioni architettoniche, decorazioni in stucco e visionari affreschi a trompe-l’œil. Adibito a magazzino tra l’Ottocento e il Novecento, il Teatrino Gatteschi perse nel tempo il suo splendore e la sua originaria funzione, che adesso, grazie alla ristrutturazione, potrà finalmente riacquistare, tornando ad ospitare eventi e piccole rappresentazioni teatrali.

 

Dal primo luglio, “Puccini Gatteschi” aprirà al pubblico il Piccolo Giardino Puccini, spazio aperto con giardino arredato a verde, annesso all’antico Palazzo Puccini e adiacente al Teatrino Gatteschi. Grazie vincita del bando “Piccole Bellezze” della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che promuoveva progetti artistico-architettonici e ambientali per finalità sociali e culturali, l’Associazione ha potuto trasformare il Piccolo Giardino Puccini in un teatro di verzura contemporaneo. Avrà un palco, scenografie e quinte verdi ed ospiterà per tutta l’estate spettacoli, incontri, proiezioni e piccoli concerti di musica, rigorosamente dal vivo e senza amplificazione. L’annesso Caffè Puccini, che offrirà prodotti esclusivamente locali, non sarà solo una semplice caffetteria, ma anche emporio di idee, un social hub, luogo di scambio e interazione sociale, dove davanti ad un caffè si potranno discutere, insieme ad esperti, temi di attualità.

 

E dopo l’estate, appena la situazione epidemiologica lo consentirà, il “Puccini Gatteschi” darà spazio anche al teatro e al cinema, grazie alla piccola sala del Teatrino e ad una saletta per videoproiezioni e incontri da ventinove posti (pre-Covid). A settembre - dal 17 al 19 - il Teatrino Gatteschi ospiterà la prima edizione del Festival Nazionale del Micro Teatro, organizzato in collaborazione con Teatro per la Coscienza, mentre nel Cinemino Puccini verranno proiettati prevalentemente cortometraggi, film muti e d’autore, spesso poco conosciuti ma di altissima qualità. Anche il Cinemino ospiterà incontri all’insegna del confronto e dell’intrattenimento, in linea con lo spirito di “Puccini Gatteschi”, che vuole essere un crocevia di cultura, di scambio e di interazione. Il calendario degli spettacoli sarà curato dall’Associazione G713 e la direzione artistica sarà affidata ad Andrea Massaini, ideatore dell’iniziativa.

Un nuovo spazio aperto ed inclusivo, un luogo magico che cambierà insieme a chi avrà la voglia di cambiarlo.

 

 

Puccini Gatteschi

Vicolo Malconsiglio 7, Pistoia

e.mail g713pistoiavalley@gmail.com

WhatsApp 347 3479831

Pagine Facebook:

@g713pistoiavalley


Nicoletta Curradi 

In Oltrarno novità al Dolce Emporio

 



In Oltrarno tornano gli aperitivi e le degustazioni Dolce Emporio

Al Dolce Emporio, la boutique del gusto condotta dallo chef Fabio Barbaglini in Borgo San Frediano 128r i vini selezionati dallo chef e dalla moglie Federica Lippi sono di nuovo disponibili da gustare al calice,  al banco del locale e ora pure all’aperto. Ogni giorno, eccetto la domenica  dalle 18 alle 20 è infatti possibile sedersi al tavolo in piazza de’ Nerli  scegliendo il proprio bicchiere o una bottiglia da condividere con gli amici, tra le proposte del Dolce Emporio.
Dato che non si può viaggiare tanto all'estero, qui è possibile scegliere un aperitivo dal sapore internazionale con le degustazioni che ripartono con due nuove formule.




Ogni martedì dalle 18 alle 20 ecco Happy Fish: oltre alla più ampia selezione del Dolce Emporio, vengono proposti tre particolari vini al calice, accompagnati da un boccone gourmet a base di acciughe del Cantabrico Conservas Emilia.
Ogni giovedì dalle 18 alle 20, invece, è la volta di Happy Fuà: in degustazione ci sono tre etichette ideali per esaltare il gusto del foie gras. Ogni calice viene accompagnato da un assaggio di Fuà, il foie gras in torcione della linea Fiori di Spezie, firmata dallo stesso Barbaglini e in vendita in esclusiva al Dolce Emporio. Al naturale, al mandarino candito e pepe di Timut, con fragoline in mostarda e pepe rosa e prossimamente in altre varianti, da assaggiare in anteprima, cercando il miglior calice da abbinare.

Per chi lo preferisce è sempre possibile ordinare un kit aperitivo da asporto, come l’Aperitivo Gustoso, con Franciacorta Brut Biondelli, Acciughe del Cantabrico e patatine spagnole San Nicasio, o l’Aperitivo Raffinato, con foie gras al naturale, lingue di suocera e una bottiglia a scelta tra Riesling e Pouilly Fumé della Loira. Disponibili anche due pacchetti pensati per una cena indoor senza pensieri. Ordini anche online sul sito www.dolcemporio.shop, per telefono allo 055 3897066 o anche via Whatsapp al 338 2596812.




Un cenno sullo chef Fabio Barbaglini

Già al lavoro a 14 anni, nelle cucine del Lago Maggiore, Fabio Barbaglini perfeziona gli studi in Svizzera, per poi lavorare in diversi stellati internazionali, fino ad aprire il primo ristorante a 23 anni, il “Caffè Groppi” a Trecate (No), premiato con la stella Michelin nel 2004. Tra le esperienze più significative quella come capo partita all’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano (3 stelle Michelin), ristorante che riaprirà poi nel 2012 in qualità di chef-patron. La filosofia dietro il rilancio de “La Cassinetta” si può sintetizzare in “naturale concezione del gusto”, concetto che tornerà nelle successive esperienze come consulente nel campo della ristorazione italiana e internazionale. Numerosi i riconoscimenti ottenuti nell’arco della carriera, come la stella Michelin del Mont Blanc Hotel Village di La Salle, nel 2011, e il premio per la migliore performance conferito più volte dalla Guida dell’Espresso. Nel 2017 l’approdo a Firenze, dove il progetto si è ampliato dalla ristorazione alla selezione e vendita di prodotti di alto livello con il progetto Dolce Emporio.

Dolce Emporio / Borgo San Frediano 128/r – Firenze / Tel. 055 3897066 – info@dolcemporio.shop
lun-sab dalle 10-12.30 e 15.30-19.30
www.dolcemporio.shop




Fabrizio Del Bimbo